Questo blog utilizza solo strumenti di Google, non sono presenti software, app, plugin o altro di fornitori terzi.

This blog uses only Google tools, there are no software, apps, plugins or other things of third-party providers.

sabato 9 maggio 2026

Dopo Avigliana, doppio rischio in bici a Rivoli

Oggi sono tornato per la 3^ volta dal 20 aprile ad Avigliana, replicando in parte il giro della 2^ volta, ovvero facendo all'andata solo pianura prendendo corso Susa/SS25 a Rivoli, ovvero la strada lunga e dritta che prima di Avigliana passa da Ferriera.

Ad Avigliana, essendo in BDC e non in MTB, ho preso una strada per me nuova, ma che però non è la sterrata di via Monte Capretto che si prende da via Prole (che porta all'ex dinamitificio Nobel), ovvero via Grignetto.

Questa via in realtà è DOPPIA:

quella che già conoscevo costeggia il lago Grande lato Ovest, arrivando all'area attrezzata Baia Grande per poi proseguire salendo nella zona dei campi da baseball...

mentre quella che ho preso oggi per la prima volta entra nel bosco del Parco dei Laghi con un ottimo fondo, tranne forse in un breve tratto, prima in salita, poi in discesa dove ho raggiunto la mia velocità max odierna, per poi risalire un poco e portarci nella zona industriale oppure a Bertassi (io volevo passare da Bertassi, ma ho svoltato a destra in via Prole... vabbé, non cambia niente, tanto essendo sabato quel posto orribile era deserto e mi son goduto un altro bel rettilineo in cui andare oltre ai 30 all'ora senza sforzo).

Ma non finisci qui perché subito dopo ho preso un'altra bella stradina, in salita, che non avevo ancora percorso, ovvero via Galinier che affianca un bel centro di tiro con l'arco (Avigliana città dello Sport tra rugby, baseball, kayak, windsurf, nuoto, bdc, mtb, tiro con l'arco, arrampicata, che figata di posto!) per poi entrare nel centro storico medievale. Il fondo se ricordo bene è un acciottolato che non è certo gradito dalle bdc, ma ci sono anche, come a Rivoli, dei lastroni lisci e ad un certo punto c'è un bivio: si può optare per andare in corso Laghi prendendo via Ailliaud Augusto, oppure godersi il centro prendendo la via a destra che si chiama via XX Settembre, che poi sbuca in piazzetta Santa Maria...da qui si può prendere via Porta Ferrata per poi godersi piazza Conte Rosso, ecc.

Ma veniamo al doppio pericolo:

dopo aver percorso la strada collinare di Buttigliera Alta e Rosta, entro nel centro storico di Rivoli e dopo pochi metri da una viuzza spunta un'auto che non solo non mi dà la precedenza, ma neanche mi ha guardato... poi però la donna al volante si è scusata (anche stamattina una tizia che ha lasciato libera la sua cagnaccia si è scusata dopo che stava aggredendo il mio cane... ma anziché scusarsi non potrebbe agire in maniera razionale, da persone prudenti, educate? Non è mica faticoso!), ma non finisce qui perché dopo ulteriori pochi metri ecco un'auto che occupa metà via... e giusto qualche secondo prima del mio passaggio, il passeggero posteriore apre la portiera.

Ma cazzo guarda prima di aprire, mica vivi nel deserto...

E giù bestemmioni!!!

Nel tratto di salita successivo (purtroppo le bici non possono passare da via Piol) mi sono ritrovato quell'auto dietro ma mi sono piazzato in mezzo (anche perché la strada sul lato destro, ma non solo, era una merda!) e non ha fiatato. 

Giro soddisfacente, a parte quella rottura di palle dei rettilinei torinesi (corso Settembrini e strada del Portone che non ho mai sopportato), che mi hanno fatto ipotizzare l'uso del treno per scendere a Rosta per potermi poi sparare qualche bella salitella in Val Sangone.

Ho migliorato diversi miei tempi, Strava ne è testimone, e ho fatto il mio 2° miglior tempo di sempre sui 50 km (in tot. oggi ne ho fatti 60).

Ah, una cosa che non mi piace della bdc è, oltre a sentire tutte le asperità del terreno (in giro c'è un quantità di buche impressionante, anche profonde), l'assenza di una comunità: in mtb ci si saluta sempre, si creano amicizie, ecc., su strada zero, pochi si salutano e cmq ognuno tira dritto per la propria strada senza neanche chiedere "Come va, dove vai oggi?" 

martedì 5 maggio 2026

Segmento Strava Moncalieri-Revigliasco

Ho scoperto l'esistenza di un segmento su Strava molto interessante che parte da Moncalieri e arriva a Revigliasco, ma non passando da Strada Revigliasco, bensì da via San Pietro a Moriondo, che poi diventa strada Roccacatene e via Trofarello:

si chiama Borgo Navile-Revigliasco; 

si parte dall'inizio di via Cavour e si percorre tutto il rettilineo fino a Moriondo (poco prima di Trofarello);

poco dopo Capello Cycling, si svolta a sinistra in via San Pietro e si va su verso Revigliasco, pedalando su una strada stretta e con 0 traffico (almeno, quando ci sono passato io era così!), che alterna tratti abbastanza ripidi ad altri pianeggianti;

una volta sbucati in Strada Revigliasco, si tira dritto, però ocio perché bisogna attaversare questa strada nel bel mezzo di una curva!;

si tira dritto in salita passando dal cimitero di Revigliasco e da una piazzetta col Punto Smat per l'acqua e dopo poco si entra nell'abitato di questo paesino, pedalando anche in un pezzo di pavé.

Lunghezza: 8,93 km

Dislivello: +198 mt

Utenti Strava che lo hanno percorso storicamente: soltanto 14!

Davvero strano, e che peccato, perché mi piace davvero tanto. Ma il fatto è che molti passano dalla strada principale perché più comoda, più famosa, la si prende in 'automatico' per poi andare o alla Madda o verso Chieri passando da Pecetto.

Beh, cmq vi consiglio di fare questa strada così rimpolpiamo questo segmento di utenti con nuovi tempi! 

domenica 3 maggio 2026

Revigliasco e Pecetto: salita e discesa fantastiche

Dopo l'allenamento in ZONA 2 (bassi battiti cardiaci) in pianura con la MTB per i miei 3 parchi urbani preferiti, ovvero Colonnetti, Boschetto e Vallere, passando anche dal lungo Po di Italia 61, ecc. (totale 34 km ca.), oggi ho replicato la distanza, ma in collina con la BDC.

Sono salito prima a Revigliasco, entrando nel paesini, poi a Pecetto T.se, arrivando all'incrocio tra strada Eremo e via Circonvallazione.

Mi piace molto vedere i paesini, ma un po' come si dice per Venezia, mi piacciono, ma non ci vivrei! Discorso diverso se potessi permettermi un villone con mega giardino eheh 

La strada che ho preso per iniziare la salita è meravigliosa:

0 AUTO, soltanto 2 cavalli e 2 pedoni, ahahah, assurdo ma vero!!!

Non ho quindi preso la classica strada Revigliasco da Testona, ma via San Pietro da Moriondo, al limitare di Trofarello, che poi diventa strada Roccacatene che poi spunta in strada Revigliasco (alla 4^ curva di questa).

In certi tratti è bella pendente, ma fa piacere percorrerla perché stretta, in mezzo alla campagna, a volte si è sotto gli alberi posti su ambo i lati e poi oggi non è passata un'auto che sia una!! C'erano solo 2 pedoni e 2... cavalli, che bello! Sì, bello, a parte i merdoni che hanno lasciato per terra che puzzavano alla grande ahahah

Quindi bella la salita, ma la discesa?

Giri in bici a Torino per chi vuole poi darci dentro

GIRI IN BICI PER TUTTI!!!

Molte persone prendono la bici per passatempo e poi continuano a fare i soliti giri ai 2 all'ora dietro casa senza alcun entusiasmo.

Io voglio stimolarle mostrando alcuni semplici itinerari su strada praticamente adatti a tutti, che inizialmente ognuno farà con la propria velocità di crociera.

Percorsi che le porterà a vedere nuovi orizzonti con le proprie gambe e a volersi allenare con sempre più costanza, per rifarli meglio o per fare giri più lunghi, con più dislivello, ecc.

Per chi non è avvezzo all'uso delle mappe per cercare, trovare, valutare le più diverse strade e stradine, la prima cosa che consiglio di fare consiste nell'evidenziare i paesi più belli o che si conoscono meglio, e che si vogliono raggiungere in bici, prendendo le strade più dirette, per poi valutare eventuali percorsi alternativi.

GIRO 1: AVIGLIANA

Da Torino si passa da Beinasco, Orbassano, Bruino, Sangano e Trana, da qui si pedala affianco ai 2 laghi e si raggiunge Avigliana. Per tornare indietro o si rifà la strada dell'andata o si può fare un po' di saliscendi passando da Buttigliera Alta, Rosta e Rivoli (in alcuni tratti c'è la pista ciclabile che fino a pochi anni fa non era presente, quindi quel tratto che per alcuni poteva sembrare pericoloso, ora lo è molto meno).

Da Beinasco si può prendere la pista ciclabile che porta fino a Sangano passando da Rivalta, ma ovviamente è meno dritta e presenta in alcuni tratti delle belle radici affioranti che possono dare fastidio.

Dopo il Lago Piccolo si può svoltare a sinistra per prendere la strada che costeggia da Ovest il Lago Grande.

Non indico lunghezza precisa e dislivello perché andando piano lo si fa, però siamo intorno ai 50 km. 

GIRO 2: PINEROLO

Anche qui si passa da Beinasco e Orbassano per poi invece proseguire verso Piossasco (si può prendere via 1° Maggio da Tetti Francesi oppure via Nenni + via Rivalta). Qui si prende la strada principale, ovvero via Pinerolo, al cui termine inizia la ciclabile che porta appunto a Pinerolo, partendo da via Berchet.

Anche in questo caso la ciclabile allunga un po' il percorso, ma passare da lì anziché dalla statale è tutta un'altra cosa, dà la sensazione di un piccolo viaggio in chissà qualche campagna, vallata.

Questo giro può arrivare anche a 80 km, ma una famigliola tranquilla partendo al mattino presto può farlo senza problemi anche perché in questo caso non ci sono salite e collinette da affrontare in mezzo al traffico. 

Ovviamente, come anche nel caso precedente, bisogna essere certi che la bici sia perfettamente funzionante e che il proprio sedere sia abituato al sellino!

GIRO 3: CHIERI

Qui siamo nella nostra mitica collina di Torino e questo giro può dare soddisfazioni presenti e future a chi vuole o vorrà darci dentro con profitto con la bici da corsa, perché presenta in pochi km un buon dislivello e delle belle discese.

Si deve passare da Moncalieri per poi salire a Revigliasco (o dalla strada classica dove passano tutti i mezzi a motore, cioè strada Rev., o da via San Pietro/strada Roccacatene a Moriondo, a 2 passi da Trofarello) e Pecetto T.se.

Si può fare un giretto sia a Rev. che a Pec. prima di proseguire verso Chieri.

Il primo tratto di salita, quello più lungo, è quello più regolare, mentre la 2^ parte che porta a Pecetto è più pendente.

Per raggiungere Chieri bisogna prendere Strada Chieri. Si riconosce la strada dalla presenza, all'inizio, di un distributore di benzina di buone dimensioni a Pecetto.

La strada però poi non è il massimo per i cicloturisti perché le auto sfrecciano e non è molto larga, infatti la consiglio a chi vorrà poi darci dentro con la bici da strada, non alle famiglie. 

In alternativa, ma con la MTB o gravel, ci sono altre strade che portano a Chieri da Pecetto, come strada della Moglia (da San Felice), strada della Luigina e strada Vallero.

Chieri è urbanisticamente parlando un casino... se riuscite, passando da Piazza Duomo per poi salire alla chiesa di San Giorgio (via San Giorgio) 

GIRO 4: GASSINO T.SE

Per chi vuole rimanere vicino alla città confrontandosi con la pianura e un lieve dislivello, ammirando in parte la collina, e dandosi cmq un obiettivo di discreto livello, in vista di obiettivi maggiori, c'è appunto il paese di Gassino che arriva un bel po' dopo San Mauro. 

Da Torino Sud sono circa 25 km, quindi il giro sarà di circa 50 km.

Per raggiungere San Mauro si può pedalare su una lunga pista ciclabile che passa anche dal parco del Meisino che può presentare tratti in leggero sterrato e, dopo questo paese, prendere - ma io non l'ho mai preso, la pista dell'argine nord (e poi sud) del canale Cimena, che poi diventa strada delle Alpi e che porta alla 1^ rotonda di Gassino.

Oppure si può cambiare destinazione, puntando al parco fluviale del Po a Settimo T.se, dove c'è un bel laghetto, sopra cui passa la ciclabile Venezia-Torino!

Per arrivarci bisogna passare dal famoso ponte di San Mauro e subito dopo svoltare a destra nella ciclostrada VenTo che se non ricordo male è sterrata.

sabato 2 maggio 2026

Ciao Alex, non dimenticherò mai il tuo sorriso

Negli ultimi anni si è parlato poco di Alex Zanardi, a causa della sua assenza dalle gare, dagli eventi, in TV, ecc., per via delle complicanze succedete al grave incidente con un camion avvenuto nel 2020 durante un gara di beneficenza.

Soltanto ora con la sua prematura morte si torna finalmente a parlare di lui, delle sue grandi caratteristiche: forza, energia, coraggio, resilienza, resistenza, propositività, positività, ecc., ma soprattutto alla sua voglia di abbracciare il prossimo e il mondo.

Sapere che ora quei suoi occhi e sorriso dolcissimi non ci saranno più mi fa davvero male al cuore, sto piagendo come se avessi perso un amico, perché sono davvero poche le persone come lui!

Che la sua morte ci spinga a sorridere al prossimo anche quando magari si comporta male, ci fa un torto, ecc. 

venerdì 1 maggio 2026

Primo allenamento Pogi Style completato!

E come da programma, oggi ho effettuato il mio PRIMO allenamento in stile Pogacar, per modo di dire eh... perché sto seguendo le indicazioni per ora piuttosto semplici fornitemi da Gemini.

La 1^ uscita con lui come coach è stata molto semplice:

40 km se con BDC o meno se con MTB, come nel mio caso odierno (34 km), in pianura quasi tutto in Z2, e così è stato.

La sensazione è stata molto buona dall'inizio alla fine, sensazione di scorrevolezza senza problemi, senza intoppi, senza foga, usando un rapporto leggero nei piccoli strappi che ho incontrato nel mio percorso 'URBAN GREEN' (sono passato per 3 parchi facendo un po' di sterratino). 

Andando in Z2 vivi meglio la pedalata e quando torni a casa hai ancora energia. Ma finché si fanno pochi km è anche normale... vedremo più avanti.

Domenica, ad esempio - ma non so ancora se al mattino o al pome, punto a compiere la 2^ uscita di allenamento, salendo questa volta in BDC a Pecetto Torinese (chi vuole unirsi me lo faccia sapere lasciando un commento qua sotto!!!), stando tra la zona 2 e la 3, che consiste nel respirare sempre e solo dal naso potendo parlare.

Io non sono mai stato metodico: prendevo e andavo in base alle sensazioni del giorno e agli obiettivi che magari non avevano senso... Ora voglio provare a rispettare le indicazioni di Gemini e al termine delle 4 settimane vedremo se mi sentirò agile, forte, veloce e resistente. 

giovedì 30 aprile 2026

Basta ora si torna a fare sul serio

Sì, ok, fatte prime salite, tutto bene, migliorato i tempi, fatti altri 2 giri di fondo, tutto bene, ma la strada per la condizione migliore per poter godere in salita è ancora lunga, bisogna concentrarsi e darci dentro. Non siamo mica motociclisti che acceleriamo senza fatica potendo fare 200 km in un giorno ad inizio stagione.

Per cercare di organizzarmi al meglio, considerando che non ho mai corso in alcuna società nè di bdc nè di mtb, ho chiesto nientepopodimenoche a Gemini di crearmi un mini allenamento sullo stile di Pogacar per gestire al meglio le mie energie e poter scoccare la freccia nei momenti e punti clou.

Sicuramente questa tabella composta da appena 4 settimane verrà poi completata da altri allenamenti inerenti la forza/resistenza, ma per ora cerco di seguire le sue indicazioni.

Nella 1^ settimana 2 uscite di pochi km, una in pianura e una con salita fattibile da fare a ritmo costante, senza scatti, infine una 60ina di km in piano con qualche strappetto, quindi direi zona Avigliana.

Nella 2^ settimana di nuovo pianura corta in Z2 con, però, una manciata di scatti a tutta da 30 sec. l'uno; giro di 40 km con però un dislivello notevole, di almeno 500 mt, salendo in Z3/Z4 in salita, uhm...; il 3° giro consiste nel fare un lungo di 80 km ca. in Z2, ma con un finale in crescendo.

Nella penultima settimana un 45 km agile in pianura con alta cadenza; poi 50 km in Z3, veloce ma sostenibile; infine ecco un tappone da almeno 90 km in cui andare regolari

Nell'ultima settimana, scarico totale, con un'uscita breve di 25 km molto agile, poi 30 km idem, infine 45 km godendosi la velocità.

Pogacar dice che per andare veloce, devi andare per tanto tempo piano. Mentre se vai sempre a tutta, il tuo metabolismo diventa zucchero-dipendente, mentre in Z2 crei i mitocondri che ti permetteranno tra 1 mese di spingere il 20% di watt in più allo stesso battito cardiaco.

mercoledì 29 aprile 2026

Dopo il gonfiore di pancia altre sfighe!

Ritorno ancora sull'argomento fastidi intestinali causa lattosio infingardo ficcato da tutte le parti!

Lunedì sono riuscito a viaggiare tranquillamente in auto per il mio lavoro, ma questo perché prima di partire ho effettuato ben 3 scariche in bagno ahah

Martedì ho giocato poco più di 1 ora a tennis-tavolo, ma non mi sentivo lucidissimo e infatti ho smesso ben prima di ciò che sono solito fare.

Mercoledì, cioè oggi, ho preso una MTB front che non usavo da metà ottobre e a parte dovermi riabituare al suo peso e alla sella, ecco che:

avendo ancora in lavaggio il mio completino, mi sono vestito con pantaloncini normali, maglietta maniche corte e sopra quella a maniche lunghe, che sono leggere, però soprattutto la 2^ non è traspirante, e con l'umidità che c'erano ho sudato facendo ben poco (in tot. stamattina neanche 30 km).

Ma perché ho fatto così pochi km?

Perché oltre a questi fastidi, avevo la sella che si abbassava (giorni fa ci avevo messo la pasta e poi non avevo chiuso bene con la brugola, che oggi ho lasciato in garage perché pensavo non mi servisse), e di nuovo la pancia gonfia che mi ha dato sensi di nausea per tutto il giorno (forse solo ora dopo cena mi è passato).

Ma non finisce qui, perché nelle mie intenzioni c'era l'idea di tornare ad Avigliana, ma quando ho notato nell'insopportabile rettilineo di strada del Portone il vento contro, non ci ho più visto e sono tornato indietro ripiegando su Nichelino e Moncalieri in cui ho fatto 2 commissioni.

Ora spero soltanto di stare bene domattina per poter nuotare in santa pace e soprattutto per poter effettuare almeno 1 sprint(ino) sui 50 metri. 

domenica 26 aprile 2026

Oggi niente giro gravellino

No, ma che pa..pizza, non è possibile, sono di nuovo vittima del lattosio.

Pochi giorni fa non mi successe nulla mangiando certe brioches di cui vado ghiotto, stavolta invece mi hanno buttato giù in maniera inusitata.

Non che oggi volessi fare chissà che cosa dato che domani devo guidare l'auto a lungo e poi martedì spero di andare a nuoto, però anche solo un piccolo giretto un poco gravelloso e tranquillo sì... ma aprile non è ancora finito e ho ancora un po' di tempo per rimpinguare le mie stats! 

sabato 25 aprile 2026

Altri 50km in bici

Questa settimana ho fatto una bella scorpacciata di sport e forse non è ancora finita:

2 pedalate per più di 100 km con la bdc andando sempre in zona Avigliana, ma cambiando itinerari, ping-pong e nuoto.

Ma veniamo all'ultimo giro in bici:

anche stavolta ho voluto anzi dovuto prendere la bdc sia per motivi di allenamento sia perché dovevo fare una piccola commissione ad Avigliana e quello era il mezzo ideale per fare veloce.

Partendo da Torino Sud anziché passare da Beinasco e Orbassano come lunedì, giovedì sono passato da Rivoli, dovendo prendere quindi Strada del Portone che in teoria ha una bella e lunga pista ciclabile, peccato che sia in condizioni pietose. La puoi fare tranquillamente con una mtb o una gravel, ma cone una bdc specialmente con i copertoni stretti come i miei da 23 no, è una tortura, allora sono andato su strada tanto non c'era praticamente nessuno.

Dato che volevo allenarmi in pianura e nei rettilinei questa settimana, ho deciso non di passare da Rosta ma di tirare dritto per corso Susa dopo Rivoli, quello stradone largo e lunghissimo che dopo Rivoli presenta una bella discesona con 2 curve... Beh mi è piaciuto molto, a parte la penultima rotonda prima di svoltare verso Avigliana perché dallo svincolo non spunta un'auto che non mi dà la precedenza e neanche rallenta? Al che ho urlato come una bestia e l'ho raggiunto, tanto era in coda, e urlato alla tizia: OOOU NON DAI LA PRECEDENZA?

E quella che aveva come prima lo sguardo da pesce lesso totalmente inespressivo, stavolta almeno alza la mano per scusarsi e io le dico, ma non potevi chiederlo prima?

Ma come fa ad avere la patente? Non era una vecchia rimbambita, bensì una 20enne. E non era al telefono!

Al ritorno invece sono passato da Rosta con tutto quel bel saliscendi, beh non male, sempre simpatico e queste salitelle le ho affrontate con una pedalata leggera, pur riuscendo a fare tempi migliori degli scorsi anni.

A proposito di tempi, pur non essendo certo uscito per tirare forte ma solo per scaricare il giro dell'altra volta e il nuoto e mettere km nelle gambe, ecco che anche stavolta sono migliorato in diversi segmenti Strava! Involontariamente vado più veloce di anni fa per il semplice fatto che quest'inverno ho corso e nuotato molto. Ma poi vedremo nelle salitone in collina... aiuto!