lunedì 22 maggio 2017

Quanti ciclisti caduti, travolti, ammazzati!

Quotidianamente in Italia, muore statisticamente un ciclista al giorno e ne rimangono feriti circa 40.

Nei mesi di Aprile e Maggio 2017, ci sono stati diversi incidenti e fatti davvero tragici che hanno colpito sportivi professionisti.

A Valencia sono morti due triatleti travolti da un'auto guidata da una donna ubriaca.
A Filottrano è morto Michele Scarponi, colpito da un furgone che non ha dato la precedenza.
A Monte-Carlo e nei dintorni di Parigi, due ciclisti professionisti (uno di questi è Froome), sono stati colpiti da dei balordi!
Dalle parti di Rimini ea Galeata (sempre in Romagna) è morto il piloto Nicky Hayden e la triatleta Julia Viellehner.

Da quello che ho letto, Hayden non si fermò allo STOP, mentre la ragazza tedesca è stata agganciata da un camion, cosa che purtroppo può capitare se si percorrono strade strette e trafficate, in barba al buon senso (o obbligo?) di sorpassare i ciclisti dandogli almeno 1 metro e mezzo di spazio di sicurezza.

Queste sono le notizie più recenti che ho trovato e che mi hanno impressionato, perché basta davvero poco, ovvero il pensare che non stai facendo nulla di male e che quindi anche gli altri facciano altrettanto percorrendo dritti senza sbandare o fermandosi quando è dovuto, per cadere rovinosamente a terra.

A me, nel 2011, capitò di andare contro un'auto ferma in mezzo ad una strada collinare in mezzo ad una curva. Per fortuna ebbi tempo di accorgermene e così riuscii a compiere una derapata andandole addosso col fianco. Un'altra fortuna fu che si trattò appunto di un'auto e non di un furgone, altrimenti avrei sbattuto MOLTO violentemente la testa!

Molti anni addietro, invece, in una stupidissima strada che non ho mai più fatto in bici (due corsie a doppio senso, con ZERO spazio ai lati), un furgone pensò bene di sorpassare un altro veicolo praticamente nell'istante del mio passaggio. Così dovetti quasi buttarmi a lato.

In anni e anni di bici, però, non ho avuto altri problemi, a parte qualche diverbio con qualche stupido e ignorante "inscatolato".

venerdì 12 maggio 2017

Tuttosport parla della legga Salva Ciclisti


Torino: brutta figura per la Fondazione Filadelfia

Non centra nulla col ciclismo, però riguarda un aspetto di questa città: la freddezza!


domenica 23 aprile 2017

Michele Scarponi: ancora non ci credo!

Più penso alla morte di Michele Scarpone e più, pur non avendolo mai conosciuto di persona, non ci credo o non ci voglio credere.

Sono consapevole che correre in bici sia pericoloso, ma tra tutti i ciclisti del mondo perché proprio lui che mi è sempre sembrato così simpatico, onesto, limpido, alla mano?

Se pensiamo ad una persona con queste caratteristiche, la pensiamo e la vogliamo immaginare arrivare almeno fino a 100 anni!

Addio al simpatico Michele Scarponi!

Purtroppo il bravo e simpatico Michele Scarponi è morto!

E' morto non a causa di una malattia. Non per mano di qualcuno. Non per un incidente domestico o stradale tra due auto, ad esempio. No, è morto in bici mentre si stava allenando vicino a casa sua.

Pazzesco. E' una notizia triste, tragica per uno abituato a correre in giro per il mondo da circa 15 anni. Per uno abituato a correre sotto ogni condizione climatica, in pianura e in montagna, ecc. Morire vicino a casa in una triste zona industriale per colpa di un autista di un furgone che non dà la precedenza mette davvero tanta tristezza. Ed è pure il colmo, perché sono sicuro che ieri mattina (22 aprile 2017) nessuno dei suoi famigliari era preoccupato per la sua sgambata, mentre magari lo erano quando partiva per partecipare ai vari Tour.

Probabilmente quando si pedala da soli, per allenamento o per passatempo, in una zona da straconosciuta, si abbassano i livelli di guardia e si sottovalutano tante cose, perché pensiamo che il pericolo risieda nei grandi centri abitati e in montagna.
Invece basta un'auto che sbuca e sbam! Tutto finito.
Nel caso specifico penso che sia il ciclista che l'autista abbiano sottovalutato la presenza di altri utenti della strada: il ciclista professionista, in quanto tale, è abituato a pedalare molto velocemente senza interruzioni o quasi; l'autista pensando al ponte festivo, avrà sottovalutato la presenza di altre persone per strada e vi posso assicurare che a volte vedere una bici sbucare di lato è verametne difficile.

lunedì 2 gennaio 2017

Per gli automobilisti l'illegalità è normale

Ho appena letto, su un giornale locale, un articolo riguardante la reazione della popolazione automunita torinese verso le giuste, anzi giustissime, multe inflitte loro dai vigili urbani.

L'articolo in questione si riferisce al quartiere Campidoglio, ma la questione riguarda anche ogni altra zona.
In ogni via, abbastanza stretta e ricca di negozi, troviamo tantissime automobili posteggiate nei posti e nei modi più disparati: doppia fila (a volte anche tripla), sulle strisce pedonali, sulle piste ciclabili o direttamente sui marciapiedi (gulp!).

Purtroppo, dato che in questa società si bada più ai soldi, al PIL, che ad altro, tipo alla salute e alla decenza, all'armonia, alla bellezza, ecc., ecco che in questi giorni di "festa", i vigili sono stati applauditi per.. non aver inflitto la solita caterva di multe.

Evviva, i commercianti sono felici e gli autoimmobilisti non hanno più avuto paura di posteggiare liberamente nei divieti di sosta.

Ma per voi è normale vivere in una città dove la gente anzichè cercare posteggio, la mette davanti all'ingresso del negozio di turno rovinando la vita a pedoni, ciclisti e agli altri autoimmobilisti?

Non capisco perché questa gentaglia deve poter posteggiare dove diavolo vuole, mentre io quando faccio l'inscatolato benzinaro, faccio giri su giri per cercarne uno e, se proprio non lo trovo, posteggio anche molto lontano.

venerdì 2 dicembre 2016

Incidente rotonda strada del Drosso 1 dic 2016

Ieri mattina, purtroppo, verso le 6.30 del mattino, una coppia di anziani è stata investita da un'automobilista (che si è subito fermato), sulle strisce pedonali presenti nelle vicinanze della rotonda di corso Unione Sovietica/strada del Drosso.

Vedendo la foto su un giornale online, si tratta sicuramente del tratto indicato in questa immagine:


Nei punti esterni della città (ma non solo), le rotonde sono molto usate, ma sono anche molto pericolose, perché il flusso di autoveicoli è veramente enorme, gigante, impressionante!
Sia al mattino che di sera.

Non mi stupisco affatto di questo incidente, nonostante l'esistenza del semaforo per i pedoni, non certo presente in tutte le rotonde.

Purtroppo nelle rotonde molto trafficate, quando un'automobilista trova il varco libero per proseguire il suo cammino, pensa solo ad accelerare per uscirne il prima possibile.

Le rotonde non mi piacciono proprio per niente.