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venerdì 20 luglio 2012
Giro ad anello BDC: Giaveno - Pontepietra - Provonda - Giaveno
In vista di probabili ascese alpine, negli scorsi giorni ho deciso di abbandonare per un po' la collina torinese, per cercare nuove salite nelle quali mettermi alla prova. Avevo in mente l'Alpe Colombino (Coazze), il Colle Braida (Giaveno) e il Col del Lys (Almese).
Poi, ieri sera, ho pensato: "Perchè non provo una strada nuova? Alla fine fra il 2006 e il 2008 andavo in giro a cercare un sacco di sentieri e anche strade, e questa voglia non mi è mai passata, per cui...", così ho riguardato la mappa e ho trovato un giro ad anello che risultava nella stessa zona (bella boscosa) che non avevo mai percorso neanche in auto.
Così stamattina sul presto mi alzo e parto. Arrivo a Trana in auto (attenzione ai posteggi: quelli lungo la strada durano 1 ora, quelli invece nei pressi del Santuario non hanno limiti!) e salgo a Giaveno dalla stradina secondaria che passa per Pianca e Dalmassi (la strada che costeggia il torrente Sangone).
Con la specialissima questa strada me la mangio, rispetto alla scorsa settimana in cui la percorsi (per salire alla Colletta di Cumiana), con una bici da trekking, nonostante i rapporti più agili.
Insomma, uso questo strada con qualche strappo in salita come riscaldamento. La consiglio perchè è pochissimo trafficata (che pena che mi fanno i ciclisti che per salire a Giaveno fanno la principale, praticamente una pista da F1!).
Da Giaveno vado/dovete (da ora userò il verbo alla 2^ pers. plur.) arrivare a Pontepietra, un borgo da cui si diramano almeno 3 strade importanti: quella fatta da me oggi, quella che sale all'Alpe Colombino e quella per il Colletto (posto bellissimo!), che dopo un po' diventa sterrata.
Appena superato il borgo, non vedete alcuna indicazione per Provonda, bensì per altri borghi, fra cui Tora e Monterossino. La strada comunque la potete notare facilmente perchè sta alla sinistra e inizialmente scende leggermente con alla sinistra una o due case.
Dopo queste casette, inizia il bell'incubo: una salita no-stop di 4,5km che dai 580 metri di Pontepietra raggiunge quasi quota 1000, sopra Provonda! Una pendenza media del 9% (pendenza max: 17%!) E solo quando si passa per due piccole frazioncine la pendenza scema, ma è un sollievo che dura veramente poco.
Questa strada mi ha subito stregato per la pendenza e la calma che c'è intorno e, sia per via di questo fatto sia per il suo essere boscosa, oscura e con pochissime presenze umane, l'ho chiamata "la strada delle streghe".
La strada è praticamente sempre uguale: nè troppo stretta, nè troppo larga, ma sicuramente se passa, oltre a voi, anche un furgoncino, dovrete, come ho fatto io, fare un po' gli equilibristi sul bordo della strada o arrampicarvi con tutte le forze all'interno di una curva a gomito. Il bello è che le curve non mancano, quindi niente incubi fatti di rettilinei interminabili.
Il fondo è ben messo, non ho notato buche, c'è solo un po' di ghiaietta sparsa, ma principalmente sta nel centro, quindi no problem!
Essendo una zona boscosa, non si nota alcuna cima, purtroppo non c'è alcun punto di riferimento; gli unici possono essere Brancard Monterossini e borgata Fusero (superato questo manipolo di casette, praticamente si è arrivati!). Quando raggiungete un bivio, potete salire dritti verso Tora (ma non l'ho provata e guardando la cartina, noto che questo borgo non è altissimo, anch'esso sui 1000 metri) o scendere a Provonda a destra.
La discesa è molto bella, ma è suddivisibile in due tronconi: il primo è molto ripido e ricco di curve a gomito. Anche qui tutto in ombra, molto bello. Attenzione a qualche buca e alla ghiaia sparsa; il secondo, dalle parti di Mollar dei Franchi, diventa più veloce, la strada si allarga e la strada inizia a diminuire come pendenza (ho fatto bene a salire da Pontepietra, grande allenamento!).
Per tornare a Giaveno dovete compiere un piccolissimo sforzo in salita alla fine.
PS: ringrazio la bellissima signora che, a bordo di un SUV bianco, mi ha dato alcune indicazioni stradali (ah, giusto: poco dopo l'inizio della salita trovate un bivio, qui dovete girare a sinistra, dritti andate invece in una strada senza uscita che porta a Pomeri), e ringrazio anche il simpatico signore che, con la catena rotta, si è fatto trasportare da me nei tratti in pianura e falsopiano attaccandosi al tubo della sella, per poi offrirmi da bere!
sabato 23 giugno 2012
A Superga, fantastiche persone!
Oggi esco di casa e dopo pochi km buco, ma è una foratura strana, infatti il rumore è fortissimo e la ruota va subito a terra: un chiodo ha perforato il copertone e la camera d'aria! Dannazione, mi son dimenticato la pompa a casa. Per fortuna mio padre non è ancora uscito e dopo 15 minuti arriva, sostituisco la camera d'aria e finalmente posso iniziare il giro!
Nel frattempo, però, dò un consiglio e presto la famosa pompa ad un gruppo di ciclisti sprovvisti e con una ruota a terra anch'essi.
Parto, salgo in collina verso Cavoretto, scelgo di pedalare piano, con una pedalata rotonda per godermi i primi tratti di salita senza stancarmi troppo (vengo da una brevissima sciatalgia durata, per fortuna e un po' per merito mio, solo un giorno e non volevo rischiare), sentendomi bene sono convinto di riuscire ad arrivare prima alla Maddalena e poi a Superga senza troppi problemi.
Qualche auto che sgasa un po' troppo, purtroppo la becco anche nelle stradine strette, che schifo!
Comunque, una volta arrivato al colle bevo velocemente e riparto verso l'Eremo. La discesa verso l'Eremo e quella verso Pino T.se sono abbastanza veloci, in certi piccoli tratti si può spingere molto, le curve a gomito sono dei gomiti.. molto larghi. In certi tratti l'asfalto è leggermente rovinato, quindi state attenti ma non più di tanto, insomma, andate tranquilli e godetevela.
Da Pino svolto a sinistra verso la Via dei Colli che porta a Superga. Un gruppetto di 6-7 guardie forestali all'ombra con uno che fuma mi accoglie nel primo parcheggio. Ma che senso ha stare tutti lì? Voglia di lavorare saltami addosso, mi verrebbe da dire. Non sarebbe meglio fare un giro per i sentieri e boschi, specie durante i giorni festivi quando qualcuno o si perde o danneggia la natura.
Ora la fatica e il caldo si fa sentire, quest'anno non sono in formissima, comunque vado avanti senza troppi problemi, anche perchè per fortuna qui il traffico automobilistico si fa praticamente nullo, c'è solo un signore che mi supera e mi dà 10 secondi la prima volta che conto il distacco (alla fine me ne dà 25, sigh!). Nei vari prati e posteggi di gente ce n'è pochissima, la scorsa domenica invece era strapieno, con gente che mangiava e giocava accanto alle auto posteggiate, che tristezza! Una cosa che è sempre bella, che da sempre mi affascina e mi trasmette emozioni, è il sole che nel pieno meriggio cerca di illuminare la terra fra le alte piante. La collina di Torino, e quindi anche il tratto di Superga, è (o dovrebbe) essere famosa per il suo alto numero di specie vegetali presenti.
Arrivo finalmente a Superga, l'ultima salita è uno strappo, sarà sul 12%, ultimamente mi fa sempre disperare, non riesco ad aggredirlo come vorrei e facevo poco tempo fa. Mi accontento di salire piano piano e godermi l'arrivo sgombro di motorizzati. Non faccio in tempo a godermi questa "conquista" che.. fiuuuuuuuuuuuuu, no, nessuna bella bionda mi fischia, e neanche io fischio a lei: è la mia camera d'aria di riserva che mi saluta, e sono 2 in 1 giorno! Questa volta nessun chiodo, bensì due piccole forature nei pressi della valvola: praticamente è impossibile da riparare, comunque ci provo visto che non ne ho un'altra..
Niente da fare, non so neanche a chi chiedere una mano, visto che ho dei cerchi da 26 con copertoni stretti da strada. Provo a chiedere ad un tipo in Mtb, ma ha una camera d'aria che reputiamo essere troppo grande, allora scendo in sella fino alla piazzetta del paese di Superga dove so esserci un gentile edicolante. Mi appropinquo verso di lui e appena entrato gli chiedo, anzichè il titolo di una rivista, una bici. Lui capisce che m'è successo qualcosa e mi dice che ce l'ha, ma a casa, allora niente da fare, esco, esce anche lui e incredibilmente (poichè non sono abituati a slanci di generosità in città) vuole offrirmi un biglietto della cremagliera Gtt. Io non ho voluto approfittarne, anche perchè volevo risolvere il mio problema, così mi consiglia di rivolgermi alla ragazza del ristorante di fronte: la bella Francesca (mi pare sia questo il nome) mi dice che purtroppo non ha bici e non saprebbe neanche dove indirizzarmi, però qualche istante dopo le viene in mente che probabilmente in panetteria, lì dietro l'angolo, hanno un po' di bici!
Allora ringrazio e tento la fortuna per la terza volta, ed è la volta buona: la signora del negozio chiama il marito che gentilmente mi porta nell'officina in cortile (dove ci sono anche delle rose!) dove trova e prova un po' di camere d'aria. Alla fine l'unica sana sembra essere una da Mtb. La proviamo e va!!! Saluto la cagnolina che ogni tanto veniva a leccarmi i polpacci e torno in città!
Mi butto giù dalla discesa di Sassi tutto contento, me la godo alla grande e.. ogni tanto penso alla fatica che mi toccherà fare nei prossimi giorni per restituire la camera d'aria, eheh
Questa discesa me la ricordavo più incazzata, invece si scende benissimo. Al fondo becco anche due auto incidentate alla grande.. brrr.
Allora grazie mille Superghesi!!
Nel frattempo, però, dò un consiglio e presto la famosa pompa ad un gruppo di ciclisti sprovvisti e con una ruota a terra anch'essi.
Parto, salgo in collina verso Cavoretto, scelgo di pedalare piano, con una pedalata rotonda per godermi i primi tratti di salita senza stancarmi troppo (vengo da una brevissima sciatalgia durata, per fortuna e un po' per merito mio, solo un giorno e non volevo rischiare), sentendomi bene sono convinto di riuscire ad arrivare prima alla Maddalena e poi a Superga senza troppi problemi.
Qualche auto che sgasa un po' troppo, purtroppo la becco anche nelle stradine strette, che schifo!
Comunque, una volta arrivato al colle bevo velocemente e riparto verso l'Eremo. La discesa verso l'Eremo e quella verso Pino T.se sono abbastanza veloci, in certi piccoli tratti si può spingere molto, le curve a gomito sono dei gomiti.. molto larghi. In certi tratti l'asfalto è leggermente rovinato, quindi state attenti ma non più di tanto, insomma, andate tranquilli e godetevela.
Da Pino svolto a sinistra verso la Via dei Colli che porta a Superga. Un gruppetto di 6-7 guardie forestali all'ombra con uno che fuma mi accoglie nel primo parcheggio. Ma che senso ha stare tutti lì? Voglia di lavorare saltami addosso, mi verrebbe da dire. Non sarebbe meglio fare un giro per i sentieri e boschi, specie durante i giorni festivi quando qualcuno o si perde o danneggia la natura.
Ora la fatica e il caldo si fa sentire, quest'anno non sono in formissima, comunque vado avanti senza troppi problemi, anche perchè per fortuna qui il traffico automobilistico si fa praticamente nullo, c'è solo un signore che mi supera e mi dà 10 secondi la prima volta che conto il distacco (alla fine me ne dà 25, sigh!). Nei vari prati e posteggi di gente ce n'è pochissima, la scorsa domenica invece era strapieno, con gente che mangiava e giocava accanto alle auto posteggiate, che tristezza! Una cosa che è sempre bella, che da sempre mi affascina e mi trasmette emozioni, è il sole che nel pieno meriggio cerca di illuminare la terra fra le alte piante. La collina di Torino, e quindi anche il tratto di Superga, è (o dovrebbe) essere famosa per il suo alto numero di specie vegetali presenti.
Arrivo finalmente a Superga, l'ultima salita è uno strappo, sarà sul 12%, ultimamente mi fa sempre disperare, non riesco ad aggredirlo come vorrei e facevo poco tempo fa. Mi accontento di salire piano piano e godermi l'arrivo sgombro di motorizzati. Non faccio in tempo a godermi questa "conquista" che.. fiuuuuuuuuuuuuu, no, nessuna bella bionda mi fischia, e neanche io fischio a lei: è la mia camera d'aria di riserva che mi saluta, e sono 2 in 1 giorno! Questa volta nessun chiodo, bensì due piccole forature nei pressi della valvola: praticamente è impossibile da riparare, comunque ci provo visto che non ne ho un'altra..
Niente da fare, non so neanche a chi chiedere una mano, visto che ho dei cerchi da 26 con copertoni stretti da strada. Provo a chiedere ad un tipo in Mtb, ma ha una camera d'aria che reputiamo essere troppo grande, allora scendo in sella fino alla piazzetta del paese di Superga dove so esserci un gentile edicolante. Mi appropinquo verso di lui e appena entrato gli chiedo, anzichè il titolo di una rivista, una bici. Lui capisce che m'è successo qualcosa e mi dice che ce l'ha, ma a casa, allora niente da fare, esco, esce anche lui e incredibilmente (poichè non sono abituati a slanci di generosità in città) vuole offrirmi un biglietto della cremagliera Gtt. Io non ho voluto approfittarne, anche perchè volevo risolvere il mio problema, così mi consiglia di rivolgermi alla ragazza del ristorante di fronte: la bella Francesca (mi pare sia questo il nome) mi dice che purtroppo non ha bici e non saprebbe neanche dove indirizzarmi, però qualche istante dopo le viene in mente che probabilmente in panetteria, lì dietro l'angolo, hanno un po' di bici!
Allora ringrazio e tento la fortuna per la terza volta, ed è la volta buona: la signora del negozio chiama il marito che gentilmente mi porta nell'officina in cortile (dove ci sono anche delle rose!) dove trova e prova un po' di camere d'aria. Alla fine l'unica sana sembra essere una da Mtb. La proviamo e va!!! Saluto la cagnolina che ogni tanto veniva a leccarmi i polpacci e torno in città!
Mi butto giù dalla discesa di Sassi tutto contento, me la godo alla grande e.. ogni tanto penso alla fatica che mi toccherà fare nei prossimi giorni per restituire la camera d'aria, eheh
Questa discesa me la ricordavo più incazzata, invece si scende benissimo. Al fondo becco anche due auto incidentate alla grande.. brrr.
Allora grazie mille Superghesi!!
venerdì 15 giugno 2012
Salite per il Colle della Maddalena
In questo post raccoglierò dati e impressioni sulle strade che ci consentono di raggiungere il Colle della Maddalena della collina di Torino!
1) Strada Santa Lucia
1,3km da Corso Moncalieri a Cavoretto. Totale: 5,6km per il Colle della Maddalena. Dislivello: circa 470 metri. Pendenza media (fino a Cavoretto): 8.5% circa. Pendenza fino al Gruppo Abele: 13.5% circa.
Questa strada ci porta a Cavoretto, da cui sarà possibile raggiungere il colle attraverso strada ai Tetti Gariglio o Strada della Viola.
Strada Santa Lucia la si prende in corso Moncalieri, all'altezza del ponte ciclopedonale di Italia '61, dove c'è un concessionario di moto.
Si sale per pochi metri andando verso Sud per poi girare in modo secco a sinistra verso Nord-Est.
Non è solo la curva che fa cambiare la direzione in modo secco, ma anche la pendenza: ci si trova dinnanzi ad un vero e proprio muro che dura almeno 750 metri fino alla residenza del Gruppo Abele, lì la salita continua, ma mi è sembrata "più umana". La media è all'incirca del 14%, proprio come la salita di Strada ai Tetti Gariglio / Strada della Viola.
Quando si entra in una piazzetta con una chiesa (via alla Parrocchia) si prende la stradina che scende a destra. Qui ci si trova dinnanzi ad un trivio: a destra si scende in Strada del Fioccardo; a sinistra una stradina, via dell'Asilo, sale ripida facendosi tornare alla chiesetta; davanti a noi invece c'è la strada giusta, ed è la prosecuzione di via alla Parrocchia che sale brevemente per poi lasciarsi alla rotonda di Cavoretto, nella quale giungono altre salite come quella di Viale 25 Aprile e Strada Comunale di Cavoretto (ambo si prendono in zona Piazza Zara a Torino).
Strada del Fioccardo è la strada di Valle Fioccardo, si pedala infatti paralleli ad un verde tratto di collina in cui si trova il bel sentiero n.11
Questa salita è più diretta rispetto alla precedente (Strada Santa Lucia) e per questo meno pendente. Se l'altra è da subito un muro, questa aspetta qualche centinaio di metri prima di impennarsi e, se l'altra verso la fine presenta un breve tratto in discesa e una lieve salita, questa non molla mai. E' per questo motivo che l'altra è più pendente.
Quando la salita inizia a farsi dura, la strada si restringe. Di auto ne passano, ma il traffico è modesto. Bisogna fare attenzione, specie in salita, nelle ultime centinaia di metri (e se si tratta di discesa, nelle prime..) per via di alcune viuzze e stradine e cortili da cui possono spuntare, senza farsi notare da lontano, anche per via di una curva ad "S", auto di varia grandezza e cilindrata.
Una volta che si è sbucati a Cavoretto, si può o svoltare a sinistra per andare alla fontanella presente nella rotonda, o a sinistra per salire alla Maddalena attraverso Strada della Creusa e Strada della Viola.
3) Strada dei Cunioli Alti
3,3km da Corso Moncalieri a Strada Comunale della Creusa. Totale: 7,4km al Colle della Maddalena. Dislivello: 470mt. Pendenza media (fino alla fine di via Giovanni Segantini): 13.5% circa.
Questa strada non si nota passando in corso Moncalieri, per scovarla c'è però un trucco: badare al cartello indicante l'inizio del comune di Torino e lei è lì, titubante, non sa se stare di qua o di là, per un lieve tratto forse pende verso Torino, poi ci ripensa e piega verso Moncalieri, ma a noi interessa com'è fatta. Inizialmente sembra una stradina che debba quasi terminare presto, come fosse cieca. Sembra anonima, è stretta, però è tranquilla (non preoccupatevi delle auto che scendono) e all'ombra.
Ci sono due bivi: al primo si è obbligati a girare a destra e non potete sbagliare perchè la pendenza incredibile la rende ben riconoscibile. Al secondo bivio la scelta è indifferente: io son sempre andato dritto. La pendenza è uguale a quella della strada appena lasciata, ma per fortuna dopo un po' scema e si può respirare. Approfittatene a pieni polmoni che poi, fra l'altro, ci saranno 3 tornanti veramente tosti, qui la pendenza può benissimo sfiorare il 20%, per cui piegate il busto in avanti e dateci dentro!
A questa salita ci sono legato perchè me la fece scoprire un gentile 70enne, di nome Luciano, nel luglio 2010.
4) Strada comunale Val Pattonera
VAI QUI
1) Strada Santa Lucia
Questa strada ci porta a Cavoretto, da cui sarà possibile raggiungere il colle attraverso strada ai Tetti Gariglio o Strada della Viola.
Strada Santa Lucia la si prende in corso Moncalieri, all'altezza del ponte ciclopedonale di Italia '61, dove c'è un concessionario di moto.
Si sale per pochi metri andando verso Sud per poi girare in modo secco a sinistra verso Nord-Est.
Non è solo la curva che fa cambiare la direzione in modo secco, ma anche la pendenza: ci si trova dinnanzi ad un vero e proprio muro che dura almeno 750 metri fino alla residenza del Gruppo Abele, lì la salita continua, ma mi è sembrata "più umana". La media è all'incirca del 14%, proprio come la salita di Strada ai Tetti Gariglio / Strada della Viola.
Quando si entra in una piazzetta con una chiesa (via alla Parrocchia) si prende la stradina che scende a destra. Qui ci si trova dinnanzi ad un trivio: a destra si scende in Strada del Fioccardo; a sinistra una stradina, via dell'Asilo, sale ripida facendosi tornare alla chiesetta; davanti a noi invece c'è la strada giusta, ed è la prosecuzione di via alla Parrocchia che sale brevemente per poi lasciarsi alla rotonda di Cavoretto, nella quale giungono altre salite come quella di Viale 25 Aprile e Strada Comunale di Cavoretto (ambo si prendono in zona Piazza Zara a Torino).
La strada è poco conosciuta e poco usata dagli automobilisti, se non, ovviamente, quelli che abitano nelle casette lì intorno, a Sud di Cavoretto, ma fino a prima del Gruppo Abele, la sezione è alquanto larga.. ovviamente cercate di non zig-zagare anche se so che per molti può essere durissima questa salita.
Mi preme sottolineare che l'ho affrontata con una mountain bike adattata alla strada (nessun ammortizzatore, sella e soprattutto copertoni da strada), quindi con un rapporto alquanto agile. Con una bici da corsa, a meno che non si sia dei semi professionisti, non si sale se non si ha almeno un 28.
Ovviamente per salire alla Maddalena, si prende la viuzza a destra che prende il nome di Strada Comunale dei Ronchi.
2) Strada del Fioccardo
1,5km da Corso Moncalieri a Cavoretto. Totale: 5,9km al Colle della Maddalena. Dislivello totale: 470mt. Pendenza media (fino a Cavoretto): 8%
Strada del Fioccardo è la strada di Valle Fioccardo, si pedala infatti paralleli ad un verde tratto di collina in cui si trova il bel sentiero n.11
Questa salita è più diretta rispetto alla precedente (Strada Santa Lucia) e per questo meno pendente. Se l'altra è da subito un muro, questa aspetta qualche centinaio di metri prima di impennarsi e, se l'altra verso la fine presenta un breve tratto in discesa e una lieve salita, questa non molla mai. E' per questo motivo che l'altra è più pendente.
Quando la salita inizia a farsi dura, la strada si restringe. Di auto ne passano, ma il traffico è modesto. Bisogna fare attenzione, specie in salita, nelle ultime centinaia di metri (e se si tratta di discesa, nelle prime..) per via di alcune viuzze e stradine e cortili da cui possono spuntare, senza farsi notare da lontano, anche per via di una curva ad "S", auto di varia grandezza e cilindrata.
Una volta che si è sbucati a Cavoretto, si può o svoltare a sinistra per andare alla fontanella presente nella rotonda, o a sinistra per salire alla Maddalena attraverso Strada della Creusa e Strada della Viola.
3) Strada dei Cunioli Alti
3,3km da Corso Moncalieri a Strada Comunale della Creusa. Totale: 7,4km al Colle della Maddalena. Dislivello: 470mt. Pendenza media (fino alla fine di via Giovanni Segantini): 13.5% circa.
Questa strada non si nota passando in corso Moncalieri, per scovarla c'è però un trucco: badare al cartello indicante l'inizio del comune di Torino e lei è lì, titubante, non sa se stare di qua o di là, per un lieve tratto forse pende verso Torino, poi ci ripensa e piega verso Moncalieri, ma a noi interessa com'è fatta. Inizialmente sembra una stradina che debba quasi terminare presto, come fosse cieca. Sembra anonima, è stretta, però è tranquilla (non preoccupatevi delle auto che scendono) e all'ombra.
Ci sono due bivi: al primo si è obbligati a girare a destra e non potete sbagliare perchè la pendenza incredibile la rende ben riconoscibile. Al secondo bivio la scelta è indifferente: io son sempre andato dritto. La pendenza è uguale a quella della strada appena lasciata, ma per fortuna dopo un po' scema e si può respirare. Approfittatene a pieni polmoni che poi, fra l'altro, ci saranno 3 tornanti veramente tosti, qui la pendenza può benissimo sfiorare il 20%, per cui piegate il busto in avanti e dateci dentro!
A questa salita ci sono legato perchè me la fece scoprire un gentile 70enne, di nome Luciano, nel luglio 2010.
4) Strada comunale Val Pattonera
VAI QUI
sabato 5 maggio 2012
Bici: salite per la basilica di Superga
Dopo il post e le mappe relative alle salite per il colle della Maddalena, ora è il turno di un altro "must" della collina torinese, ovvero le strade che raggiungono la famosissima e savoiarda basilica di Superga!
QUI trovate alcune tracce ed indicazioni scritte personalmente da me.
Salita da Sassi:
Salita molto rognosa ma che dà una grande soddisfazione se compiuta interamente. E' ripida e presenta dei tratti ripidissimi. Non affrontatela nelle giornate più calde!
In discesa percorretela solo se siete abbastanza esperti.
A volte è trafficata, a volte non c'è nessuno.
L'ultimo tratto, l'ultimo km che porta alla basilica, nei giorni festivi può essere pieno zeppo di automobili di merenderos vari, attenzione a non rimanere impigliati nell'ingorgo oppressivo.
Salita da Sambuy:
Molto bella, rovinata ultimamente per la presenza di un po' troppe nuove case, ma ci si può consolare guardando oltre, ad esempio verso la collina che ospita la collina di Superga.
Dopo il paese di Rivodora ci sono dei bei tornanti ripidi, poi la pendenza si placa e ricomincia la sofferenza fino a quando ci si ricongiunge con la strada che arriva da Baldissero.
Forse, c'è una fontana nel centro di Rivodora.
Salita da corso Chieri:
Se non fosse per il traffico sarebbe ottimo perchè parte placida e presenta poi nel secondo tratto ben 16 tornanti e trappi alquanto pendenti.
Bella da compiere in discesa, attenzione solo all'incessante presenza di tombini.
Terminata questa salita, alla prima rotonda che si incrocia poco prima di Pino T.se, si svolta a sinistra per prendere la strada detta panoramica che porta a Superga.
E' molto bella, poco trafficata e chiusa al transito delle motociclette, ma anche se inizialmente non presenta strappi notevoli, non fatevi ingannare e risparmiate le energie rimaste per i tratti duri che si presenteranno dopo poco.
Salita da Chieri:
Si prende la strada che da Chieri Nord porta a Baldissero.
E' piacevole perchè si esce dalla città ed è subito campagna.
Attenzione però, perchè la carreggiata non è molto larga, però la pendenza, almeno fino a Baldissero è abbastanza costante.
Bellissima da fare in discesa, davvero goduriosa perchè fluida!
Salita da via Tepice (nei pressi di Chieri):
Strada ancora più tranquilla della parallela Chieri-Baldissero e ugualmente libidinosa in discesa!
Un tratto ripido, ma breve, lo si trova dopo Tetti Chiapasso.
QUI trovate alcune tracce ed indicazioni scritte personalmente da me.
Salita da Sassi:
Salita molto rognosa ma che dà una grande soddisfazione se compiuta interamente. E' ripida e presenta dei tratti ripidissimi. Non affrontatela nelle giornate più calde!
In discesa percorretela solo se siete abbastanza esperti.
A volte è trafficata, a volte non c'è nessuno.
L'ultimo tratto, l'ultimo km che porta alla basilica, nei giorni festivi può essere pieno zeppo di automobili di merenderos vari, attenzione a non rimanere impigliati nell'ingorgo oppressivo.
Salita da Sambuy:
Molto bella, rovinata ultimamente per la presenza di un po' troppe nuove case, ma ci si può consolare guardando oltre, ad esempio verso la collina che ospita la collina di Superga.
Dopo il paese di Rivodora ci sono dei bei tornanti ripidi, poi la pendenza si placa e ricomincia la sofferenza fino a quando ci si ricongiunge con la strada che arriva da Baldissero.
Forse, c'è una fontana nel centro di Rivodora.
Salita da corso Chieri:
Se non fosse per il traffico sarebbe ottimo perchè parte placida e presenta poi nel secondo tratto ben 16 tornanti e trappi alquanto pendenti.
Bella da compiere in discesa, attenzione solo all'incessante presenza di tombini.
Terminata questa salita, alla prima rotonda che si incrocia poco prima di Pino T.se, si svolta a sinistra per prendere la strada detta panoramica che porta a Superga.
E' molto bella, poco trafficata e chiusa al transito delle motociclette, ma anche se inizialmente non presenta strappi notevoli, non fatevi ingannare e risparmiate le energie rimaste per i tratti duri che si presenteranno dopo poco.
Salita da Chieri:
Si prende la strada che da Chieri Nord porta a Baldissero.
E' piacevole perchè si esce dalla città ed è subito campagna.
Attenzione però, perchè la carreggiata non è molto larga, però la pendenza, almeno fino a Baldissero è abbastanza costante.
Bellissima da fare in discesa, davvero goduriosa perchè fluida!
Salita da via Tepice (nei pressi di Chieri):
Strada ancora più tranquilla della parallela Chieri-Baldissero e ugualmente libidinosa in discesa!
Un tratto ripido, ma breve, lo si trova dopo Tetti Chiapasso.
Bici: salite per il colle della Maddalena (Torino)
Anche questo fine settimana il tempo è brutto (eufemismo!) e allora mi diverto un po' con le mappe...
QUI trovate tracciate le strade che, descritte velocemente da me, portano al colle della Maddalena della collina torinese.
Salita da piazza Zara
Il tratto più duro compare dopo aver superato Cavoretto. Brevi tratti anche del 14-15% (strada Tetti Gariglio e Strada della Viola).

Giunti a questo primo bivio possiamo optare per ambo le strade; c'è però da evidenziare come quella a destra sia più ripida!

Quando dinnanzi a noi compare questo palazzo, se vogliamo toccare Cavoretto proseguiamo dritti (1), altrimenti svoltiamo in Strada Val Pattonera, con la strada che salirà rapidamente e ripidamente.

Questo invece è il tratto più duro: se svoltanto nella strada "1", che poi sarebbe Strada Tetti Gariglio, incapperete in una pendenza del 15% circa! Anche la strada "2", Strada della Viola, è ripida, ma non da subito.
Ecco un altro bivio, quello che ci porta al Colle della Maddalena:

Noi arriviamo da Strada San Vito Revigliasco e dobbiamo compiere questa curva a gomito come disegnato sopra.
Salita da strada Val Pattonera:
Fin da subito salita molto faticosa e costante.
Poco prima del quadrivio Raby si placa un po' e poi ricomincia la salita al fianco del parco della Maddalena.
Sconsiglio però di compierla in salita per via di un tratto abbastanza stretto e per le auto molto veloce che può generare brutti incidenti, anche per via del fatto che in un punto il manto stradale è rovinato e ci si deve spostare in mezzo alla carreggiata..
Salita dal ponte Isabella:
Inizio brutale che si mitiga verso la chiesa di San Vito per poi ricominciare a far disperare i ciclisti fino al quadrivio Raby.
Attenzione, dopo questo incrocio, al tratto di strada stretto e rovinato in cui il traffico può essere intenso e alle auto che, ahimè, transinato veloci.
Salita viale Seneca:
Ingresso da via Gatti, via inizialmente molto stretta e molto ripida che poi si allarga e in viale Seneca diventa più abbordabile.
Strada tranquilla per via del poco traffico.
Salita Val Salice:
Ingresso da viale Thovez, il quale non sembra molto pendente ma se affrontato con decisione può farci sprecare preziose energia in vista del successivo tratto di salita in Val Salice.
La Val Salice è una strada mediamente trafficata, ci passa anche un pulman, ma è abbastanza larga, specie dopo il primo tratto.
Salita dal castello di Moncalieri:
Partenza dal castello dove si trova un primo tratto di salita davvero bestiale, anche se a dire la verità anche il proseguo condito da qualche bel tratto panoramico.
Attenzione in discesa, specie se si utilizza una specializzima, ad alcuni tratti rovinati.
Salita dai Cunioli Alti:
Strada, anzi stradina, conosciuta da poche persone che vogliono soffrire e basta!
Prima del suo termine si può svoltare a destra per unirsi alla strada che sale da Moncalieri o, al termine, si può salire alla Maddalena da sopra Cavoretto.
Salita da Strada del Fioccardo:
Praticamente è un bel e stretto rettilineo molto pendente, divertente da compiere in discesa per via della vista sui boschi a sinistra, anche se può essere pericolosa per via, in alto e a metà, della presenza di passi carrai.
QUI trovate tracciate le strade che, descritte velocemente da me, portano al colle della Maddalena della collina torinese.
Salita da piazza Zara
Il tratto più duro compare dopo aver superato Cavoretto. Brevi tratti anche del 14-15% (strada Tetti Gariglio e Strada della Viola).

Giunti a questo primo bivio possiamo optare per ambo le strade; c'è però da evidenziare come quella a destra sia più ripida!

Quando dinnanzi a noi compare questo palazzo, se vogliamo toccare Cavoretto proseguiamo dritti (1), altrimenti svoltiamo in Strada Val Pattonera, con la strada che salirà rapidamente e ripidamente.

Questo invece è il tratto più duro: se svoltanto nella strada "1", che poi sarebbe Strada Tetti Gariglio, incapperete in una pendenza del 15% circa! Anche la strada "2", Strada della Viola, è ripida, ma non da subito.
Ecco un altro bivio, quello che ci porta al Colle della Maddalena:

Noi arriviamo da Strada San Vito Revigliasco e dobbiamo compiere questa curva a gomito come disegnato sopra.
Salita da strada Val Pattonera:
Fin da subito salita molto faticosa e costante.
Poco prima del quadrivio Raby si placa un po' e poi ricomincia la salita al fianco del parco della Maddalena.
Sconsiglio però di compierla in salita per via di un tratto abbastanza stretto e per le auto molto veloce che può generare brutti incidenti, anche per via del fatto che in un punto il manto stradale è rovinato e ci si deve spostare in mezzo alla carreggiata..
Salita dal ponte Isabella:

Inizio brutale che si mitiga verso la chiesa di San Vito per poi ricominciare a far disperare i ciclisti fino al quadrivio Raby.
Attenzione, dopo questo incrocio, al tratto di strada stretto e rovinato in cui il traffico può essere intenso e alle auto che, ahimè, transinato veloci.
Salita viale Seneca:
Ingresso da via Gatti, via inizialmente molto stretta e molto ripida che poi si allarga e in viale Seneca diventa più abbordabile.
Strada tranquilla per via del poco traffico.
Salita Val Salice:
Ingresso da viale Thovez, il quale non sembra molto pendente ma se affrontato con decisione può farci sprecare preziose energia in vista del successivo tratto di salita in Val Salice.
La Val Salice è una strada mediamente trafficata, ci passa anche un pulman, ma è abbastanza larga, specie dopo il primo tratto.
Salita dal castello di Moncalieri:
Partenza dal castello dove si trova un primo tratto di salita davvero bestiale, anche se a dire la verità anche il proseguo condito da qualche bel tratto panoramico.
Attenzione in discesa, specie se si utilizza una specializzima, ad alcuni tratti rovinati.
Salita dai Cunioli Alti:
Strada, anzi stradina, conosciuta da poche persone che vogliono soffrire e basta!
Prima del suo termine si può svoltare a destra per unirsi alla strada che sale da Moncalieri o, al termine, si può salire alla Maddalena da sopra Cavoretto.
Salita da Strada del Fioccardo:
Praticamente è un bel e stretto rettilineo molto pendente, divertente da compiere in discesa per via della vista sui boschi a sinistra, anche se può essere pericolosa per via, in alto e a metà, della presenza di passi carrai.
sabato 20 agosto 2011
20: Rivalba, Castagneto, Cinzano, Berzano
La scorsa settimana, prima che arrivasse questo caldo nauseante e logorante, mi sono recato ancora una volta in collina per provare due strade a me nuove:
la prima collega Rivalba e Castagneto Po, la seconda Cinzano con Casalborgone e successivamente con Berzano San Pietro.
Partendo dalla piazzetta sita sopra il paese di Rivalba, si prende, fra le due disponibili (anche se una è forse ancora chiusa per lavori), la strada che sale a destra, ovvero via Roncola. Sale subito con una buona pendenza. Proseguendo su questa, non ci si può sbagliare. Il tratto di strada da me percorso, che porta nei pressi di Castagneto Po, è lungo 6,5 km e presenta dei bei "muri", anche se corti, ma anche dei tratti in discesa (circa 3). Le note positive sono queste: è in parte in ombra, ci costeggiano 3 chiesette ma soprattutto si passa al fianco del Bosco del Vaj e c'è poco traffico (anche se gli stronzi che tagliano le curve ci sono anche qui). Il ritorno è molto divertente perchè si scenderà per dei bei tornanti, ce ne sono almeno 3.
L'altra strada, anzi, le altre due strade provate, prendono il nome di Strada San Rocco e Strada Val Berzano.
Praticamente, poco prima di Cinzano, si trova una deviazione a sinistra che porta a Casalborgone.
Se la strada di Rivalba sale subito, questa scende subito in picchiata con un bel tornante. Questa strada, di pomeriggio, è sempre in ombra, quindi occhio al fresco/freddo. Si possono prendere delle belle velocità e nche questa è poco trafficata ed è alquanto panoramica in certi tratti. Mi ha soddisfatto molto perchè pur essendo abbastanza tecnica, la carreggiata è abbastanza larga quindi non sentivo come prossimo il pericolo di incrociare automobilisti disperati, a differenza della strada di Rivalba sicuramente più piccola.
Terminata la discesa dopo 3,5km, si svolta a destra verso Berzano San Pietro. Inizialmente si pedala su un falsopiano e, mano a mano che si prosegue, la strada comincia ad impennarsi fino a toccare il culmine nei pressi della serie di tornanti posti sotto il paese. Questi tornanti sono fantastici, in aperta campagna e stupendi da fare sia in salita che in discesa, non a caso nei w.e. di primavera questa strada si riempie di moto. La salita può essere considerata impegnativa, ma non dura, sia perchè è corta, sia perchè non ci sono i cosidetti "muri", si sale in modo abbastanza lineare.
Ora che anche voi conoscete in modo seppur virtuale la bellezza di queste strade, inseritele nei vostri itinerari e ne rimarrete soddisfatti!
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