venerdì 7 dicembre 2012

Bici in via Garibaldi a Torino. L'ignoranza di Silvia Costamagna

Leggo su La Stampa del 5 novembre 2012 (la data non conta molta, essendo un tema direi senza tempo) che tale Silvia Costamagna si lamenta della presenza di ciclisti menefreghisti in quel di via Garibaldi nonostante sia una via pedonale.

Ebbrava la mia ignorantona. Eh sì, è proprio un'ignorantona perché per legge (e la legge non ammette ignoranza) via Garibaldi è transitabile anche dalle bici (ah, ovviamente non scriverà mai una lettera per lamentarsi della presenza ingombrante e incessante di auto e furgoni dei commercianti), ovviamente guidandole in base al traffico pedonale, per cui se i ciclisti zigzagano ad alta velocità fa bene a lamentarsi.

Per il codice della strada i ciclisti non possono pedalare sui marciapiedi, e lei si lamenta di questa usanza (in via Sacchi lo si può anche fare in certi orari perché è largo, ma si è comunque fuori legge), così come quella di scaldarsi/arrabbiarsi troppo con gli automobilisti per ogni nonnulla, ma forse non comprende che una bici può ferire un pedone (lo può uccidere soltanto se la bici arriva ad alta velocità da una discesa, e purtroppo è capitato in almeno un caso a Torino all'interno del parco collinare della Rimembranza - della Maddalena), mentre un'auto contro una bici può ferire gravemente e anche uccidere il più debole, cioè il ciclista.

Questa facile differenza non campeggia nelle teste di molti, come mai? Come si può equiparare la bici all'auto? Eppure se io taglio la strada ad un'auto e cado, è colpa mia e sono cavoli miei che tanto solo io ciclista mi faccio male, ma se io subisco questa manovra da parte di un'automobilista, a differenza del caso precedente, oltre ad essere vittima di un torto sarò anche vittima fisicamente perché rischio davvero di cadere e quindi di farmi male.

L'auto è violenza, anche i pedoni lo sanno, ma i pedoni scrivono ai giornali solo per lamentarsi delle bici! MAH Ma che è, un complotto???

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