Il Giro d'Italia 2026 è terminato e, come sempre, i giornalisti e gli organizzatori, i presidenti della Federazione Ciclistica, della lega di questo o quel settore/campionato non so bene cosa, perché io non ho mai partecipato ad alcuna gara quindi perdonatemi l'ignoranza a proposito di chi governa il ciclismo, non hanno fatto altro che lodare l'Italietta.
Ah quanto è bella, ah quanto siamo bravi a far passare il Giro di qui e di lì, abbiamo mostrato le tante bellezze, avete fatto bene a far una tappa a Milano e quella conclusiva a Roma, dovrebbero alternarsi, un anno finale a Roma perché è la capitale, l'anno dopo a Milano per via della Gazzetta e così via, grazie a Milano e Roma il Giro bla bla bla
Insomma, una sfilza di banalità a non finire, per non parlare del tifo per i corridori italiani, come se il Giro d'Italia fosse una sorta di Mondiale, quando invece è una sfida tra squadre e corridori che possono essere di qualsiasi nazionalità e in numero casuale, quindi il prossimo anno potrebbero benissimo non esserci né corridori italiani né squadre italiane (quest'anno mi pare fossero soltanto 2, grazie soltanto alle wild cards dell'organizzatore!).
La tappa di Milano è stata ritenuta da alcuni corridori come pericolosa.
Quella di Roma, essendo l'ultima, e in piano, è come sempre totalmente inutile.
Quindi perché focalizzarsi su queste 2 città, senza menzionare Napoli in cui è passato il Giro quest'anno?
Perché non ricordare le bellissime tappe in Torino e provincia? Nel 2024 fu ottimo il percorso in zona San Vito e lungo il Po, mentre l'anno prima (o 2?) ci fu la salita alla Sacra di San Michele.
Ma a parte le grandi città, il bello del Giro sono tutti i paesini in festa attraversati e ovviamente le folli oceaniche nelle salitazze di montagna.
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