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lunedì 5 aprile 2021

Torino - Sangano - Rivalta - Rivoli: giro di 45 km

Questa mattina ho fatto un giro su asfalto in pianura, con un tratto di sterrato, di 45km in MTB, montata con gomme semi-slick.

 

Ho iniziato dalla pista ciclabile di corso Settembrini (dove c'è la FIAT da ambo le parti... ammazza che vista lugubre) che non è affatto male, ma non è certo liscia come la strada normale infatti, dopo aver preso un ramo, ho optato per andare a pedalare nella sede stradale classica, dove di auto, vista la giornata (pasquetta), ce n'erano pochissime.

A Beinasco prendo ovviamente la pista ciclabile che costeggia il Sangone e, a parte qualche radice affiorante, ma segnalata da vernice arancione (complimenti a chi ha ideato la cosa!) nel 1° tratto, il resto è perfetto. 

Unica nota dolente, ma comprensibile per via della festività, la presenza di tante persone a piedi che, come al solito, non potevano esimersi dall'occupare a volte interamente la corsia di percorrenza.
Ma più che i pedoni, a volte sono problematici i ciclisti della domenica, infatti nel tratto di pista ciclabile in zona Sangano, e dopo in zona Rivoli, ho rischiato due frontali, prima con una bambina che aveva invaso la mia corsia per poi non sapere che diavolo fare, e dopo con un signore (idem con patate), con relativo figlioletto, anch'esso traballante verso di me. E dire che non sono affatto grosso, anzi, per cui non penso di attirare satelliti :P


 
Al termine del tratto di pista in zona Orbassano, sono passato sul ponte che collega questo paese a Rivalta, attraverso la sede ciclopedonale... ma quanto è stretta!

Nel seguente tratto, quello che rientra nel comune di Rivalta, ci sono 2 novità:
la 1^ curva per accedere alla pista è stata modificata, infatti non è più cieca e non si rischiano scronti; al fondo, dove c'è un chioschetto, non c'è più il sentierino in mezzo al prato, ma una strada più larga fatta con qualche materiale sintetico, o forse naturale, comunque morbido.

Il resto della pista è uguale come sempre. Per chi non ci passasse da qualche anno, c'è un nuovo tratto di pista, separato dalla strada, in via Bruino (dall'inizio di questa via, ovvero subito dopo la rotonda di via Piossasco, fino al termine, ovvero fino all'inizio della pista classica che costeggia il Sangone all'interno di un'area verde/campagnola in quel di Bruino).

Al fondo, svolto a dx in via Sangano superando il Sangone, per poi prendere la sterrata, sempre a dx, della collina di Rivalta. In pratica sono tornato indietro passando dalla sponda opposta. La prima parte è sterrata, larga, un po' sassosa, mentre la seconda è più stretta, tipo singletrack, e più scorrevole. Attenzione, dopo una curva a gomito, ad un ponticello (realizzato per superare una bealera) con scalino e due colonnine, le cui presenze precludono a molti la possibilità di attraversalo in sella. Io non me lo ricordavo e l'ho fatto a piedi, forse in passato lo feci in sella, chissà, mi piacerebbe tornarci e provare, anche se ora ho una bici diversa con cui mi sento meno agile.


Comunque è da questo punto che parte il singletrack nel bosco, molto bello e veloce. Oggi ho trovato dinnanzi a me 4 persone che mi facevano da tappo e un po' son stato paziente, poi al 1° strappetto in salita ne ho superate 2 e dopo altrettante... non mi va di fare il maleducato e superare subito scampanellando o urlando o anche solo chiedendo il permesso, considerando magari la loro inesperienza e il tratto di sentiero che per loro può non essere semplicissimo. E poi, a dirla tutta, avevo male al fondo schiena quindi non ero in vena di chissà quali sprint :)

In questa bellissima collina è possibile, con una MTB dotata di gomme quantomeno da Cross-Country, spararsi un bel giro per i 3 'truc' (collinette), giro che avevo già fatto qualche tempo fa col mio cane che in questo periodo, poveraccio, non può fare altro che girare vicino a casa dato che non è possibile andarsene a zonzo caricando bici o cane in auto... sigh! 


Al termine dello sterrato ho girato a sx in viale Cadore in direzione Nord verso Rivoli.  Curvone, poi ancora a sx in via Chiomonte. Che puzza in questa zona di villette multifamiliari a schiera con tutte le varie grigliate... le odio!

Al termine di questa strada, ho svoltato prima a dx e subito dopo a sx in via Rivoli. Dopo qualche centinaio di metri (forse 1 km?) inizia Strada Antica Rivoli - Rivalta, oggi bellissima pista ciclabile con alcuni tratti in salita dalle parti di Rivoli, che presenta tratti sia su sterrato che su asfalto. Verso la fine di questa pista, ho notato diverse casette per i gatti randagi, con una signora molto gentile intenta a sfamarli... anche per loro oggi era/è festa, anche se sono sicuro che lei ed altre persone si rechino da loro ogni giorno. Ce n'era uno bianco bellissimo!

Giunto in paese, in piazza Cavallero di Rivoli, avevo dinnanzi a me 2 opzioni per salire al castello di Rivoli, che era la mia meta odierna: o prendere a sx via Gen. Chiaperotti (c'è l'indicazioni per il giro in bici su classico sfondo marrone), o proseguire dritto per giungere in zona Corso Francia e Susa da cui prendere via f.lli Piol.

La 1^ opzione non mi entusiasmava perché tutta sotto il sole e con la salita finale terribile.
Ho optato per la 2^ opzione perché più caratteristica, in quanto via Piol è la via penso più famosa di Rivoli, è pedonale, stretta, quindi alquanto in ombra e sale duramente ma con regolarità. Non ero più abituato alle salite e mi pareva interminabile. Incredibile come poi la discesa duri veramente poco! 

Nel piazzale del castello c'erano solo 5 persone: un signore in bici, un altro a piedi da solo, una coppia e una donna che giocava col cane. Ovviamente anche da qui è possibile fare dei bei giri in collina: nel caso non lo sapeste, per entrare nel bosco dovete percorrere viale Papa Giovanni XXIII, viale Cardinal Fossati, infine Strada Fontana Costero in direzione Ovest. Potete andare alla ricerca dei massi erratici, andare allo stagno Pessina, prendere la via dei pellegrini (bellissimo singletrack), per poi arrivare a Reano e salire al Moncuni. Mi pare che andata e ritorno siano 20 km.

Al ritorno opto per corso Francia, perché di farmi gli stradoni di Tetti Neirotti, CAAT, Strada del Portone non ne avevo proprio voglia! Il corso era completamente deserto, effetto davvero straniante, considerando che di traffico ce n'è sempre in questo 2021 nonostante la zona rossa. Alla fine eravamo io, altri 2 ciclisti che a differenzia mia passavano sempre col rosso, un suv e un rider di Glovo, stop, ahah.

Ad un certo punto sento abbaiare forte e cosa stava succedendo? C'era un labrador con le zampe anteriori appoggiate al parapetto di un balcone, intento a parlare con una vicina ahah

Poi passo da Grugliasco, attraversando il bel parco Porporati, da cui dirigermi verso il Gerbido prendendo via Spanna, via Perotti e via La Salle, al cui termine inizia la ciclabile di Strada provinciale del Gerbido.

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