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Visualizzazione post con etichetta di traffico si muore. Mostra tutti i post
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domenica 2 maggio 2021

In Olanda tutti in bici a scuola

Guardate questo breve video sulla mobilità ciclabile ad Amsterdam...

Cosa notate?

Non notate niente di interessante?

Io invece sì. Ecco due screenshot che ci mostrano 2 dati incredibili:

 

il 75% dei teenager va a scuola in bici, mentre da noi in Italia con i mezzi pubblici, le auto e gli scooter;

 

il più basso numero di ciclisti morti in incidenti stradali, nonostante gli olandesi siano quelli che percorrano più chilometri. Nei Paesi Bassi muoiono circa 11 ciclisti per ogni miliardo di km percorso, mentre negli USA ben 44, nonostante una persona media in un anno percorra soltanto 47 km.

Come mai? Semplice: in Olanda ci sono tantissime strade dedicate alle bici (non semplici piste strette inserite a casaccio), pochi usano l'auto e chi lo fa ha rispetto per tutti gli utenti della strada.

venerdì 28 settembre 2012

300km di coda


In Brasile ci sono città in cui è possibile ammirare lo spettacolo di 300km circa di code stradali, tutto ciò grazie alla crescita economica che ha portato tanti bei soldi alle famiglie che hanno fatto il pieno di automobili convinti di ottenere libertà! Ma quale libertà? Quella di andare a lavorare lontanissimi da casa per rimanere bloccati in mezzo ad altre scatolette col motore?

Gli unici a guadagnarci sono gli industriali e gli Stati (tasse, imposte).

Aumentano i soldi, ma diminuisce il benessere, eh sì, perchè da veri patriarcal-capitalistici siamo convinti che il benessere faccia rima con una maggiore quantità di cose possedute (che tristezza, non vi sentite degli animali il cui unico scopo è quello di prendere più cibo possibile? Non c'è niente di diverso dalla loro banalità naturale, non sentitevi superiori se al posto delle ghiande e bacche collezionate auto, orologi, case, iphone, ecc.), quando invece dovrebbe consistere nel poter fare ciò che ci fa vivere serenamente, ma se siamo obbligati a partecipare a quest'abbuffata innaturale, antivita, costosa ed inquinante, si è solo complici di un omicidio planetario, altro che crescita del benessere.
Tutte balle dei potenti che vi comandano attraverso quello schifoso mezzo che si chiama TV.

venerdì 20 luglio 2012

Torino: sit-in in ricordo di Gianmatteo

Stasera a Torino, dinnanzi al Municipio, si terrà un sit-in di protesta di un folto (si spera) gruppo di ciclisti urbani (ovvero coloro che usano la bici in città al posto di auto, moto e bus) per protestare contro questa città che, come tutte le altre italiane, è solo a misura di auto e non di bici, nonostante i km di piste ciclabili.

Ma cos'è successo di preciso per scatenare questa protesta?
Il 18 luglio, un ragazzo è stato investito da un'automobile mentre si stava recando al Parco Ruffini, attraversando la strada sulle strisce ciclopedonali che dalla pista ciclabile di corso Rosselli, portano appunto in questo parco pubblico. Ha aspetto il verde, è passato, ed è stato violentemente spinto e sbattuto a terra da questo mezzo a motore. Il guidatore è scappato, penso per lo shock, ma dopo poco s'è recato dai carabinieri per auto-denunciarsi.

Io, per evitare di fare una brutta fine, cerco di farmi vedere e di comportarmi come un auto. Se una pista ciclabile non mi ispira, non la percorro (anche se per la legge sarei invece obbligato a farlo.. bah!), ma soprattutto non attraverso col verde come se questo fosse per forza sinonimo di sicurezza: come diceva la mia maestra alle elementari, in bici bisogna avere 8 occhi e 4 orecchie, senza dimenticare il fatto che in un certo senso bisogna prevedere le mosse delle auto. Se si è consci dei pericoli, si starà molto più all'erta e si saprà che movimenti fare.

Comunque, avete purtroppo potuto notare come passare col verde sia pericoloso, anche se pedoni e bici, come le auto e mezzi a motori vari, sono obbligati a passare solo col verde. Ma io un altro recente post ho appunto scritto che un ciclista, per salvarsi la vita, non deve tanto badare al codice della strada, quanto al suo buon senso: se in un piccolo incrocio non c'è nessuno, e se so che col verde le auto non solo andranno nella mai direzione, ma svolteranno pure, beh, io passo col rosso senza alcun problema, perchè prima che alle regole, tengo alla mia vita!

mercoledì 18 luglio 2012

Nudo, blocca il traffico in Cina

I giornalisti parlando di un signore che blocca il traffico gettandosi sui veicoli o più semplicemente sdraiandosi per terra, usano anche il termine "malato di mente".

Ah, lui? Io pensavo che con questo termine si potessero additare i milioni di cittadini che comprano ed usano ogni giorno l'auto, da veri schiavi di un sistema economico che distrugge i rapporti umani e l'ambiente, oltre ad annientare un altissimo numero di vite umane e anche animali.

venerdì 13 luglio 2012

Ieri 3 giovani morti ammazzati sulle strade

Ieri due ciclisti e un pedone sono morti ammazzati dai mezzi motorizzati (alla faccia di chi sui giornali scrive per lamentarsi delle bici sui marciapiedi o altri finti problemi per non badare al sodo, cioè al pericolo delle auto, furgoni e tir). Anzi, sono morti un ragazzo appena maggiorenne, una ragazzina e una ragazza..

Il ragazzo è morto in allenamento, era su strada con un suo compagno e con un dirigente sportivo in auto, quando è scivolato ed un furgone dietro l'ha travolto..

La ragazzina, di appena 13 anni, era anch'essa in bici ed è stata travolta mentre attraversava la strada a poche centinaia di metri dalla sua casa..

La ragazza è stata ammazzata di sera /notet mentre attraversava sulle strisce assieme al suo ragazzo. Il tir non l'ha vista, l'ha schiacciata con ttute le ruote anche del rimorchio sotto gli occhi del fidanzato e di altri passanti scioccati! Il camionista non s'è fermato ma è stato prontamente arrestato dalla Polstrada.

Ieri notte sapevo solo delle prime due tragedie e non riuscivo ad immedesimarmi nei genitori e amici di questi ragazzini e ne loro dolore, è una cosa indescrivibile e inimmaginabile che nessuno dovrebbe mai provare.
E stamattina leggo anche di un'altra ragazza ammazzata per colpa delle strade, dei motori..

Ma gli spot e gare di auto rombanti, oltrechè di alcol, continueranno ad esistere..

venerdì 15 giugno 2012

La mia lettera a Specchio dei Tempi: Le città sono pericolose per le bici


"Le attuali strade e città, specie del Sud Europa, sono state create a misura d'auto, non di bici, infatti soltanto negli ultimi anni è stata estesa la rete di piste ciclabili che in molti casi serve più che altro a togliere le bici dalle strade per far viaggiare meglio le auto, anzichè il contrario. 
Io uso sempre la bici e vorrei che tutti rispettassero le regole, ma viste certe piste, certe strade e il traffico motorizzato, non mi stupisco nel vedere ciclisti sui marciapiedi. Chi si lamenta dei ciclisti dovrebbe rammendare una cosa: un ciclista se infrange le regole non ammazza nessuno, un automobilista sì.
Fuori città è la stessa cosa: volendo fare un viaggio cicloturistico per l'Italia, prima farei bene a stipulare una polizza vita."
Firma

giovedì 14 giugno 2012

Contro la propaganda del rispetto delle regole

Quante volte i ciclisti son stati additati come non rispettosi del codice della strada, dando loro l'onere degli incidenti (ma quali incidenti, se ogni giorno ci sono decine di morti e feriti nelle strade, si deve parlare di normalità dettata dalle pesanti lamiere e velocità, potenza dei motori che andrebbero considerati illegali!)!

Eppure, se dovessi sempre rispettare il codice della strada, rischierei ogni giorno di non tornare a casa sano come quando sono uscito. Piccolo esempio: domenica attraverso la città per raggiungere un campo sportivo. Noto due incroci pericolosi che restano tali pur fermandosi al rosso e partendo col verde. Perchè? Perchè col verde le auto (e tutti quanti gli altri) possono sia andare dritti che svoltare. Per cui o ci si fare vedere e si rischia, o come dei fessi si aspetta che passi il traffico motorizzato per poi.. stare ancora fermi per via del rosso giunto di nuovo a bloccare il nostro "cammino".
All'andata ho rischiato passando col verde (di solito quando noto l'avanzare delle auto, mi preparo a passare facendomi vedere per nulla intimorito, così gli automobilisti notano il mio incedere sicuro e frenano), al ritorno, invece, sono passato col rosso. Perchè? Perchè di auto non ce n'erano, quindi non rischiavo di creare alcun incidente e per via del problema di cui sopra che avevo riscontrato 2 orette prima.

Sono andato contro la propaganda delle regole da rispettare a tutti i costi, altrimenti sarei ancora lì adesso, in quell'incrocio, o magari sarei all'ospedale, chissà! Ovviamente ho pensato di propagandare anche io, nel mio piccolo, questa mia piccola trasgressione, invitando una signora col figlioletto ad attraversare la strada col rosso in quell'esatto momento per via dell'assenza di traffico, ricordandole che col verde ci sono tante auto che girano e se ne fregano di tutto e di tutti.

Compiendo questa trasgressione illegale (?), ho fatto del bene a me stesso (e anche al prossimo, invitandolo a sviarsi dalle costrizioni inventate per le auto), senza fare del male a nessuno!

giovedì 24 maggio 2012

Automobilisti ubriachi

Ho scritto svariati post sui pericoli in strada a causa del traffico automobilistico, e questa breve lettera comparsa su un giornale ci parlare dell'assurdità (e ovviamente pericolosità) di certe persone che, pur completamente ubriache in pieno giorno, guidano liberamente, senza che vigili e carabinieri facciano qualcosa. Ronf ronf.




venerdì 20 aprile 2012

La città non è per gli umani

Quando non c'erano le automobili, le persone, chiamate semplicemente persone (e non in maniera restrittiva pedoni), stavano dove volevano, infatti sono molti gli anziani che affermano di aver giocato a pallone in mezzo alla strada durante la loro infanzia ed adolescenza. Di mezzi c'erano le bici, comode ma non prestanti, pochi riuscivano ad andarci veloce, e qualche carro trainato al trotto dai cavalli, quindi erano pochissimi problemi per le persone.

Il progresso tecnico, ma solo tecnico, ha fatto sì che dopo pochi anni arrivasse la motorizzazione di massa, ed ecco, poco a poco, l'invasione di auto a cui i giovani e gli adulti di oggi sono abituati da sempre. Le persone diventano pedoni e vengono confinati nei marciapiedi e i ciclisti nelle piste ciclabili.
Il mezzo più potente e quindi  più pericoloso, s'è imposto con la forza. I deboli, pedoni e ciclisti, devono stare attenti ogni volta che fuoriescono dalle loro "gabbie", sono come degli animali negli zoo, vivono bene solo lì dentro, perchè il mondo civilizzato fuori è inospitale per loro (ma in generale tutte le zone del mondo in cui ci sono degli umani, visto che hanno la mania di uccidere gli animali).

Forza non è sinonimo di intelligenza, infatti, nonostante i pedoni possano attraversare la strada solo col verde e solo sulle strisce, non sempre gli automobilisti si fermano: a parte i casi più eclatanti dei pirati della strada che sfrecciano all'impazzata, passano col rosso e fanno manovre da delinquenza pura, anche i più miti automobilisti se ne fregano delle strisce pedonali.
Il codice della strada vuole che si debba rallentare per controllare che non ci sia alcun pedone intenzionato a passare, eppure ogni giorno vedo gente in auto che se ne frega totalmente. Se non fosse per le strisce e i semafori, davvero non oso immaginare come ci si potrebbe muovere a piedi: la natura distrutta, tanto per cambiare, dalla tecnica, al posto dei piedi delle ruote che schiacciano tutto ciò che incontrano.

Gli automobilisti però, quando si sentono sotto accusa, cosa fanno? Parlano della sregolatezza di pedoni che, pensate, osano attraversare la strada sulle strisce addirittura correndo a volte (è vietato? Mah), e di ciclisti per non si sa bene quale motivo. Pedoni e ciclisti sono utenti deboli, se infrangono regole e causano incidenti, sono gli unici che si fanno male quindi peggio per loro (un'auto che sbatte contro una bici si fa un graffio e il guidatore non si fa proprio nulla!), mentre è l'auto che quando va contro le regole a causare danni immensi a pedoni, ciclisti e pure agli altri automobilisti.
Parlano della sregolatezza dei pedoni e ciclisti, ma non capiscono che i semafori, i sensi unici, le strisce pedonali e le piste ciclabili son state create per la presenza sempre più massiccia delle..automobili, ops.
Quando non c'erano le auto non c'era bisogno di tutte queste cose, atte a regolare il traffico sempre più invasivo e distruttivo. Ogni giorno sono almeno 3 le persone che in Italia muoiono per il traffico automobilistico, mica ciclistico!

lunedì 13 febbraio 2012

Cities fit for cycling. Gazzetta+Times

IL MIO SITO

Il Times e la Gazzetta dello Sport
per promuovere un'iniziativa volta a sensiblizzare i politici e l'opinione pubblica verso il problema/opportunità della mobilità sostenibile.
L'iniziativa si chiama "Città sicure per i ciclisti", utopia, ma i giornali vogliono che si passi dalle parole ai fatti.

Clicca qui. (Gazzetta)

PS: i due giornali collaborano perchè ambo hanno sofferto: gli inglesi stanno piangendo Mary Bowers investita, mentre pedalava, vicino alla sede del Times (è in coma..), mentre i milanesi della "Rosa" piangono da ottobre la morte di Pier Luigi Todisco, anch'esso investito mentre si stava recando a lavoro alla sede del giornale.
La Gazzetta riporta anche numeri da brividi:  "L’incidente è tutt’altro che raro visto che 1.275 ciclisti inglesi sono stato uccisi e oltre 25.000 severamente feriti sulle strade inglesi negli ultimi 10 anni. I dati italiani non sono migliori, visto che negli ultimi dieci anni i morti in bicicletta sarebbero 2.556".

mercoledì 18 gennaio 2012

Schiavismo dolce dei moderni industrializzati

Certo che solo nelle zone del mondo evolutesi tecnicamente, le masse di persone possono compiere ogni giorno sempre lo stesso tragitto e non per raggiungere luoghi ameni, come laghi dove pescare, ma per raggiungere spazi grigi, stretti, in cui farsi comandare, pena la morte di fame.

E, come se non bastasse, i mezzi che usano per questi monotoni spostamenti da schiavi, li istigano ad andare non alla stessa velocità dei loro simili, ma a superarli, anche se poi si ritrovano presto, tutti quanti incolonnati e bloccati, e giù di clacson che sopperisce all'impossibilità di comunicare.

Non ho mai visto delle scimmie o dei primitivi incastrati, che si picchiano perchè uno gli ha tagliato la strada o perchè quello davanti non va..avanti, infatti nel loro mondo non devono andare da nessuna parte, al massimo ci sono spostamenti limitati o in territori così vasti (una volta, prima dell'uomo bianco super tecnico che ha privatizzato le terre della Terra!) che è più facile scambiare gesti di pace col prossimo che si incontra, un po' come avviene fra ciclisti in collina o in montagna!

Che mondo triste!!!

giovedì 5 gennaio 2012

5 giorni, 4 morti.

Pazzesco, questa è l'Italia:

5 giorni dall'inizio dell'anno, e già 4 ciclisti morti a causa di incidenti stradali (e 10 pedoni uccisi)!

Link:
A chi tocca
Di traffico si muore