lunedì 4 maggio 2015

Come arrivare a Torino e mostre a Torino Primavera 2015



SERVIZIO INFORMAZIONI TURISTICHE SU TORINO E PROVINCIA
(ad opera del blog Pedalatoro di Daniele Comoglio)

COME ARRIVARE A TORINO:

Torino è raggiungibile dall’aeroporto di Caselle, dalle stazioni ferroviarie di Porta Susa, Porta Nuova e Lingotto, oltreché dall'autostrada A4 (da Trieste, Verona, Bergamo, Milano, ecc.), A5 (Traforo Monte Bianco, Aosta, Ivrea, ecc.), A21 (da Brescia, Piacenza, Alessandria, Asti, ecc.), A6 (da Savona), A32 (Traforo Frejus, Bardonecchia, Susa, ecc.) e dalla A55 (da Pinerolo).

E’ possibile atterrare a Caselle partendo da svariate località sia italiane che straniere (http://www.aeroportoditorino.it/it), come ad esempio Roma Fiumicino, Napoli, Catania, Cagliari, Bari, Trapani, oppure Monaco di Baviera, Francoforte, Parigi Charles de Gaulle, Amsterdam, Londra Stansted, Madrid, ecc.
La Sadem (http://www.aeroportoditorino.it/it/tomove/trasporti-e-parcheggi/in-bus) organizza il trasporto da e per le stazioni ferroviarie di Torino all’Aeroporto, al costo di €6,50 (per i possessori della Torino+Piemonte Card il costo è di €5).

Cos’è la Torino+Piemonte Card?
E’ un pass necessario per entrare gratuitamente in oltre 180 musei, castelli, ecc. di Torino e dell’intero Piemonte. Non solo, infatti consente di utilizzare gratuitamente i trasporti turistici di Torino, quali il City bus Sight-Seeing, l’ascensore panoramico della Mole Antonelliana, la cremagliera Sassi-Superga, il battello su fiume Po e il treno da/per Torino-aeroporto di Caselle.
Questo “passpartout” può durare 2 o 3 o 5 giorni consecutivi e, per un giorno, costa €23, per 2 giorni €35, per 3 giorni €42, per 5 giorni €51 (con un risparmio, dunque, di ben €65).
Info:

MOSTRE, EVENTI, CULTURA A TORINO, PRIMAVERA 2015:


OSTENSIONE DELLA SINDONE DI TORINO, presso il Duomo di San Giovanni (via XX Settembre 87, tel. 011/5295550, email gestpre2015@sindone.org) : dal 19 aprile al 24 giugno 2015, giorno della festa del patrono di Torino, san Giovanni Battista, e onomastico di San Giovanni Bosco, di cui decorre il bicentenario della sua nascita.

Tutti gli storici sono d'accordo nel ritenere documentata con sufficiente certezza la storia della Sindone a partire dalla metà del XIV secolo, data della sua apparizione. Sulla sua storia precedente e sulla sua antichità non vi è accordo. La datazione radiometrica con la tecnica del Carbonio 14, eseguita nel 1988 e ritenuta inadeguata dall'ideatore dall'esame stesso, il chimico americano Willard Frank Libby, ha datato la realizzazione del lenzuolo in un intervallo di tempo compreso tra il 1260 e il 1390. Secondo i sostenitori dell'autenticità del telo è possibile che tale datazione sia dovuta al prelievo dei campioni analizzati da parti rammendate dopo l'incendio che ha colpito il lino nel 1532.
Alcuni studiosi ritengono che la Sindone sia l'autentico lenzuolo funebre di Gesù. Secondo questi la Sindone di Torino risalirebbe alla Palestina del I secolo; gode inoltre di molto credito tra di essi l'ipotesi che essa sia da identificare con il mandylion o "Immagine di Edessa", un'immagine di Gesù molto venerata dai cristiani d'Oriente, scomparsa nel 1204 (questo spiegherebbe l'assenza di documenti che si riferiscano alla Sindone in tale periodo).
Secondo i racconti dei vangeli, dopo la sua morte il corpo di Gesù fu deposto dalla croce, avvolto in un lenzuolo (sindone) con bende e deposto nel sepolcro. (fonte: http://www.schliemann-carter.it/News/2009.11.24_Riprodota_sindone_Torino.html)

Ingresso gratuito con prenotazione obbligatoria. Orari: lun-dom 7.30-19.30
Sito ufficiale per effettuare prenotazioni online:

Il 21 e il 22 giugno 2015 è in programma la visita di Papa Francesco.
Una rappresentanza di tutte le parrocchie e delle altre realtà ecclesiali della diocesi di Torino è invitata per la messa di Papa Francesco in piazza Vittorio domenica 21 giugno alle 10.45: per questo è necessario prenotare i pass entro il 15 maggio 2015 secondo le indicazioni a questo link
Pass speciali sono riservati per gli ammalati e disabili con accompagnatori e per i giovani che partecipano alla tre giorni di preparazione alla visita. 
N.B.: il 20 e 21 giugno 2015, in occasione della visita del Papa, il Duomo sarà chiuso, non si possono dunque effettuare e prenotare visite alla Sindone.

IL VOLTO DI LEONARDO DA VINCI, Palazzo Madama, piazza Castello, tel. 011/4433501
Biglietto intero: €12 (più eventuale prevendita) Biglietto ridotto: €10 (più eventuale prevendita) Minorenni: gratis (incluse nel biglietto le collezioni permanenti).
Sito ufficiale:


E' l'autoritratto posseduto dalla Biblioteca Reale di Torino (elemanto parte del sito seriale UNESCO Residenze Sabaude, patrimonio dell'umanità dal 1997), divenuto col tempo l’icona di questo genio del Rinascimento. L’esposizione inizia il 24 aprile e termina il 2 giugno 2015, presso la Sala del Senato di Palazzo Madama (piazza Castello 10, tel. 011/4433501, email: palazzo madama@fondazionetorinomusei.it).

L'autoritratto è un disegno a sanguigna (particolare tecnica grafica attraverso cui si possono traccia sulla carta dei segni dal caratteristico colore rossastro) databile al 1515 circa, quando l'artista toscano viveva in Francia al servizio di Francesco I di Valois (re di Francia dal 1515 al 1547).
L'opera mostra il volto di un uomo canuto, con lunghi capelli e lunga barba, calvo alla sommità della testa. Lo sguardo accigliato è rivolto a destra, con un'espressione seria e leggermente imbronciata. I segni del tempo sono ben evidenti, con solchi lungo la fronte, attorno agli occhi e ai lati della bocca lungo le guance. I dettagli sono molto curati, sebbene una parte appaia come non finita: per dare l'effetto del cranio liscio e calvo l'artista ricorse a pochissime linee, lasciando il foglio in alto quasi intonso.

SALONE INTERNAZIONALE DEL LIBRO, 28^ edizione, presso Lingotto Fiere, via Nizza 294 (tel. 011/6644111, sito: http://www.salonelibro.it), dal 14 al 18 maggio 2015 (orari: lun, gio, dom 10-20, ven, sab 10-23).
Prezzo ingresso giornaliero: €10,50 Prezzo intera manifestazione: €26,50 (risparmio pari a €26).


Sono le Meraviglie d'Italia il tema conduttore del Salone Internazionale del Libro 2015. L'anno dell'Expo di Milano, destinata a richiamare milioni di visitatori, offre l'occasione di ripercorrere e ripensare il nostro rapporto con l'immenso patrimonio che abbiamo ereditato. Un tesoro artistico, architettonico, letterario, musicale, linguistico, paesaggistico, che comprende le tecniche materiali, il design, la moda, il cinema, la fotografia e che, nella sua stessa varietà, ha concorso a definire quello che viene riconosciuto come il carattere, l'identità, lo stile italiano.
La partecipazione della Germania come Paese Ospite d'onore al Salone 2015 nasce dalla stretta collaborazione con la Buchmesse di Francoforte e il Goethe Institut, che festeggia il sessantesimo della fondazione della sede torinese. Rappresenta un implicito riconoscimento dell'autorevolezza raggiunta dal Salone torinese da parte di chi organizza la più prestigiosa fiera mondiale del settore, ed è una partecipazione che cade in un momento cruciale nelle relazioni tra i due Paesi, e nell'intera vicenda europea, travagliata da tensioni e incomprensioni.
Nel 2015 ricorre il 750° della nascita di Dante Alighieri, che al Salone è ricordato dalla presentazione dei volumi di uno dei massimi dantisti del '900, Francesco Mazzoni, e di La 'Commedia' con figure dipinte, riproduzione in facsimile del prezioso incunabolo veneziano del 1491 ricco di 400 miniature a colori. Il 40° della scomparsa di Pier Paolo Pasolini è al centro di due eventi a cura della Regione Lazio: un dibattito con Lidia Ravera, Walter Siti, Chiara Valerio e Walter Veltroni, e le letture di Fabrizio Gifuni, che ha dato interpretazioni memorabili delle pagine pasoliniane. Scopri gli altri anniversari.

TAMARA DE LEMPICKA, dal 19 marzo al 30 agosto 2015 presso Palazzo Chiablese, piazza San Giovanni 2 (tel. 011/5220450, email: dr-pie@beniculturali.it)
Sito della mostra: http://www.mostratamara.it/ Sito per acquistare online i biglietti: http://www.ticket.it/tamara/
Orari: lun 14.30-19.30 mar, mer, ven, sab, dom 9.30-19.30 gio 9.30-22.30

“Tamara de Lempicka: il 77% dei visitatori è donna”. Lo ha confermato Iole Siena, presidente di Arthemisia Group, ente che ha prodotto già tre mostre sull’artista e che propone a Torino la quarta, con 24 Ore Cultura, Comune di Torino, Mibact e Polo Reale.
Piace alle donne per i soggetti, per quel modo di unire ai colori del Fauvismo le sfaccettature del Cubismo e del Futurismo. Ma soprattutto per la sua storia. Una donna libera ai tempi in cui le donne, soprattutto se ebree polacche, non potevano esserlo. Una dandy che ha viaggiato per tutto il mondo, vivendo in Europa, negli Stati Uniti, dichiarando la sua bisessualità, sposando due nobili e rifiutando le avances di D’Annunzio. Un simbolo di eleganza e trasgressione che ha riunito in una vita di pittura tutti i canoni di un’epoca, di un movimento, quello dell’Art Déco.

Questa nuova mostra dedicata a Tamara de Lempicka (nata in Polonia nel 1898 e morta in Messico nel 1980), presenta circa 100 opere in un percorso tematico che permetterà al pubblico di conoscere nuovi aspetti della sua arte.
L’esposizione si divide in sette sezioni. La prima è dedicata alle case in cui l’artista ha vissuto tra il 1916, anno del suo matrimonio a San Pietroburgo, e il 1980, anno della morte a Cuernavaca.
La seconda sezione si compone di nature morte, in cui l’artista si cimenta fin dall’età adolescenziale. La terza presenta i dipinti dedicati alla figlia Kizette, tra cui Kizette al balcone e La comunicanda. Altri aspetti della sua pittura, come il devozionale, il rapporto con il mondo della moda, fino al tema della coppia e della sessualità, ai nudi di uomini e donne, sono i soggetti delle altre sezioni.
Come ha spiegato la curatrice Gioia Mori: “Tra le mostre su di lei questa è certamente la più completa, sotto diversi punti di vista: mette in luce la vita personale dell’artista, con un percorso organizzato attorno alle sue diverse abitazioni, con fotografie, aneddoti e accessori; riesce a rappresentare il legame tra la contemporaneità e lo studio dell’antico, come negli appunti di viaggio in cui Tamara ridisegna il Bacio di Hayez [l’originale a Palazzo Chiablese, per la prima volta fuori dalla Veneranda Biblioteca Ambrosiana, N.d.R.

Tamara Rosalia Gurwik (questo il suo vero cognome) compie il suo primo viaggio in Italia nel 1907, nel corso del quale, dopo aver visitato le città d'arte italiane ed essersi spostate in Francia, Tamara avrebbe imparato alcuni rudimenti di pittura da un francese di Menton. Nel 1916 sposa a San Pietroburgo l'avvocato Tadeusz Lempicki, da cui prenderà il cognome. A causa della rivoluzione bolscevica, si trasferiscono a Parigi.
Tamara iniziò a studiare pittura alla Académie de la Grande Chaumiere e alla Académie Ranson; qui affinò il suo stile personale, fortemente influenzato delle istanze artistiche dell'Art Déco, ma al contempo assai originale. Nel 1922 espone al Salon d'Automne, la sua prima mostra in assoluto. In breve tempo divenne famosa come ritrattista col nome di Tamara de Lempicka. Nel 1928 divorziò dal marito.
Fu anche ospite di Gabriele D'Annunzio al Vittoriale, rifiutando i suoi continui tentativi di seduzione. Dopo aver viaggiato estesamente per l'Europa, ivi compreso in Italia e in Germania, all'inizio della seconda guerra mondiale si trasferì a Beverly Hills in California con il secondo marito, il barone Raoul Kuffner de Diószegh.
Dopo la morte del barone Kuffner nel 1961, Łempicka andò a vivere a Houston in Texas, dove sviluppò una nuova tecnica pittorica consistente nell'utilizzo della spatola al posto del pennello. Le sue nuove opere, vicine all'arte astratta, vennero accolte freddamente dalla critica, tanto che la pittrice giurò di non esporre più i suoi lavori in pubblico. 
La popstar Madonna, affascinata dalla biografia della pittrice, è divenuta una delle principali collezioniste delle opere di Tamara de Lempicka, e ha prestato i quadri della pittrice da lei in possesso a musei e per l'organizzazione di eventi (altri famosi collezionisti delle sue opere sono Jack Nicholson e Barbra Streisand). Ciò ha contribuito nei recenti anni alla riscoperta (almeno mediatica) e alla rivalutazione della Lempicka.

SALONE E GRAN PREMIO PARCO VALENTINO, dall'11 al 14 giugno 2015
Parco del Valentino, corso Massimo d'Azeglio. Ingresso gratuito
Sito ufficiale: http://www.parcovalentino.com/it 


Il nuovo Salone dell'Auto all'aperto.
Come opere d'arte esposte lungo i viali del Parco Valentino, oppure protagoniste della passerella celebrativa che toccherà le vie più belle. Dopo anni di assenza i motori rientrano a casa e riaccendono la passione di Torino.
Torino celebra lo sport, che vince e che s'impegna, e lo fa facendo sfilare le stelle di Formula 1, Rally, Sport Prototipi e GT-Series. A seguire le vetture più rappresentative dell'intera produzione delle Case automobilistiche nei Tributi dedicati.
Le novità commerciali presentate dalle Case automobilistiche poste sui podi, i prototipi dei Carrozzieri e dei Centri Stile. In una scenografia minimal ed elegante, le automobili tornano protagoniste in questo Salone dall'anima rivolta al futuro.

Da sempre il Parco del Valentino ha ospitato importanti manifestazioni sportive. Dal 1935 al 1955 i viali del Parco hanno visto svolgersi dieci gare ufficiali di Formula A (poi Formula 1) e confrontarsi i più grandi i pionieri dell’automobilismo sportivo, piloti che hanno fatto la storia delle corse internazionali. Fra loro Nuvolari, Ascari, Varzi, Villoresi. Le gare ebbero un enorme successo: per assistere agli eventi arrivarono da ogni parte d’Italia oltre cinquantamila persone, un vero record per l’epoca. Il parterre delle autorità era assolutamente di prim’ordine, e in riva al Po si fronteggiarono le migliori macchine sportive dell’epoca tra cui Maserati, Ferrari, Alfa Romeo, Fiat. Nomi che non solo rappresentano l’essenza dell’automobilismo, ma che racchiudono l’eccellenza del design e della tecnologia made in Italy. Nelle ultime due edizioni, le gare che si disputavano all’interno del circuito di Torino presero il nome di Gran Premio del Valentino. Questo si disputò nel 1952 e nel 1955 sulle strade che attraversano i giardini del parco.

MODIGLIANI E LA BOHEME DI PARIGI, alla GAM, Galleria d'Arte Moderna, via Magenta 31, tel. 011/4429518, email: gam@fondanzionetorinomusei.it
Dal 14 marzo al 19 luglio 2015
Prezzi: intero €12, ridotto €9, gruppi €8 2 adulti + 1 minore di 14 anni €24 Orari: mar-dom 10-19.30
Sito ufficiale: http://www.gamtorino.it/


Intorno alla figura centrale di Modigliani la mostra presenta la straordinaria atmosfera culturale creata dalla “École de Paris”, la corrente che ebbe protagonisti alcuni artisti attivi nel primo dopoguerra che si raccolsero intorno a Montmartre uniti dal desiderio di vivere in pieno il clima artistico di Parigi, creando una completa simbiosi tra vita e arte.
La mostra è suddivisa in cinque sezioni, che analizzano la vitalità parigina del periodo, con uno sguardo non solo alla pittura, ma anche al disegno e alla scultura. Circa 90 opere racconteranno questa esperienza artistica con accanto a Modigliani alcuni nomi eccezionali come Brancusi, Soutine, Utrillo, Chagall, Gris, Marcoussis, Survage, Picasso.
Amedeo Modigliani incarna pienamente la figura dell’artista maledetto del XX secolo, messaggero di una bohème artistica che rinnova l’arte del suo tempo. Oggi viene universalmente considerato uno dei padri dell’arte moderna, eppure la sua carriera è stata straordinariamente breve e coronata da scarso successo in vita. Il suo genio transita come una meteora nella Parigi di inizio Novecento. Da spirito indipendente, egli sorvola i numerosi movimenti artistici che stanno nascendo, traendone ispirazione solo da lontano, ma rifiutandosi sempre di aderirvi, come fece ad esempio con il cubismo e il futurismo.
Modigliani è quindi raccontato in mostra come il principale testimone della realtà cosmopolita della Bohème parigina, che ha segnato la sua indipendenza dai movimenti ufficiali delle avanguardie artistiche. Un particolare momento storico in cui, alla creazione dei capolavori, si affianca un’esistenza disordinata che lo portò a morte prematura.

LUCIO FONTANA CONCETTI SPAZIALI, alla GAM, Galleria d'Arte Moderna, via Magenta 31, tel. 011/4429518, email: gam@fondanzionetorinomusei.it
Fino al 30 agosto 2015
Prezzi (per tutte le collezioni): intero €10, ridotto €8, minorenni gratis

Torna visibile al pubblico, dopo il recente restauro generosamente sostenuto dall’Associazione Amici della Fondazione Torino Musei, il grande Concetto spaziale di Lucio Fontana del 1952: il progetto Wunderkammer di GAM, curato da Virginia Bertone, dedica infatti all’artista italo-argentino una mostra che riunisce, dopo molti anni, alcune delle sue opere più significative presenti nelle collezioni del museo.
Con il grande disco giallo di Concetto spaziale, Lucio Fontana (Rosario di Santa Fé 1899 - Comabbio 1968) ha rivoluzionato il modo di pensare la scultura: con spirito antimonumentale, l’opera si sviluppa su una dimensione totalmente orizzontale, accostando otto sottili lamiere metalliche sagomate e forate di un giallo saturo e brillante. La scelta di un colore fortemente antinaturalistico da parte dell’artista, poi, doveva creare un contrasto surreale nella sua originaria collocazione su un prato, con i fili d’erba che sbucavano dalle forature. Il recente restauro ha permesso la partecipazione di Concetto Spaziale alla mostra parigina Lucio Fontana. Rétrospective al Musée d’Art Moderne de la Ville (25 aprile – 24 agosto 2014).
Vera e propria icona delle collezioni della GAM, l’opera è posta in dialogo con i due Concetto spaziale Teatrini, con Attese e con 30 preziosi disegni, da tempo non esposti, donati da Teresita Rasini Fontana in occasione della prima grande retrospettiva dell’artista, tenutasi proprio in GAM nel 1970. Attraverso i fogli in mostra, compresi fra il 1946 e i primi anni Sessanta, è possibile entrare nel vivo del laboratorio creativo di Fontana, che sperimenta nel disegno motivi da riprodurre su tela o in scultura.
Wunderkammer di GAM rappresenta un’occasione straordinaria per avvicinare uno dei periodi più fecondi della ricerca di Lucio Fontana, in cui l’artista sperimenta con materiali diversi la possibilità di andare oltre il diaframma della superficie (della tela, della carta, del metallo) per coinvolgere lo spettatore in un’esperienza che supera il limite fisico dell’opera spalancando orizzonti nuovi.

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