venerdì 13 marzo 2015

Le scarpe INgiuste ---> GO FIVEFINGERS?

SCARPE CORSA E BICI


Da scarpe super protettive ed ammortizzate, come quelle da basket per le quali impazzivo da ragazzino, piano piano col passare degli anni sono passato a comprare scarpe leggere (A2) con le quali mi trovo benissimo perché il piede non si sente più soffocato, compresso e imprigionato e può muoversi in ogni direzione e angolazione, ma a volte sento comunque le dita troppo strette con ognuna di queste che in realtà vorrebbero azionarsi per darmi maggiore equilibrio e maggiore spinta.

Questo concetto non vale solo per la camminata o la corsa, ma anche per il ciclismo: le scarpette che si usano con la "specialissima" io le ho sempre odiate, rigide sia sotto che sopra e giustamente strette, per cui sia quando utilizzo una MTB old style (per cicloturismo) che una BDC, indosso scarpette leggere, ovviamente con suola piatta.

Questa mattina ho rispolverato scarpe da running amatoriale acquistate nell'agosto del 2012 e inizialmente mi son sembrate ottime: avvolgenti e morbide. Dopo poco però ho notato che la distanza tra la mia pianta del piede e il suolo era abbastanza e che il sottopiede era/è troppo piatto, con la suola che in generale pur essendo morbida non si piegava abbastanza. Ciò comporta un fastidio notevole perché il piede non è soltanto ingabbiato, ma completamente avulso sia dal terreno che dal resto del corpo, praticamente a comandare non ero io e il mio piede, ma la scarpa, con un fastidio effetto di incontrollabilità, di scivolamento, non so se rendo l'idea.. E' come se la scarpa fosse un ulteriore ostacoli agli ostacoli che si possono incontrare in giro.

Nella corsa in natura e per sentieri è uguale: le scarpe sono troppo alte, protettive e rigide. Inoltre bisogna studiare bene che modello acquistare perché certe suole sono ottime per il fango, altre invece per la stagione calda per terreni duri, ma i negozianti in generale mica lo sanno o mica te lo dicono, per cui si rischia davvero di fare l'acquisto sbagliato. Ma a parte l'errore, anche se la scarpa fosse quella giusta in tutto e per tutto, si noterebbe ugualmente questa distanza abissale tra il corpo e la terra, eppure un ragazzo che ha piacere e bisogno di correre sulla terra nuda e cruda, perché mai dovrebbe vivere questa condizione di separazione? Correre scalzi a volte è impossibile o comunque leggermente rischioso per la presenza di sassolini appuntiti, rovi tagliati e lasciati in mezzo alla strada o altre cose fastidiose e più pericolose, per cui che soluzione c'è?


Le FIVE FINGERS della VIBRAM! So che esistono diverse versioni, compresa quella per il trekking che può essere utilizzata per la corsa in natura. Queste scarpe/non scarpe ci consentono di utilizzare le 5 dita (da qui il nome!) in completa libertà. La suola non esiste, o meglio non è quella che siamo abituati a vedere, infatti consiste in uno strato che ricorda un po' un battistrada di un copertone da cicloturismo con tasselli ampi e bassi, ma che soprattutto segue la forma del nostro piede e funge solo da leggera protezione. Per cui la differenza è che siamo noi a decidere come e quanto piegare il piede, le nostre caviglie lavoreranno meglio senza quel pezzettone di gomma tra noi e il sasso che rischia di farci prendere dei brutti colpi.

Bisogna assolutamente provarle per entrare come in una nuova dimensione!!!

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