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Visualizzazione post con etichetta bici da strada collina torino. Mostra tutti i post
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sabato 5 maggio 2012

Bici: salite per il colle della Maddalena (Torino)

Anche questo fine settimana il tempo è brutto (eufemismo!) e allora mi diverto un po' con le mappe...

QUI trovate tracciate le strade che, descritte velocemente da me, portano al colle della Maddalena della collina torinese. 

Salita da piazza Zara

Il tratto più duro compare dopo aver superato Cavoretto. Brevi tratti anche del 14-15% (strada Tetti Gariglio e Strada della Viola).


Giunti a questo primo bivio possiamo optare per ambo le strade; c'è però da evidenziare come quella a destra sia più ripida!


Quando dinnanzi a noi compare questo palazzo, se vogliamo toccare Cavoretto proseguiamo dritti (1), altrimenti svoltiamo in Strada Val Pattonera, con la strada che salirà rapidamente e ripidamente.

Questo invece è il tratto più duro: se svoltanto nella strada "1", che poi sarebbe Strada Tetti Gariglio, incapperete in una pendenza del 15% circa! Anche la strada "2", Strada della Viola, è ripida, ma non da subito.
Ecco un altro bivio, quello che ci porta al Colle della Maddalena:

Noi arriviamo da Strada San Vito Revigliasco e dobbiamo compiere questa curva a gomito come disegnato sopra.

Salita da strada Val Pattonera:
Fin da subito salita molto faticosa e costante.
Poco prima del quadrivio Raby si placa un po' e poi ricomincia la salita al fianco del parco della Maddalena.
Sconsiglio però di compierla in salita per via di un tratto abbastanza stretto e per le auto molto veloce che può generare brutti incidenti, anche per via del fatto che in un punto il manto stradale è rovinato e ci si deve spostare in mezzo alla carreggiata..

Salita dal ponte Isabella:
Inizio brutale che si mitiga verso la chiesa di San Vito per poi ricominciare a far disperare i ciclisti fino al quadrivio Raby.
Attenzione, dopo questo incrocio, al tratto di strada stretto e rovinato in cui il traffico può essere intenso e alle auto che, ahimè, transinato veloci.

Salita viale Seneca:
Ingresso da via Gatti, via inizialmente molto stretta e molto ripida che poi si allarga e in viale Seneca diventa più abbordabile.
Strada tranquilla per via del poco traffico.

Salita Val Salice:
Ingresso da viale Thovez, il quale non sembra molto pendente ma se affrontato con decisione può farci sprecare preziose energia in vista del successivo tratto di salita in Val Salice.
La Val Salice è una strada mediamente trafficata, ci passa anche un pulman, ma è abbastanza larga, specie dopo il primo tratto.

Salita dal castello di Moncalieri:
Partenza dal castello dove si trova un primo tratto di salita davvero bestiale, anche se a dire la verità anche il proseguo condito da qualche bel tratto panoramico.
Attenzione in discesa, specie se si utilizza una specializzima, ad alcuni tratti rovinati.

Salita dai Cunioli Alti:
Strada, anzi stradina, conosciuta da poche persone che vogliono soffrire e basta!
Prima del suo termine si può svoltare a destra per unirsi alla strada che sale da Moncalieri o, al termine, si può salire alla Maddalena da sopra Cavoretto.

Salita da Strada del Fioccardo:
Praticamente è un bel e stretto rettilineo molto pendente, divertente da compiere in discesa per via della vista sui boschi a sinistra, anche se può essere pericolosa per via, in alto e a metà, della presenza di passi carrai.

giovedì 3 febbraio 2011

Ritorno alla Maddalena

E' il primo inverno che pedalo con costanza ed è la prima volta che a Febbraio (più precisamente il 2) mi sono avvicinato così tanto al Colle della Maddalena della collina di Torino (in realtà l'avrei potuto raggiungere benissimo, ma ho preferito scendere a metà del parco per non prendere troppo freddo e scendere troppo stanco).

Il giro l'avevo già descritto in Luglio (clicca qui), quindi ora mi soffermo soltanto su com'è pedalare d'inverno in collina.

Fondamentalmente è come pedalare in pianura, infatti in una bella giornata di sole le condizioni climatiche non variano molto e, considerando che si pedala in salita, anche un grado in meno è il benvenuto.

Si sale bene, perciò sconsiglio un abbigliamento pesante verso cui molti novellini della pedalata invernale potrebbero indirizzarsi (io fin dai primi di gennaio ho optato per una maglietta a maniche corte con sopra una mantellina + paraorecchie + calzamaglia), siccome ci pensa già il corpo a produrre calore.

E' in discesa che si sente la differenza, specialmente dopo una nevicata:
le porzioni di strada costantemente o quasi in ombra, anche dopo giorni dalla nevicata o dal rovescio d'acqua, risultano bagnate e sicuramente in molte zone il manto presenterà buche (non è il caso di questo giro, siccome le buche che si trovano ora dopo il quadrivio Raby ci sono da anni..), quindi bisogna prestare ancora più attenzione, anche perchè nelle zone poco trafficate alcuni automobilisti si divertono a viaggiare a velocità sostenute anche in salita; il mio consiglio è prima di tutto quello di stare completamente sulla destra in questi tratti di strada distrutti e poi eventualmente di girare il volto per vedere se arriva qualcuno (ma soprattutto evitate di portarvi dietro gli auricolari!) per capire se c'è la possibilità di spostarsi verso il centro della carreggiata (ma non è detto che anche lì non ci siano buche..).

Bagnato e buche dunque i pericoli maggiori.
Da non sottovalutare il freddo
che compare per ovvie ragioni in discesa e che può bloccare i nostri movimenti, portandoci ad irrigidirci al punto tale da non essere reattivi e preparati nelle curve dove bisogna sempre spostarsi un pò per prendere la traiettoria migliore e inclinarsi.

Per il resto, un altro mio consiglio è di portarsi dietro una seconda maglietta più una felpa per la discesa e di usare sempre e comunque gli occhiali da sole: anche se siamo d'inverno, quando è dinnanzi a noi (o anche di lato) i suoi raggi picchiano contro i nostri occhi.