domenica 30 gennaio 2011

Mentre si corre si pensa?

Mi capita spesso, ad esempio quando sto tornando a casa dalla biblioteca, di pensare se i corridori che incrocio pensano a qualcosa o se c'è calma piatta nel loro cervello; se penso che sia così mi dispiace per loro e mi sento un pesce fuor d'acqua sentendomi preso da tutti i problemi del mondo che scopro nei libri che leggo.
Il giorno dopo, però, anche io vado a correre e sono in bicicletta o anche a piedi ci sono due momenti: in uno penso alla prestazione, a ciò che vedo e che devo affrontare, nell'altro invece ho tempo per riflettere su ciò che vedo in senso lato e sui miei vari problemi/pensieri che possono riguardare la mia vita privata o la vita in generale.
La cosa bella è che in entrambi i casi ogni cosa che si pensa e che passa per la testa ha un'importanza minore rispetto alla corsa; questa aiuta a non concentrarsi troppo su certi argomenti che se affrontati a casa sulla poltrona potrebbero portare alla depressione.


Chissà se i corridori che incontro pensano, forse pensano che se corressero sempre non avrebbero mai problemi e correre infatti significa un po' allontanarsi dai mille problemi materiali ed esistenziali.

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