giovedì 2 dicembre 2010

Pantani su Facebook

In attesa della primavera per poter pedalare di nuovo sotto al sole, potete entrare nella pagina di Facebook dedicata a Marco Pantani!

mercoledì 10 novembre 2010

Nibali sull'Etna

Dopo aver festeggiato il suo meraviglioso 2010, eccolo a provare i versanti dell'Etna, tappa del Giro 2010:

"Finora ero salito soltanto una volta, da ragazzino, scalando solo un lato del vulcano. Avrò sicuramente occasione di tornare, per studiare a fondo e preparare al meglio questa tappa, ma ogni volta che ci si arrampica su questo vulcano è sempre un'esperienza particolare. Arrivare in cima è una bellissima sensazione, pedalando fra la neve a allo stesso tempo dando uno sguardo giù, verso il mare; è un paesaggio bellissimo, unico, e ce l'abbiamo noi, qui in Sicilia. E dobbiamo tenercelo ben stretto".

giovedì 26 agosto 2010

Quello che non capiterà mai alla vostra bici


Ecco qui sopra una bella ex Ferrari fiammante in..fiamme.
350km/h. Qualcuno mi spieghi la necessità di queste auto che non vengono, ahimè, guidate solo in pista ma in qualunque strada, dove basta superare i 50, i 90 e i 130km/h per andare contro la legge e la sicurezza propria e altrui (oltreché della convivialità, ma per distruggere questa basta entrare in una lattina e accendere il motore).

domenica 11 luglio 2010

4: Torino - Colle della Maddalena

In precedenza ho descritto la "tappa d'avvicinamento" al Colle della Maddalena (700 mt. ca., dai 250 ca. di Torino) che porta a Cavoretto, per chi avesse appena iniziato a pedalare in salita.

In zona Cavoretto ci sono due strade apposite per raggiungere questa cima, o direttamente dal paese (n.2) o deviando dalla strada che porta a questo, Viale 25 Aprile (n.1):


Entrambe le strade sono ripide, ma non simili, infatti se la n.2 non presenta tratti larghi, la n.1 sì, quindi la si potrebbe definire la più sicura, ma così non è, infatti è più trafficata e l'aumento di carreggiata avviene dopo un bel pezzo di salita e solo quando si ormai giunti in prossimità del parco della Rimembranza, posto sotto il colle della Maddalena:

Strada Val Pattonera è lunga 2 km e si congiunge, girando al bivio a destra, con strada comunale di San Vito - Revigliasco, strada che presenta una carreggiata maggiore, anche perchè molto più trafficata. Strada Val Pattonera come già detto in precedenza è ripida, in certi punti molto ripida, ma anche l'altra opzione (n.2) non è molto differente, quindi non rimane altra scelta che sforzarsi se ci si vuole poi divertire in discesa. Purtroppo è una strada costeggiata da numerose abitazioni, ma in certi punti non mancherà l'ombra, soprattutto nella seconda parte quando ci saranno da affrontare 4 bei piccoli tornanti.

Una volta imboccata strada San Vito, dopo una breve salita, si arriva ad un incrocio dove si deve prestare attenzione alla propria sinistra se ci si vuole abbeverare: è infatti presente una fontana ai piedi del parco, per raggiungere la quale bisogna prendere un sentierino sito dietro una fermata del bus.
Dopo la strada incrementa la pendenza, proprio nel punto in cui per un breve tratto la carreggiata si restringe e bisogna fare attenzione ai mezzi che scendono a tutto gas (ma anche a quelli che salgono). Ancora un doppio tornante e poi la strada si spiana un pò con, pochi metri dopo un posteggio del parco, una discesa che porta ad una breve e abbastanza ripida salita per l'ospedale per anziani. Di fronte ad esso è presente un'altra fontana.

Chi è munito di Mountain Bike può salire al colle attraverso le strade sterrate
(è pero vietato percorrerle in discesa) del parco della Rimembranza che rimembra, cioè ricorda, i nomi dei caduti della Prima Guerra Mondiale:

Basta seguire la strada principale, viale Piave, per raggiungere la cima.
La strada è scorrevole pur essendo a fondo ghiaioso, larga, presenta qualche tornante e presenta bei tratti ombreggiati.

Come potete vedere, ci sono anche altre strade che raggiungono la cima, ma sono sentieri più ripidi.
Per chi invece sale dall'asfalto trovare la strada che porta in cima è ancora più facile. Superato l'ospedale di cui prima, basta proseguire superando un altro tornante e, al bivio, prende la strada che sale a sinistra. Dopo 1,5 km si raggiunge la cima e il faro della Vittoria, simbolo del parco e della guerra.

Il percorso n.2, invece, è la prosecuzione della strada che giunge a Cavoretto e non stacca mai, cioè non presenta neanche un metro di pianura o di falsopiano. E' forse più impegnativa, ma più tranquilla perchè, come detto inizialmente, meno trafficata. 300 mt. dopo la piazza del paese ci si trova dinnanzi ad un bivio: a destra c'è Strada comunale dei Ronchi che, allargandosi, sale anch'essa al colle della Maddalena, mentre a sinistra c'è quella da prendere, cioè strada Comunale della Creusa che, dopo 850 mt., si sdoppia in strada Tetti Gariglio e strada della Viola. La migliore risulta la seconda, siccome solo nel finale presente un secco strappo. Questo è il tratto più ripido, ma dura poco, confronto a strada Gariglio che è solo per i più "temerari".

Il proseguio di strada Viola è più rilassante, ma più stretto, quindi bisogna prestare attenzione nelle curve cieche, causa strettoie e alti muretti delle svariate abitazioni.
Al termine, all'incrocio svoltare a sinistra per arrivare dopo poco alla strada che degnamente sale verso il colle!

Per il ritorno consiglio di scendere da questa strada appena descritta, perchè arrivando a Cavoretto, a differenza della strada descritta per prima, e da lì è possibile scendere per una bella strada veloce, ovvero strada del Fioccardo, di cui ne parlai qui.

sabato 10 luglio 2010

3: Torino - Pinerolo

Dopo qualche breve salita in collina, l'ideale è pedalare in scioltezza in pianura e quindi vi consiglio questo percorso (QUI la parte su pista ciclabile):

Dalla zona Fiat Mirafiori a Pinerolo e ritorno per un giro ad anello di circa 62km, partendo dalla fine di Torino, ovvero Corso Unione Sovietica quando ormai diventa viale Torino, nei pressi della famosa palazzina reale di Stupinigi. La si costeggia prendendo la strada che compie intorno ad essa una rotonda e si prende la prima uscita a destra per Orbassano.

Da qui fino ad Orbassano la strada è fondamentalmente un rettilineo a doppio senso di marcia con una corsia per parte. Bisogna fare attenzione perchè è abbastanza stretta ed invita gli automobilisti ad andare veloci.
Non si deve entrare in Orbassano, ma prendere la circonvallazione che troveremo facilmente dopo due rotonde, site dopo la sopraelevata dell'autostrada:

Questa è una strada larga che non presenta pericoli se non nell'uscita verso Piossasco e Rivalta, quando la corsia più a destra "prende il largo". Dopo 5-6 km si supera anche Piossasco e, una volta che la circonvallazione diviene strada Pinerolo, la strada si restringe nuovamente, ma sul bordo della corsia c'è dello spazio per il passio delle bici.
E' solitamente frequentata da svariati ciclisti, quindi si può correre in gruppo. E' anche affiancata da una pista ciclabile che passa per campi e boschetti, ma se si è con una bici da strada la sconsiglio perchè spezza il ritmo e il fondo è in molte parti sporco.
Prosegue sempre così fino a Pinerolo, in una sorta di falsopiano.

Giunti nella periferia di Pinerolo, come vedete qui sopra, si deve entrare fino alla prima rotonda sita in via Martiri del Ventuno e poi compiere un giro di per uscire dal paese e prendere, a destra, verso Sud, la stradale di Orbassano che ci porta su corso Torino. Ovviamente si può entrare in Pinerolo e compiere un giro nel bellissimo centro storico cercando anche un bar dove prendere un gelato, che servirà per rimanere freschi nel tragitto di ritorno, anche perchè la strada sarà stretta e quindi bisogna stare ben-bene sull'estremità della corsia.
Probabilmente questa strada risulterà meno piacevole di quella dell'andata, quindi se si vuole provare a scattare in velocità nel falsopiano in leggera discesa che da Pinerolo porta ad Orbassano, non si faccia questa.
Se sì, invece, si supererà Riva, Airasca, None, Candiolo, Garino e si giungerà a Nichelino attraverso via Torino. Una volta superata via 25 Aprile e giunti sul ponte che da via Torino porta in piazza Bengasi, svoltare a sinistra per una stradina che prende il nome di strada Castello di Mirafiori. Seguirla costeggiando dopo poco il parco Gustavo Colonnetti per giungere fino al punto di partenza, cioè corso Unione Sovietica.

Come detto, per giungere a Pinerolo si può usufruire della pista ciclabile, il cui primo tratto inizia a Borgaretto e continua per Beinasco costeggiando il torrente/fiume Sangone, arrivando fino a Rivalta. Da qui la pista finisce e bisogna imboccare a sinistra via Piossasco. Superando poi una zona industriale e ritornando in un tratto di campagna, si giunge a Piossasco. Anche qui non è presente alcuna pista ciclabile, che però torna da via Guido Berchet, dove finisce sia Piossasco che la circonvallazione di Orbassano.

Se non si vuole proseguire fino a Pinerolo, sai proveniendo dalla strada principale che dalla pista ciclabile, si può optare per fare un giro in campagna svoltando a sinistra alla rotonda sita poco dopo l'incrocio con la strada che, a destra, sale a Cumiana. In questo caso si scende dunque a Piscina. Da qui si può proseguire verso Sud fino a giungere nella via Pinerolo/via Torino nominata prima, ovvero la strada che passa da Airasca.

Non finisce qui, perchè da Piscina è possibile giungere a Volvera (da lì basterà andare verso Nord per raggiungere Orbassano) attraverso strada, aslfatate, di campagna. Clicca qui per il link della mappa.

lunedì 17 maggio 2010

Inseparabili


Giro d'Italia 2010, da La Stampa:

Inseparabili.

Traguardo di Utrecht a 34km, il gruppo pialla gli spartitraffico.
Cassani si entusiasma: "Gli ultimi km sono sempre i più bel..";
Utrecht a -33km e 950mt, uno spartitraffico pialla il gruppo, rovinosa caduta collettiva!!!

Pancani assolve i ciclisti e stramaledice la meccanica: "Incredibile, le bici non si vogliono separare!"

mercoledì 5 maggio 2010

Gino Bartali, 10 anni senza

"Gino Bartali sopporta anche il vezzo di un bacio femminile.."

10 anni fa, a Firenze, moriva Gino Bartali ormai 86enne..
Verrà ricordato durante la 7^ tappa del Giro d'Italia 2010, la Carrara-Montalcino.

Chissà quanti fra i nostri padri e nonni si divertivano a correre in bici fingendosi onesti e battaglieri rivali come Coppi e Bartali, anche se solo per un pubblico immaginario o per la propria autostima :)

Con La Stampa, in edicola potete trovare il libro Coppi&Bartali del giornalista Gian Paolo Ormezzano.

Visita il mio nuovo blog sulle Langhe e il Piemonte!

2: Cavoretto

Un giro successivo a quello descritto precedentemente, ovvero il Moncalieri-Pecetto-Valle Saugio-Trofarello-Moncalieri denotato da una blanda salita, potrebbe essere, sempre per far girare le gambe senza troppa difficoltà, la salita a Cavoretto.
Data la non elevata altitudine di questo paese, è bene specificare che il giro è atto solo per migliorare la propria "velocità di crociera" in salita.
Per iniziare il giro ci si deve recare in
piazza Zara. Proveniendo dal centro di Torino si deve scendere a sud fino in corso Bramante, dal quale recarsi oltre il Po usufruendo del Ponte Balbis. Quindi si prosegue sempre dritto fino al semaforo di corso Moncalieri e poi si svolta a destra, oppure prima dell'incrocio in corso Sicilia (sempre a destra). Si segue tutto il tragitto del corso fino al curvone che porta in via Villa Glori che verrà abbandonato dopo pocchisismi metri una volta raggiunto l'incrocio (semaforo) con corso Moncalieri. Al verde si scatta e si prosegue dritti lungo via Sabaudia una volta che si son scalate le marce per il rettilineo di 375mt ca. che presenta una salita regolare.

Dopo aver percorso questa distanza ecco un bivio: proseguendo dritto si sale ripidamente per Cavoretto (strada comunale di Cavoretto), mentre seguendo la strada principale, si curva a sinistra (viale 25 Aprile) per chi vuole allungare il giro e mantenere una salita costante.

Optando per questa opzione, la strada incrementarà di poco la percentuale di ripidità e sarà accompagnata da ampie curve. La strada non è mai molto trafficata, a differenza di quella più diretta che, tra l'altro, è anche stretta. L'unico inconveniente è il possibile incontro con dei pulmann che salgono al colle della Maddalena. Se si vuole provare a pedalare su un tratto di salita più duro, si può svoltare a destra dopo 200mt ca. in strada comunale Val Pattonera (stretta, ripida e a doppio senso di marcia, attenzione. Prima della seconda curva c'è una fontana), lunga all'incirca 430mt, dopo i quali si ricongiungerà con viale 25 Aprile. Da questo incrocio (privo di semaforo) si svolta a destra lungo il viale, mentre, per giri successivi, si potrà pedalare sul proseguimento di questa stradina che, lungo i muri di case e ville, porta sopra San Vito e poi in zona Maddalena. Dopo sei curve e 1km, viale 25 aprile ci porta nella piazza principale di Cavoretto dov'è sita un'altra fontanella.
A destra della rotonda della piazza c'è la strada, evitata prima, che scende ripida verso Torino (strada comunale di Cavoretto) e al suo fianco la via che porta al
Parco Europa (via Novara).
Da questa piazza, se si vuole scendere da una velocissima discesa che consiglio vivamente, si deve procere verso sud-est pedalando per pochi metri in strada comunale dei Ronchi, in realtà viuzza stretta fra le mura di vecchie casette del borgo e a doppio senso di marcia in cui son solite "incastrarsi" le automobili.
Il casino dura poco, infatti per la discesa si deve prendere la prima via a destra: strada del Fioccardo.

Se è vero che la strada è a doppio senso di marcia nonostante sia ripida, e se è vero che, almeno all'inizio, ci sono viuzze perpendicolari da cui possono provenire i bolidi degli abitanti di questa parte di collina, il mio consiglio è quello di godersi questo chilometro virgola 400 (1,4km) di discesa poichè sembra di prendere parte ad un giro montano, data la facilità con cui si raggiungono velocità elevate ed il breve panorama bosco che si ha a sinistra, verso il termine della strada. Nota dolente, oltre al già citato doppio senso di marcia, è la presenza di due dossi artificiali gialli e neri che possono creare fastidiosi rallentamenti se dinnanzi a noi vi sono automobili.
Se si è già allenati, consiglio di salire da questa discesa.

Conclusione:
giro breve che può essere effettuato da chi ha poco allenamento e poco senso del pericoloso, sia per la possibilità di evitare salite ripide che per l'opzione di più discese. Se si sceglie la salita più impervia e la discesa qui consigliata, può inoltre regalare ottime sensazioni di velocità e proporre test per il proprio sprint in salita (strada comunale di Cavoretto o il tratto di strada comunale Val Pattonera)

martedì 4 maggio 2010

1: Moncalieri-Pecetto-Trofarello

Facendo finta che la stagione inizi ora, il primo giro che consiglio di fare a chi si è poco allenato fino ad ora e quindi a chi ha il fiato corto e muscoli non scattanti, è Moncalieri-Pecetto-Valle Sauglio-Trofarello di 20km ca.

Supponendo che si arrivi da Torino, si entra in Moncalieri prendendo il ponte Caduti di Timisoara, il cui proseguimento è via Martini della Libertà (alla cui destra si trova la stazione ferroviaria).
Dopo pochi metri c'è una grande rotatoria dalla quale si imbocca la seconda via, via Cavour (se si pedala in un orario di denso traffico automobilistico, bisogna fare attenzione alle auto che, provenienti da corso Savona, vogliono immettersi nella rotonda).
Via Cavour è un rettilineo lungo 1km a doppio senso di marcia. Quando curva verso est, sud-est, cambierà il nome in Strada Genova e qui si deve svoltare a sinistra per prendere Strada Revigliasco, ovvero un falsopiano parallelo alla strada appena lasciata. Anche qui, appena imboccata la via, c'è una rotonda e la strada da prendere non è quella che sale dritta, ma la prima a destra.

1,5 km dopo questa rotonda, la via s'allarga e al semaforo ci si deve posizione sulla corsia di sinistra per prendere la strada che sale, che ha sempre il nome di Strada Revigliasco.
Da questa curva in avanti inizia la salita e, sebbene questa strada non sia molto trafficata, consiglio di compiere una deviazione a destra (1,8km dopo il semaforo precedente), per Strada Gorree, poichè la strada principale, essendo un veloce rettilineo, può essere pericoloso per il transito dei veicoli motorizzati. Dopo 700mt di salita abbastanza ardua, si svolta a sinistra verso nord e la frazione di Gorree, la cui deserta strada porta a reincontrare Strada Revigliasco.

Ora ci si avvicina a Pecetto Torinese con una illusoria discesa di 600mt che costeggia dei vivai che si frappongo fra noi e la vista sui verdi pendii del famoso paese delle ciliegie.
Alla rotonda (la terza del giro) si svolta a destra (mentre proseguendo dritti, si sale verso il Colle della Maddalena. 5,5km) e dopo 170mt di continuazione delle discesa precedente, si devono scalare in fretta i rapporti a causa di una ripida ma breve salita da compiere in piedi sui pedali.
Mancano solo più 700mt all'incrocio principale di Pecetto dal quale si potrà o prendere a sinistra per salire in paese (via Umberto I), oppure prendere a destra per scendere verso Valle Sauglio (via Valle Sauglio). Oltrepassando l'incrocio, invece, ci si può fermare per una pausa nel posteggio del cimitero (via San Sebastiano).
Qui si trova un incrocio a T con via della Circonvallazione: a sinistra si sale verso Pino Torinese o all'Eremo, mentre a destra inizia la discesa di questo giro.
Consiglio di svoltare a destra prima del cimitero, perchè si avrà la precedenza su via della Circonvallazione.

La discesa, lunga poco più di 4km, è abbastanza ripida e sicura e consente di mantenere una velocità elevata. L'unico punto in cui bisogna prestare attenzione è dopo 750mt per l'incrocio oon Strada Valle San Pietro (scende, allargandosi, a Cambiano, poco dopo Trofarello). Da qui, dopo 2,5km si entrerà nel paesino di Valle Sauglio e la strada a destra sarà costeggiata da alberi, mentre a sinistra da vecchie casette di veri autoctoni.
200mt dopo aver superato la chiesa del paese, nello spiazzo a destra dove in alcuni giorni della settimana c'è il mercato, si trova una fontana (la prima del giro).
La discesa prosegue, ormai più sopitamente, verso via Torino, la via principale di Trofarello, nella quale si deve svoltare a destra per tornare a Moncalieri (6,3km per arrivare alla rotonda di corso Savona).

Giro breve e adatto a tutti, che consente di divertirsi in discesa senza aticare troppo in salita.

Benvenuti

Benvenuti nel blog PEDALATORO!

Qui verranno descritti i giri più divertenti da compiersi nelle colline e montagne di Torino su strada e, probabilmente in futuro, anche su sterrato.

Il blog nasce essenzialmente per offrire ai miei concittadini e non, sempre nuove opportunità di divertirsi sulle due ruote, mostrando percorsi che per mancanza di tempo o volontà non si sono mai affrontati. A volte basta deviare per una strada misteriosa per cambiare panorama e salita/discesa :)