sabato 29 dicembre 2012

Torino: via Po e via Roma zone pedonali?


Incredibile! Al momento quasi 8 torinesi su 10 sono favorevoli nella trasformazione di via Roma e via Po in vie ciclopedonali (come via Carlo Alberto, via Garibaldi, via Lagrange)!

Non oso immaginare che libidine sia percorrere (piano!) queste vie sgombre dalle scatolette puzzolenti! Esprimete il vostro giudizio cliccando QUI.

Nello stesso momento, però, i commercianti di via Arcivescovado si scagliano contro la pista ciclabile di quella vita del centro, perché "toglie posti auto".

venerdì 28 dicembre 2012

Percorso cicloturistico Torino - Piemonte: Corona di Delizie


L'anno scorso avevo iniziato, proprio in questo periodo, a cercare strade e stradine per realizzare un giro ad anello intorno a Torino, denominato dalle istituzioni "Corona di Delitiae" (rappresentata a suo tempo nella raccolta delle residenze sabaude chiamata "Theatrum Statuum Sabaudiae"), il cui scopo è vedere da vicino, in una volta sola e senza l'uso dei mezzi a motore, i vari parchi e castelli che cingono la città.

giovedì 27 dicembre 2012

Buona catena per legare le bici

Quando si hanno più di due bici, non basta più quella vecchia e pesantissima catena, anche perché più di due in cantina non ce ne stanno, così bisogna trovare un'altra catenazza per le bici che finiranno nel box del garage.

Da Decathlon vendono questa a 39,95 euro (fate 40 no?). Marca ABUS. Nella descrizione c'è scritto che serve per legare due bici in un ambiente ad alto rischio!
Dato il prezzo dovrebbe essere buona, ma dalla foto e dal video si vede soltanto il rivestimento esterno e inoltre nel video viene usata per legare la bici all'aperto, quindi probabilmente non è pesantissima. L'importante è che il ferro sia spesso!

Altrimenti, sempre da Decathlon, c'è quest'altra a 25,45 euro (miii che precisione!). Senza marca ma risulta essere uguale, in quanto a spessore, alla precedente, difatti la descrizione non cambia.

Le conoscete?
Me le consigliate?
O avete marche che prediligete?

lunedì 24 dicembre 2012

Non solo lettere contro le bici

Chi è di Torino sarà a conoscenza della battaglia tutta verbale e cartacea fra pedoni e ciclisti, battaglia che compare sulle pagine della cronaca torinese del quotidiano La Stampa, attraverso la rubrica Specchio dei Tempi.

Io ne ho parlato varie volte, e da una parte leggiamo di gente indignata per l'uso senza alcun limite delle bici sui marciapiedi, dall'altra parte leggiamo di gente, poca a dir la verità, che difende queste piccole trasgressioni perché le piste ciclabili sono troppo strette o attraversanti incroci pericolose.
Io, le piste ciclabili, le trovo delle gabbie, dai sono ridicole: strettissime, per nulla protette, sembrano fatte giusto per togliere le bici dalle corsie riservate ai mezzi a motore, non per aiutare i ciclisti, ma siamo in Italia, la nazione col più alto numero di autoveicoli a persona (alla facciazza della crisi sbandierata ai 4 venti da vent'anni di fila).

Per fortuna però negli scorsi giorni è uscito un trafiletto dello scrittore Alessandro Perissinotto nella sua rubrica chiamata Splendidi quarantenni che compare all'interno dell'inserto TorinoSette, che esce ogni venerdì mattina.

Vediamo i punti cruciali del suo scritto:
"La parola sopruso ha perso completamente il proprio significato, per via dell'abitudine stessa a subire soprusi, senza poter dire basta.
Sopruso numero 1: Colle del Lautaret, da due giorni è vietato ai mezzi pesanti. .. Ho le gomme da neve, i pannelli luminosi indicano che il colle è transitabile. Dopo quaranta minuti sono costretto a fermarmi: un tir senza catene è di traverso e la targa non è italiana. Tiro un sospiro di sollievo, poi l'autista scende, parla e parla italiano. Vergognandomi di condividere la nazionalità con quell'imbecille, mi allontano.
Sopruso numero 2: Parcheggio la moto vicino all'Università, negli appositi spazio, e quando esco la moto è rovesciata su un lato, a terra, con i due specchietti rotti! Il conducente dell'auto davanti deve aver fatto una retromarcia un po' avventurosa. Cerco invano un bigliettino di scuse.
Sopruso numero 3: Una signora in via Ferrari sta parcheggiando sul passo carraiao della Mole. Osservo distrattamente poi guardo lo slancio che la signora dà, in retromarcia, alla sua VW. Le grido di fare piano, ma è troppo tardi: assesta un colpo deciso all'auto dietro, una Ford arancione d'epoca tenuta come un gioiellino. Lei scende e si allontana senza neppure verificare il danno. Le chiedo di lasciare un bigliettino e lei protesta dicendomi che non è affar mio. Prendo la targa e lei cerca di impedirmelo gridandomi contro: "Ma che razza di cittadino è?"
E' vero, come italiano medio sono un disastro. Vorrei chiederle: ma con quale diritto noi italiani possiamo pretendere che i nostri politici siano più onesti e rispettosi di quanto, mediamente, lo siamo noi?2

Avete notato? Tre esempi e in tutti e tre di mezzo ci sono guidatori di mezzi a motore.

venerdì 7 dicembre 2012

Bici in via Garibaldi a Torino. L'ignoranza di Silvia Costamagna

Leggo su La Stampa del 5 novembre 2012 (la data non conta molto, essendo un tema senza tempo) che tale Silvia Costamagna si lamenta della presenza di ciclisti menefreghisti in quel di via Garibaldi nonostante sia una via pedonale.

Ebbrava la mia ignorantona. Eh sì, è proprio un'ignorantona perché per legge (e la legge non ammette ignoranza) via Garibaldi è transitabile anche dalle bici (ah, ovviamente non scriverà mai una lettera per lamentarsi della presenza ingombrante e incessante di auto e furgoni dei commercianti e fornitori), ovviamente variando la velocità in base al traffico pedonale, per cui se i ciclisti zigzagano ad alta velocità fa bene a lamentarsi.

Per il codice della strada i ciclisti non possono pedalare sui marciapiedi, e lei si lamenta di questa usanza (in via Sacchi, pur essendo vietato, viene comodo farlo perché è molto largo e poco trafficato dai pedoni), così come quella di scaldarsi/arrabbiarsi troppo con gli automobilisti per ogni nonnulla, ma forse non comprende che una bici può ferire un pedone (lo può uccidere soltanto se la bici arriva ad alta velocità da una discesa, e purtroppo è capitato in almeno un caso a Torino all'interno del parco collinare della Rimembranza/Colle della Maddalena), mentre un'auto contro una bici può ferire gravemente e anche uccidere il più debole, cioè il ciclista.

Questa facile differenza non campeggia nelle teste di molti, come mai? Come si può equiparare la bici all'auto? Eppure se io taglio la strada ad un'auto e cado, è colpa mia e sono cavoli miei che tanto sono io ciclista mi faccio male, ma se io subisco questa manovra da parte di un'automobilista, a differenza del caso precedente, oltre ad essere vittima di un torto sarò anche vittima fisicamente perché rischio davvero di cadere e quindi di farmi male.

L'auto è violenza, anche i pedoni lo sanno, ma i pedoni scrivono ai giornali solo per lamentarsi delle bici! Mah, sarà mica un complotto?

Aeroporto Torino Caselle, le strade danno un brutto benvenuto

Raccordo Torino-Caselle, gratuito, per arrivare all'aeroporto di Caselle Torinese, ottimo, ampio parcheggio e segnaletica chiara, ottimo!, facile arrivarci e tornare in città (o andarci) anche per il collegamento di questo raccordo/superstrada con la tangenziale e con le autostrade (A4 e A5), ma c'è un ma grande come una casa:

purtroppo, appena usciti dall'aeroporto, ecco che i guardrail che costeggiano la stradina che ci immetterà nel raccordo sono completamente devastati, è una visione bruttissima che può portare gli stranieri a pensare che nel Sud dell'Europa si guidi male e che sia quindi pericoloso viaggiare per strada. Beh, è vero, ma trovarsi la conferma appena atterrati non è proprio il massimo..
Inoltre, sempre questa stradina (eccola), chiamata Strada dell'Aeroporto (da non confondersi però con un altro tratto denominato nella stessa identica maniera), essendo a doppio senso di marcia avrebbe bisogno nel punto linkato sopra di maggiori segni-segnali inequivocabili, infatti l'uscita della SP2/raccordo TO-Caselle può essere facilmente preso in contromano da qualche ubriaco, perché vi è il solo segno di divieto bianco su sfondo rosso, mentre secondo me ci sarebbe bisogno di una barriera e di un jersey giallo (ce l'avete presente?) con freccia verso destra su sfondo blu.