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venerdì 15 giugno 2012

La mia lettera a Specchio dei Tempi: Le città sono pericolose per le bici


"Le attuali strade e città, specie del Sud Europa, sono state create a misura d'auto, non di bici, infatti soltanto negli ultimi anni è stata estesa la rete di piste ciclabili che in molti casi serve più che altro a togliere le bici dalle strade per far viaggiare meglio le auto, anzichè il contrario. 
Io uso sempre la bici e vorrei che tutti rispettassero le regole, ma viste certe piste, certe strade e il traffico motorizzato, non mi stupisco nel vedere ciclisti sui marciapiedi. Chi si lamenta dei ciclisti dovrebbe rammendare una cosa: un ciclista se infrange le regole non ammazza nessuno, un automobilista sì.
Fuori città è la stessa cosa: volendo fare un viaggio cicloturistico per l'Italia, prima farei bene a stipulare una polizza vita."
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giovedì 14 giugno 2012

Contro la propaganda del rispetto delle regole

Quante volte i ciclisti son stati additati come non rispettosi del codice della strada, dando loro l'onere degli incidenti (ma quali incidenti, se ogni giorno ci sono decine di morti e feriti nelle strade, si deve parlare di normalità dettata dalle pesanti lamiere e velocità, potenza dei motori che andrebbero considerati illegali!)!

Eppure, se dovessi sempre rispettare il codice della strada, rischierei ogni giorno di non tornare a casa sano come quando sono uscito. Piccolo esempio: domenica attraverso la città per raggiungere un campo sportivo. Noto due incroci pericolosi che restano tali pur fermandosi al rosso e partendo col verde. Perchè? Perchè col verde le auto (e tutti quanti gli altri) possono sia andare dritti che svoltare. Per cui o ci si fare vedere e si rischia, o come dei fessi si aspetta che passi il traffico motorizzato per poi.. stare ancora fermi per via del rosso giunto di nuovo a bloccare il nostro "cammino".
All'andata ho rischiato passando col verde (di solito quando noto l'avanzare delle auto, mi preparo a passare facendomi vedere per nulla intimorito, così gli automobilisti notano il mio incedere sicuro e frenano), al ritorno, invece, sono passato col rosso. Perchè? Perchè di auto non ce n'erano, quindi non rischiavo di creare alcun incidente e per via del problema di cui sopra che avevo riscontrato 2 orette prima.

Sono andato contro la propaganda delle regole da rispettare a tutti i costi, altrimenti sarei ancora lì adesso, in quell'incrocio, o magari sarei all'ospedale, chissà! Ovviamente ho pensato di propagandare anche io, nel mio piccolo, questa mia piccola trasgressione, invitando una signora col figlioletto ad attraversare la strada col rosso in quell'esatto momento per via dell'assenza di traffico, ricordandole che col verde ci sono tante auto che girano e se ne fregano di tutto e di tutti.

Compiendo questa trasgressione illegale (?), ho fatto del bene a me stesso (e anche al prossimo, invitandolo a sviarsi dalle costrizioni inventate per le auto), senza fare del male a nessuno!

venerdì 6 aprile 2012

SI alle bici in contromano

Uno stralcio dal sito del Corriere.it:

"Alcuni comuni virtuosi e coraggiosi, come Reggio Emilia, hanno introdotto già questa soluzione che consente al ciclista di usufruire di tragitti più brevi, evitando di seguire i sensi unici pensati esclusivamente per le auto e che portano il ciclista a fare giri molto più lunghi. Praticamente una maniera per scoraggiare l'uso della bicicletta".

Vero, i sensi unici son stati pensati per le auto; le piste ciclabili, infatti, che sono strette, sono a doppio senso, cioè, se le strade fossero invase da bici e non da auto, il senso unico non esisterebbe! Inoltre, aggiungo io, c'è da considerare che seguendo i sensi unici nelle vie strette, si finisce per intasare il traffico, per avere quindi uno stuolo di auto dietro di sè che strombazzano.
Il problema è che si potranno imboccare strade contromano solo se più larghe di 4,25 metri. Dipende da come verranno misurate, se con le auto posteggiate o senza.