domenica 10 agosto 2014

Piste ciclabili? Anche no!

DICE BENE questo giornalista de Il Fatto Quotidiano: in Italia, o in generale, le piste ciclabili vanno bene per farci transitare le nonnine col cestello.

Perché mai, io, o tu, che mi devo recare a scuola o a lavora o dove cavolo mi pare, devo prendere queste piste che di pista non hanno niente, ma sono solo pezzettini di asfalto che terminano in incroci dove la precedenza ce l'ha sempre il più forte, ovvero l'automobilista, perché dopo minuti snervanti di coda, se entrambi hanno il verde e lui deve svoltare, col cavolo che si fermerà per farci passare, "piste" dove ogni 2x3 devo guardare sia a dx che a sx perché da una parte c'è un cortile e dall'altra una strada da cui arrivano le auto per entrare in questo dannato e schifoso grigio cortile.
Le piste migliori sono quelle in periferia e quelle che attraversano i parchi.. ebbè, grazie al CAZZO dico io. Facile, così siamo capaci tutti.

Il problema che non si vuole risolvere sembra essere uno molto più grande e molto più difficile rispetto al trovare nuovi spazi per queste "piste": la diminuzione del traffico. Nella mia città così come in ogni altra grande città, la gente è talmente abituata fin da quando viene al mondo a stare dentro l'automobile, che questa viene presa per ogni banale commissione da svolgere anche solo nell'isolato affianco! E i nostri centri cittadini hanno vie, strade troppo strette e troppo piene di auto e furgoni per poter pedalare in tranquillità.

E' ovvio che in queste condizioni la gente usi poco la bici in città e che chi la usa rischi la vita.
E se la gente è quella che posteggia in seconda fila e sulle strisce pedonali, cosa pretendiamo???

E POI, SCUSATE, MA LE STRADE VENNERO USATE PRIMA DI TUTTO DAI CICLISTI E POI, SOLO POI, DALLE AUTO, QUINDI CARE AUTO, ANDATEVENE A FANCULO!

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