Questo blog utilizza solo strumenti di Google, non sono presenti software, app, plugin o altro di fornitori terzi.

This blog uses only Google tools, there are no software, apps, plugins or other things of third-party providers.

lunedì 8 luglio 2019

Due chiacchiere sul mio ritorno in collina

A differenza degli ultimi anni, nei quali non riuscii a prendere quasi mai la bici (per diversi motivi, non ultima la motivazione, perché non ha senso fare sport se non si hanno i giusti ritagli di tempo), quest'anno ho iniziato bene l'anno, salendo in sella già a fine febbraio. Certo, niente in confronto al 2011 quando la presi addirittura il 1° gennaio, ah ah ah! Non a caso fu l'anno in cui feci il mio record di km...

Dicevo, ho preso abbastanza presto la bici, perché il clima era piacevole. Purtroppo poi il meteo è stato un po' 'ballerino', concedetemi questo termine, quindi a volte c'era un bel calduccio, e altre volte tanta pioggia e molto fresco. Bene o male, comunque, qualche giro in pianura prima e in collina dopo sono riuscito a farlo, anche in parte col caldo.

Questa è però l'estate più calda di sempre, credo, e allora le mie buone intenzioni di tornare ad andare bene in salita sono scemate, perché nelle ultime 2 settimane ho fatto solo 2 salite al Colle della Maddalena (Parco della Rimembranza di Torino), perché soffro troppo il caldo, mi va giù la pressione e ho solo voglia di stare seduto se non sdraiato. Non a caso l'ultima volta sono salito col cielo coperto.

Peccato perché le gambe stavano iniziando a girare bene anche nelle salite più impegnative e allora non posso che sperare in un calo delle temperature repentino grazie ai prossimi temporali previsti.
Arriveranno davvero? Alla fine durante nella settimana che seguiva quella più calda dell'anno, i meteorologi hanno sbagliato parecchie volte: dicevano che la temperatura max sarebbe stata di 34, invece riecco i 38 circa; poi dicevano "domani 29", e invece erano 34. Insomma, fidarsi è bene, non fidarsi è meglio :)

Che senso ha questo post? Non lo so, volevo solo dirvi che andare in salita e poi in discesa mi piace veramente tanto, anche se da qualche anno lo faccio solo su strada. Ci sono stati anni in cui usavo sempre la MTB e d'estate andavo anche a Pila, Bardonechia, Sauze, Prali, ecc. Bei tempi quando coi miei amici della bici mi divertivo veramente tanto.

Tornando in collina, mi vengono subito alla mente tutte quelle salite e strade affrontate per la prima volta da ragazzino nella seconda metà degli anni '90 in totale solitudine. Potevo andare dove volevo, vestito come volevo, cantare ciò che mi piaceva e pareva. Il bello della bici è anche questo, starsene per i fatti propri andando via dalla propria casa, dal proprio quartiere (proprio tra virgolette perché non lo scelgono ovviamente i figli, ma i genitori), senza alcun obbligo nè limite, se non quello del buon senso e dei propri muscoli.

La bicicletta è anarchia pura nel senso più positivo del termine.
Spesso le persone, per anarchia, intendo solamente il caos e la violenza. In realtà anarchia significa non voler far parte delle architetture sociali, quindi sfuggire dalle varie prigioni e maschere. Sono convinto, inoltre, che non sia affatto necessario avere la fede religiosa per poter vantarsi di essere moralmente superiori alla massa, senza dunque dover badare alle convenzioni e leggi sociali e statali.
Mi spiego: se sono una brava persona posso definirmi anarchico senza problemi, perché non ho bisogno di studiare e rispettare le leggi, per rispettare il prossimo e l'ambiente.

Ecco, quando vado in bici oltre a pensare a quando cacchio comparirà la cima, mi sparo anche pensieri di questi tipo.

Ah, ma che salite ho fatto? Le ultime 2 volte sono salito per strada San Vito, ovvero quella strada che parte subito con estrema pendenza dalle vicinanze del ponte Isabella. Mentre nelle settimane precedenti ho fatto le salite intorno a Cavoretto, senza però superare la famigerata strada Tetti Gariglio (ora invece la farei, alla fine bastano 2 salitelle per rimettermi in forma, pur andando piano, perché per aumentare ritmo e potenza ci vogliono tante uscite fatte con una condizione mentale e alimentare ottima).

Fin dalla prima discesa di quest'anno, comunque, mi sono trovato benissimo, cercando la velocità massima e la migliore traiettoria possibile, anche perché ho pulito cerchi, pastiglie e homontato copertoni più larghi. Se non avete fretta nelle salite e volete migliorare nelle discese o godervele maggiormente, vi consiglio di modificare la larghezza. Non capisco perché molti stradisti, puntino tutto sulla salita e basta, per fare poi le discese super rigidi senza piegarsi. Mah!

mercoledì 3 luglio 2019

In piazza Baldissera si vede 1 bici ogni 100.000 auto

Tutti i torinesi, ne sono certo, conoscono il problema delle code infinite che si creano all'altezza di piazza Baldissera (dove si incrociano i corsi Principe Oddone, Mortara, Vigevano, Venezia).


Uno studente del Politecnico, lo scorso inverno, aveva stabilito che, per ridurre il problema, sarebbe necessario ridurre la portata massima di automobili, eliminando corsie. Non è detto, però, che così facendo, gli automobilisti si scoraggino, cercando altre strade. Si entrerebbe sì meglio nella piazza per via del numero minore di mezzi al suo interno, ma ci sarebbero code ancora più lunghe nei corsi , seppur con un movimento maggiore (forse).

Ma, a parte questi studi, ipotesi, opinioni e dettagli, io mi chiedo tre semplicissime cose:

1) costa così tanto un sottopassaggio?

2) perché la stragrande maggioranza delle persone non si sposta coi mezzi pubblici, con le biciclette (proprie o del bike-sharing, così nessuno gliele ruba) o con gli scooter?

3) perché così tante persone, e questo lo noto da me in zona Sud, vanno a lavorare fuori città, e altrettante invece entrarvi per andare a lavorare verso il centro? Ognuno abita e lavora dove gli pare o dove può, ma tutto ciò è senza senso!

venerdì 28 giugno 2019

CORONA DI DELIZIE: IL TOUR IN BICI DI TORINO

CORONA DI DELIZIE 2019 TI ASPETTA

Grazie a questo giro, potrai scoprire meglio Torino e dintorni!

Corona di delizie è il nome del percorso che tra poco ti mostrerò, che anticamente veniva riferito alla serie di castelli e palazzi utilizzati soprattutto per lo svago dei reali (si pensi alla Palazzina di caccia di Stupinigi), con anche lo scopo di mostrare la potenza dei Savoia.

Alcune di questi edifici non ci sono più da secoli, come ad esempio il Castello di Mirafiori, ma altri sono stati recentemente restaurati e vengono visitati da migliaia di turisti, appassionati di storia e arte come appunto Stupinigi, il castello di Rivoli, la Reggia di Venaria e la poco conosciuta ma stupenda Villa della Regina nella collina di Torino.

Grazie ad un'estesa rete di piste ciclabili e strade sterrate, è possibile fare un bellissimo giro intorno e dentro Torino in bicicletta senza alcun problema, utilizzando invece le classiche strade solo in pochi casi.

Questo giro in bici di Torino è lungo circa 80 km, anche se presenta una possibile variante che lo estende ulteriormente. La sconsiglio, perché è totalmente inutile passare da Borgaro Torinese e Settimo Torinese, anche se può essere carino passare da San Mauro Torinese, Bertolla e Parco Meisino.


Questa variante è quella a Nord di Torino.
Mentre nel giro che propongo, si dovrà attraversare la periferia a Sud di Venaria, per arrivare in centro a Torino dopo pochi km.
A Stupinigi, inoltre, è possibile anche lì effettuare un altro giro nel parco proprio come a Venaria/La Mandria.

Prima di tutto, però, come per ogni giro, è bene scegliere la bici giusta e controllarla:

lo si può percorrere con una bici da trekking e con una MTB da cross-country.

Attenzione: Torino è 'stretta' tra diversi rilievi, per cui ci troveremo ad affrontare alcune salitelle, come ad esempio quelle di Rivalta di Torino, quella che porta al Castello di Rivoli, quella del centro di Druento e quella che porta a Villa della Regina.

Prima di partire, controllate che ogni cosa sia ben salda, come ad esempio le ruote e la sella.
Controllate che la bici cambi correttamente senza strani rumori, che i pattini dei freni (o le pastiglie) non siano usurati e che ambedue tocchino il cerchio (o il disco) nello stesso istante.
Assicuratevi di aver pulito e oliato la catena.

Cosa portarsi dietro?

Sicuramente le brugole, almeno una camera d'aria con relativi cacciacopertoni e pompetta, un paio di guanti, occhiali da sole, un caschetto, volendo dei guanti. Se effettuiamo il giro in Primavera ed Estate, io prima di partire mi spalmo un po' di crema solare sulle braccia e il collo.

Per chi volesse arrivare in treno, può scendere alla stazione di Moncalieri, visto che il giro può partire sia dal centro di Torino, sia da Stupinigi (abitando, io, a Torino Sud).
Chi, invece, dovesse tornare a casa prima del previsto, può prendere il treno anche nelle stazioni di Collegno (via Giacinto Collegno), Venaria Reale (viale Roma) e ovviamente Torino (Porta Susa e Porta Nuova, entrambe in centro).

VUOI PARTECIPARE A QUESTO AFFASCINANTE GIRO?

MANDAMI UN'EMAIL PER SAPERNE DI PIU'!

ATTENZIONE: per via del caldo africano, al momento il tour è rimandato a data da destinarsi, ma rimani in contatto con me per ricevere le novità!

venerdì 21 giugno 2019

Troppo caldo! Come si stava bene negli anni '90!

Pedalare col caldo può essere un problema, ma in certi orari e con certi accorgimenti, ce la si può fare.

Il problema nasce però prima, quando siamo in casa e siamo indecisi se uscire o meno.

A me, appena sento il caldo, passa la voglia! E la prossima settimana si prevedono picchi anche di 36°! Ma sul serio?!?!? Vedremo!

D'altronde quando ero ragazzino, le temperature erano nettamente inferiori (e mi pare di averne già scritto nelle ultime estati in questo blog):

nel 1996, la prima metà del mese di giugno, fu molto calda (10 giorni sopra i 28° con punte di 34), ma nella seconda metà non si raggiunsero mai i 30 (solo in 3 occasioni sopra i 28°);

nel 1997 l'estate fu davvero fantastica grazie ad una temperatura mite e, nel mese di giugno, non si raggiunsero mai i 28° se non il 12 giugno e basta, incredibile!;

nel 1998 le temperature furono superiore ai 28° 12 volte, e solo 3 volte superarono i 30

nel giugno 1999 ci furono due sole giornate con una temperatura di poco superiore ai 28°, ovvero l'1 e 30 giugno.

Per cui, cari amici pedalatori o runner, se non riuscite a fare tanti km non state invecchiando, è solo colpa del clima impazzito!

venerdì 31 maggio 2019

Cosa ne pensate del Giro 2019?

Sono veramente deluso da questo Giro d'Italia, certo non per l'esclusione del Gavia per giusti motivi ambientali/climatici, ma per come i corridori di punta stanno interpretando questa importante manifestazione.

Oggi, penultimo giorno di tappa alpina, i 4 più forti sono stati assieme (Carapaz, Nibali, Roglic e Landa, che però corre assieme all'equadoregno, ed è staccato di 3 minuti nella classifica generale), con la scusa che domani ci sarà un classico tappone e poi anche la cronometro finale, in cui qualcuno potrà offrire prestazioni negative per via di questi ultimi gravosi impegni.
Un'altra scusa è stata quella relativa alla difficoltà: i corridori erano fissi sui 30 all'ora in salita, ed era impossibile provare a staccare gli avversari guadagnando tanti minuti perché la pendenza non era eccessiva, e perché poi lo sforzo lo si sarebbe pagato nella tappa successiva.

Ma forse il problema non è tanto dei corridori, quanto dei commentatori RAI che, ad ogni salita, non fanno altro che presagire grandi imprese, illudendoci di vedere scatti e distacchi nelle salite seguenti.

Contentissimo, invece, per la vittoria ottenuta oggi dal simpatico colombiano Chaves, che non vinceva in Italia dal 2016, a causa di problemi di salute. E' stato subito festeggiato come un bimbo dai genitori, quindi bellissima scena molto toccante!

Contento anche per le vittorie di Benedetti (Cuneo - Pinerolo), Cataldo (Ivrea - Como) e Ciccone (Lovere - Ponte di Legno).

Domani ci sarà l'ultima tappa in salita, prima della conclusione di domenica.
Le salite saranno 5, le prime 2 paiono essere le più toste, molto lunghe e ripide.

lunedì 27 maggio 2019

BDC Torino: le belle salite di Giaveno

LE SALITE DI GIAVENO

Giaveno è un paese distante circa 40 km da Torino, situato a 550 metri sul livello del mare.

Da qui possiamo metterci alla prova in tante salite, ecco quelle che conosco (le distanze sono relative al tratto di andata):

1 - COLLE BRAIDA (1.000 mt slm)
Distanza 8,4 km, dislivello: 450 mt

Dalla rotonda del centro di Giaveno, prendiamo via Roma che ci porta verso Nord (SP 193 + SP 188).
Superando la seconda rotonda, dopo poco ne troviamo una terza e qui dobbiamo prendere la terza che ci fa andare verso Nord-Ovest, attraverso via Sacra di San Michele. Proseguiamo sempre su questa strada e arriviamo al Colle Braida.

Per la discesa si può scendere passando dalla Sacra per poi 'piombare' in mezzo ai due laghi di Avigliana.

2 - PIAN NEIRETTO (1.250 mt slm)
Distanza 12,5 km, dislivello: 700 mt

Sempre dalla rotonda di cui prima, prendiamo la strada che ci porta verso Coazze (e che si chiama proprio via Coazze non a caso, SP 192), quindi in direzione Ovest.
Dopo neanche 4km ci troviamo dinnanzi ad un bivio: a destra si va a Coazze e Selvaggio, a sinistra a Foino. Facendo attenzione alle automobili, svoltiamo a sinistra tralasciando dunque Coazze (via Sertorio, via Montenero). Continuiamo a percorrere questa strada (SP 192), superando Forno di Coazze con il suo Ossario dei Caduti e il Santuario Grotta di Nostra Signora di Lourdes.
Qui la strada si impenna di brutto!

3 - BORGATA MERLO (1.200 mt)
Distanza 11,5 km, dislivello: 650 mt

Facciamo la stessa strada di prima, ma soltanto fino a quando via Montenero (SP 192) incrocia via Sangonetto. Qui, anziché andare verso Ovest, andiamo verso Nord prendendo via Indiritto.
Dopo diversi tornanti arriviamo a Borgata Merlo da dove però non possiamo proseguire più il nostro giro, perché la strada diventa sterrata. Quindi torniamo indietro dalla strada appena percorsa.

4 - ALPE COLOMBINO/AQUILA (1.250 mt)
Distanza 11 km, dislivello 700 mt

Dal centro di Giaveno, anche stavolta, andiamo verso Ovest prendendo via Coazze.
Dopo il lungo rettilineo, svoltiamo a sinistra al primo bivio, prendendo via Pontepietra (attenzione alle automobili, perché siamo nei pressi di una curva). Superiamo questa frazione oltrepassando il torrente Sangone attraverso il onte dell SP 191.
Tralasciamo la deviaziona a destra verso il Colletto del Forno (è un'altra bella salitazza che da metà in avanti diventa uno sterrato dissestato) e andiamo ancora dritti fino a trovare un bivio: stiamo sulla destra sulla strada principale (a sinistra si va ad esempio a Borgata Fusero).
Ci sono 18 tornati, se non erro, e anche diversi rettilinei piuttosto lunghi.
Arriviamo fino al piazzale del ristorante Aquila e scendiamo per la stessa strada.

5 - BORGATA FUSARO (950 mt)
Distanza 7,8 km, dislivello 400 mt

Torniamo a Pontepietra e stavolta svoltiamo a sinistra appena troviamo l'indicazione per le borgate Tora, Fusero, Monterossino, ecc.
Dopo poco dobbiamo svoltare di nuovo a sinistra, lasciando la strada che va a borgata Pomeri.
Da questo punto la strada inizia a salire. Attenzione: certi punti sono veramente ripidi e la strada è stretta (due auto non ci passano molto facilmente)!
Supertata borgata Fusaro troviamo un possibile proseguimento verso borgata Tora.
In ogni caso per tornare a Giaveno dobbiamo o prima o poi prendere la prima strada a sinistra che scende verso Provonda. La strada è uguale a quella appena percorsa: stretta, ripida, con diverse curve a gomito. Verso Mollar dei Franchi diminuisce la pendenza e siamo vicini a Giaveno.
Per arrivarci, proseguiamo sulla SP 227 superando il Sangone, percorrendo poi via Ruata Sangone e via IV Novembre per tornare in via Coazze e di lì, svoltando a destra, alla rotonda principale di Giaveno.

domenica 19 maggio 2019

Incidenti stradali: i ciclisti rischiano più di tutti

Se il numero di ciclisti morti sulle strade è diminuito del 7,65% rispetto a quello del 2016, rimane comunque alto, così com'è alto il rischio di mortalità dei ciclisti, che è maggiore rispetto a quello dei mezzi a motori: 2,18 rispetto allo 0,78 degli automobilisti (ogni 100 incidenti con protagonisti i ciclisti, ne muoiono circa 2).


Fonte: La Repubblica

martedì 14 maggio 2019

ANCORA CICLISTI MORTI! BASTA!!!

Su La Stampa leggo spesso lettere di persone che si lamentano di ciclisti scatenati e pure di piste ciclabili perché riducono posteggi e corsie!

Mi chiedo come sia possibile che nessuno scriva mai qualcosa non contro lo smog, che a volte a capita, ma contro il traffico motorizzato che genera migliaia di morti l'anno.

Eppure i problemi più gravi sono proprio l'inquinamento e gli incidenti (non solo mortali, perché certi feriti perdono arti o sono costretti alla carrozzina, terribile!), non certo i ciclisti che passano per 100 metri su un marciapiedi senza ferire alcuna persona.

L'unico incidente mortale causato da una bicicletta a Torino (e forse anche in tutta Italia) avvenne tanti anni fa, non so quando di preciso, forse tra il 2000 e il 2003, quando un tizio con una mountain bike investì mortalmente un signore a piedi nel Parco della Rimembranza in collina.

Girovagando per il web, ho trovato invece l'ennesima tragica notizia, in cui possiamo leggere di un ciclista che è morto per colpa dell'autista che lo precedeva, che ha pensato bene di accostare fermandosi di colpo!

LINK: https://mattinopadova.gelocal.it/padova/cronaca/2019/05/08/news/auto-frena-di-colpo-ciclista-si-schianta-e-muore-1.30979314

martedì 7 maggio 2019

Riders di Glovo: siamo sfruttati


Continuano a protestare i riders di Glovo, azienda/app di consegne a domicilio che secondo loro li sottopagherebbe in quanto 2 euro a consegna + 50 cent al km è una cifra troppo bassa, specie se non ci sono assicurazioni sanitarie serie in caso di incidenti non per forza gravi (Glovo dice che la sua assicurazione versa soldi ai rider fermi in ospedale per almeno 4 giorni, loro invece dicono di non aver mai visto il becco di un quattrino).

Cosa ne penso?

In passato, per circa 1 mese, ho fatto il pony express in bici.
Prendevo €1,50, non avevo lo smartphone e quindi per trovare la via dovevo affidarmi al mitico ma sgualcito/strappato TuttoCittà e, come se non bastasse, vista l'assenza di un baule, mi affidavano solo le consegne più leggere, così lavoravo veramente poco.
L'esperienza la ricordo con piacere perché erano davvero i primi soldi che guadavano lavorando e sudando e sinceramente se ci fossero stati più trasporti da effettuare, avrei continuato volentieri.

Ma senza ombra di dubbio resta il fatto che lavoro simile è molto usurante, per cui in bici non lo si fa per tanto tempo, e più di tanto non si può oggettivamente guadagnare.
Certamente, chi vuole e riesce a lavorare con continuità, dovrebbe ottenere un contratto da dipendente che gli garantisca da 1.200 a 2.000 euro in base alle ore di lavoro e ai km effettuati.
Ma si tratta in linea di massima di un lavoro concepito per ragazzi da poco maggiorenni che vogliono incassare i primi soldi e mantenersi all'università (almeno al 50%).

Chi vuole vivere da fattorino, deve assolutamente diventare un autista per gruppi come TNT, SDA, Bartolini, ecc.

giovedì 18 aprile 2019

GIRO BICI TORINO-AVIGLIANA

La prima domenica di Aprile, ho fatto su strada il giro in bici ad anello Torino-Avigliana: all'andata sono passato da Rivoli, al ritorno da Orbassano.

Essendo domenica non c'erano gli insopportabili camioncini e furgoncini e anche poche auto, ma sono stato fortunato, perché nella zona dei laghi di Avigliana c'era tanto traffico, causato da quei furboni di inscatolati provenienti dalla bassa Val Sangone (in pratica avevano fatto il giro opposto al mio).

La strada com'era? Dopo Rivoli, a volte buona a volte ho trovato alcune buche, ma niente di gravi. Posso dire di non aver avuto problemi da quel punto di vista.
Ho provato a prendere per un breve tratto una cosidetta pista ciclabile, mi pare a Buttigliera Alta, ma è veramente assurda perché certi ingressi presentano due transenne strette (capisco che non ci debbano passare gli scooter dei truzzi di merda, però..) e perché il fondo non è liscio, in quanto costituito da mattoncini. Ma daaaai! Allora ovvio che le bici, specie quelle da strada/corsa, vadano sulla strada normale...

Comunque, dicevo, zero problemi con gli automobilisti anche grazie all'assenza di traffico.
Ma solo fuori Torino. Appena rientrato in città, ero a pochi km da casa, in una rotonda trovo auto che non vogliono fermarsi, altre che un po' si fermano e un po' avanzano (situazione che odio, perché non capisco che cazzo vogliano fare sti imbecilli al volante!), una tizia che mi supera e dopo poco svolta a destra senza freccia (pezza di merda!!!) e per finire un bellimbusto che voleva fare finta di niente e svoltare col rosso.

Inutile dire che tutti sti possibili assassini li ho riempiti di insulti!