Dopo un po' di anni sono finalmente uscito di nuovo in MTB! L'ho acquistato a metà ottobre ed è una semplicissima FRONT.
Per diversi anni ho avuto delle FULL, una più da Freeride, infatti l'ho usata anche nei Bike-Park come Pila, Bardonecchia, Prali, ecc., e una più da All-Mountain, infatti in salita mi trovavo meglio rispetto all'altra e cambiando i freni, devo dire che andava bene anche in discesa, pur perdendo un po' per via della lunghezza maggiore e dei copertoni più scorrevoli.
Così ieri ho presto questa mia nuova (in realtà usata) MTB Scott e ho deciso di fare un bel giro nella collina morenica di Rivoli.
Non c'era quasi nessuno:
uno che correva con i bastoncini e ad inizio percorso era già affannato e che non mi ha salutato (neanche io, ma per una semplice ragione, stavo sistemando l'altezza della sella e sgonfiando un po' le ruote);
una coppia che corricchiava (senza bastoncini, che in questo tipo di percorso con lievi pendenze non servono a niente);
3 con MTB da XC, quindi tipo la mia + 1 altro nel collegamento su asfalto tra questa collina e quella di Reano.
Il 1° mi ha superato senza salutare, senza neanche fare cenno con la mano o dire che mi stava per sorpassare (ma puoi? Oltre ad essere cafone sei anche scemo, perché devi sempre avvisare);
gli altri idem tranne uno che mi ha salutato leggermente solamente dopo averlo salutato io per primo!
Ma perché??? Già non c'è nessuno, già stiamo pedalando da soli, un cazzo di saluto fallo, no?
Metti che buchi, che ti si rompe la catena. Se non mi saluti col cazzo che mi fermo ad aiutarti.
Della coppietta, invece, mi ha salutato subito la ragazza. Grazie!
Io, visto gli altri 2 prima che non mi avevano proprio considerato, non ho salutato per 1°, cosa che invece faccio sempre senza problemi quando sono a piedi.
E questo è un punto molto interessante:
perché quando si è a piedi nei sentieri CI SI SALUTA SEMPRE, giovani-vecchi-allenati-fuori forma, ecc.? Viene proprio naturale ed è bello così! Tra ciclisti invece la faccenda cambia.
Perché i ciclisti devono salutarsi?
La risposta consiste in una serie di motivazioni che mi sono venute in mente e che secondo me sono giustissime:
1 - sono entrambi appassionati di bici, quindi potrebbero diventare amici;
2 - sono entrambi da soli in un posto naturale dove non c'è nessuno, quindi trovare una persona simile a sé dovrebbe far piacere;
3 - se si è da soli in un posto privo di persone, negozi, officine, ecc., conviene sempre essere gentili col prossimo in caso di bisogno di aiuto.
Questo è ciò che mi è venuto in mente.
Poi ho anche pensato che non mi avessero salutato perché non ero vestito da cross-cauntrista, infatti come sempre ho pantaloncini non attillati e pedali flat.
A proposito di abbigliamento più da AM/FR che XC: quando uscivo con la MTB FULL, in ogni posto ci si salutava e spesso si scendeva insieme, si facevano sempre nuove conoscenze e perfino amicizie. C'è tutto un altro spirito, forse perché per fare XC non serve per forza avere la compagnia, mentre quando si fanno salti e percorsi più impegnativi, è molto importante avere un gruppo pronto ad aiutarti o a infonderti coraggio. Resta il fatto che se NON saluti un tuo SIMILE sei proprio uno stronzo. Manco stessi facendo una gara o ti costasse chissà che fatica fare anche solo un cenno con la testa.
E non sto parlando di conversazione, ci mancherebbe, siamo lì per pedalare, sudare, guidare sopra foglie, radici e sassi, in discesa e in salita, non certo per parlare. Questo può capitare, a volte, arrivati in cima ad un monte. Ma anche in quei casi basta un saluto. Ci sta non avere voglia di conversare col prossimo, perché certe persone sono quasi moleste chiedendoti di tutto e di più, pensando di essere piacevoli e simpatiche. Magari lo sono, ma magari l'altro vuole starsene in pace per riflettere sulla sua vita o per godersi il panorama senza altre persone intorno.
MA IL SALUTO VA FATTO SEMPRE SE SI E' IN 2 GATTI IN QUEL DATO PERCORSO.
Posso capire il non salutarsi nelle piste ciclabili, ma quando sei sullo stesso percorso...
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mercoledì 6 novembre 2019
martedì 5 novembre 2019
Itinerario in MTB #4: RIVOLI - MONCUNI
DA RIVOLI AL MONCUNI IN MOUNTAIN-BIKE
Questo itinerario alle porte di Torino è famosissimo ed è molto semplice:
partendo dal Castello di Rivoli (al fondo menziono l'altro possibile ingresso alla collina di Rivoli) ci dirigiamo verso Ovest pedalando su viale Papa Giovanni XXIII, lasciando alla nostra SX il parco San Grato/Melano.
Continuiamo dritti fino a quando diventa Strada Fontana Costero.
Dopo poco ci troviamo dinnanzi ad un semplice bivio: a SX la strada asfaltata sale, a DX quella sterrata scende. E noi prendiamo quella che scende (anche se per poco).
Siamo dentro la Collina di Rivoli che ci porterà verso quella di Reano.
Troveremo qualche sali e scendi e anche la possibilità di prendere diversi sentieri che, comunque, non si allontanano troppo da quello principale, basta infatti andare sempre verso Ovest.
Giunti allo stagno Pessina, non continuiamo sulla Strada Comunale da Reano a Rivoli, ma prendiamo la Via dei Pellegrini che a differenza della strada di prima, è un bellissimo singletrack.
Come potete vedere dalla mappa, verso la fine del tratto rivolese della via dei Pellegrini, c'è una possibile deviazione sulla DX: non dobbiamo prenderla, altrimenti ci toccherà fare un pezzo in salita su asfalto:
Attenzione al tratto finale prima della strada: è in discesa e dissestato e può dare problemi ad alcuni biker.
Terminata la collina di Rivoli, attraversiamo la strada asfaltata e ci addentriamo nella collina di Reano: alla prima possibile deviazione giriamo a SX per prendere un nuovo sentiero che andrà sempre verso Ovest, pur curvando verso Sud dopo un po'.
Ora dunque la direzione è Sud, per cui dobbiamo tralasciare le varie possibili altre deviazioni.
Dobbiamo stare attenti a trovare il sentiero giusto, perché ce ne sono diversi e alcuni presentano tanti sassi smossi in salita. Se vediamo che il sentiero appena preso non va bene, torniamo indietro e cerchiamo la deviazione giusta.
La stradina che dobbiamo percorrere passa sopra case Canale e le frazioni Fiori e Benna di Reano
Arrivare da qui al Moncuni è molto semplice, basta seguire la sterrata e il sentiero principali.
Prima andando verso Sud, poi virando a Ovest, infine ancora Sud.
Se Mapy ci fa salire dal Bosco delle Radici (che io ho sempre fatto solo in discesa), Komoot ci suggerisce invece di prendere un altro sentiero (evidenziato in blu):
Per scendere dal Moncuni (Monte Cuneo) andiamo ancora verso Sud e poi verso Est, prendendo il sentiero detto dei Sette Punti.
Incontriamo poi il Bosco delle Radici girando a destra e prendendo la strada fatta prima o comunque la strada che va verso le frazioni di Reano. Impossibile sbagliare.
GUARDA LA MAPPA
Ora, come ti dicevo ad inizio post, ti parlo di come entrare in questa bellissima collina morenica di Rivoli, senza dover salire al castello di Rivoli:
se siamo su corso Susa e abbiamo svoltato in corso De Gasperi, alla 1^ rotonda svoltiamo in direzione castello (quindi a SX), ma il tratto in salita sarà veramente minimo, infatti alla 1^ deviazione a DX giriamo, prendendo via Reano che non a caso prende questo nome, perché poi troveremo sulla SX la strada sterrata che ci porta dentro la collina.
Optando per questa scelta, evitiamo la salita non solo al castello, ma anche quella che porta a strada Fontana Costero.
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Questo itinerario alle porte di Torino è famosissimo ed è molto semplice:
partendo dal Castello di Rivoli (al fondo menziono l'altro possibile ingresso alla collina di Rivoli) ci dirigiamo verso Ovest pedalando su viale Papa Giovanni XXIII, lasciando alla nostra SX il parco San Grato/Melano.
Continuiamo dritti fino a quando diventa Strada Fontana Costero.
Dopo poco ci troviamo dinnanzi ad un semplice bivio: a SX la strada asfaltata sale, a DX quella sterrata scende. E noi prendiamo quella che scende (anche se per poco).
Siamo dentro la Collina di Rivoli che ci porterà verso quella di Reano.
Troveremo qualche sali e scendi e anche la possibilità di prendere diversi sentieri che, comunque, non si allontanano troppo da quello principale, basta infatti andare sempre verso Ovest.
Giunti allo stagno Pessina, non continuiamo sulla Strada Comunale da Reano a Rivoli, ma prendiamo la Via dei Pellegrini che a differenza della strada di prima, è un bellissimo singletrack.
Come potete vedere dalla mappa, verso la fine del tratto rivolese della via dei Pellegrini, c'è una possibile deviazione sulla DX: non dobbiamo prenderla, altrimenti ci toccherà fare un pezzo in salita su asfalto:
Attenzione al tratto finale prima della strada: è in discesa e dissestato e può dare problemi ad alcuni biker.
Terminata la collina di Rivoli, attraversiamo la strada asfaltata e ci addentriamo nella collina di Reano: alla prima possibile deviazione giriamo a SX per prendere un nuovo sentiero che andrà sempre verso Ovest, pur curvando verso Sud dopo un po'.
Ora dunque la direzione è Sud, per cui dobbiamo tralasciare le varie possibili altre deviazioni.
Dobbiamo stare attenti a trovare il sentiero giusto, perché ce ne sono diversi e alcuni presentano tanti sassi smossi in salita. Se vediamo che il sentiero appena preso non va bene, torniamo indietro e cerchiamo la deviazione giusta.
La stradina che dobbiamo percorrere passa sopra case Canale e le frazioni Fiori e Benna di Reano
Arrivare da qui al Moncuni è molto semplice, basta seguire la sterrata e il sentiero principali.
Prima andando verso Sud, poi virando a Ovest, infine ancora Sud.
Se Mapy ci fa salire dal Bosco delle Radici (che io ho sempre fatto solo in discesa), Komoot ci suggerisce invece di prendere un altro sentiero (evidenziato in blu):
Per scendere dal Moncuni (Monte Cuneo) andiamo ancora verso Sud e poi verso Est, prendendo il sentiero detto dei Sette Punti.
Incontriamo poi il Bosco delle Radici girando a destra e prendendo la strada fatta prima o comunque la strada che va verso le frazioni di Reano. Impossibile sbagliare.
GUARDA LA MAPPA
Ora, come ti dicevo ad inizio post, ti parlo di come entrare in questa bellissima collina morenica di Rivoli, senza dover salire al castello di Rivoli:
se siamo su corso Susa e abbiamo svoltato in corso De Gasperi, alla 1^ rotonda svoltiamo in direzione castello (quindi a SX), ma il tratto in salita sarà veramente minimo, infatti alla 1^ deviazione a DX giriamo, prendendo via Reano che non a caso prende questo nome, perché poi troveremo sulla SX la strada sterrata che ci porta dentro la collina.
Optando per questa scelta, evitiamo la salita non solo al castello, ma anche quella che porta a strada Fontana Costero.
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lunedì 4 novembre 2019
Itinerario in MTB #6: TORINO - ABBAZIA DI VEZZOLANO
Vediamo come raggiungere la famosa abbazia di Vezzolano (Albugnano) da Torino.
I percosi sono 3.
Mapy.cz ci consiglia di pedalare in pianura fino a Gassino Torinese e da lì prendere la strada asfaltata che sale fino a Cinzano.
Da qui scendiamo verso Berzano prendendo via Francesco Rossi.
Una volta sbucati nella SP16, svoltiamo a DX e poi a SX prendendo una stradina con 3 tornanti che ci consente di imboccare un sentiero che porta direttamente a Vezzolano.
Il punto più alto è Cinzano (481 mt slm). Si inizia a salire veramente in salita poco dopo Rivalba.
Partenza: corso Vittorio Emanuele II
Distanza: 33 km 500 mt circa (è possibile accorciarla, evitando di passare dal Parco del Meisino e di prendere le varie ciclabili e strade secondarie che porta a Gassino evitando la SS590)
Dislivello positivo: 530 metri circa
Tempo: 2 ore e 40 minuti circa
GUARDA LA MAPPA
Se invece si parte da una zona più meridionale di Torino, Mapy consiglia un altro giro:
Moncalieri, Trofarello, Madonna della Scala, Chieri.
Da Chieri si va verso EST prendendo via Buttigliera, superando anche la SP128.
Questa stradina ci porta fino a via San Domenico Savio (da qui la strada inizia a salire maggiormente) che dobbiamo prendere andando verso NORD per arrivare ad Arignano.
Da qui si va a Barbaso, Borelli, Bardell, prendendo poi la strada che sale a Pogliano. Ma qui non ci dobbiamo arrivare, infatti prima troviamo una deviazione a DX per un sentiero che porta all'abbazia.
Distanza: 42 km circa
Dislivello positivo: 650 mt circa
Tempo: 3 ore e 30 minuti circa
GUARDA LA MAPPA
Komoot, invece, ci propone un percorso più arduo:
prendiamo il sentiero 27 da Strada del Cartman, per salire verso la salita asfaltata che porta a Superga da Sassi.
Dopo un bel po' di strada, prendiamo Strada ai Tetti Rocco sulla DX, idem al bivio successivo.
Appena troviamo un sentiero sulla SX, lo prendiamo.
Questo sentiero va verso EST e ci porta ad un posteggio della strada cosidetta "Panoramica" che collega Superga a Pino Torinese.
Da qui si scende verso Palucco e poi Baldissero Torinese su asfalto.
Qui pare che possiamo prendere il "percorso verde di Baldissero" che ci porta al bivio con la strada di Cordova. Qui andiamo verso SUD-EST su asfalto fino a Tetti Valentino.
Poco dopo questa frazione, troviamo sulla SX una sterrata che ci porta al quadrivio di strada Airali.
Prendiamo la strada che va verso EST. Attraversiamo la strada principale, ovvero Via Chieri, e saliamo a Marentino.
Dietro Marentino c'è una serie di sterrate che portano al Lago di Arignano.
Facciamo il giro e proseguiamo verso EST: Barbaso, Borelli (a Sud di Moncucco Torinese) Bardella;
poi verso NORD: Pogliano e Betlemme. Poco oltre questa frazione, ecco il sentiero che porta all'abbazia.
Insomma, questo è un percorso più complicato ma che può dare maggiori soddisfazioni.
Lunghezza: 38 km circa (asfalto: 10 km circa, sentieri: 19 km 500 metri circa)
Dislivello positivo: 870 metri
Tempo: 4 ore e 10 minuti
QUI LA MAPPA
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I percosi sono 3.
Mapy.cz ci consiglia di pedalare in pianura fino a Gassino Torinese e da lì prendere la strada asfaltata che sale fino a Cinzano.
Da qui scendiamo verso Berzano prendendo via Francesco Rossi.
Una volta sbucati nella SP16, svoltiamo a DX e poi a SX prendendo una stradina con 3 tornanti che ci consente di imboccare un sentiero che porta direttamente a Vezzolano.
Il punto più alto è Cinzano (481 mt slm). Si inizia a salire veramente in salita poco dopo Rivalba.
Partenza: corso Vittorio Emanuele II
Distanza: 33 km 500 mt circa (è possibile accorciarla, evitando di passare dal Parco del Meisino e di prendere le varie ciclabili e strade secondarie che porta a Gassino evitando la SS590)
Dislivello positivo: 530 metri circa
Tempo: 2 ore e 40 minuti circa
GUARDA LA MAPPA
Se invece si parte da una zona più meridionale di Torino, Mapy consiglia un altro giro:
Moncalieri, Trofarello, Madonna della Scala, Chieri.
Da Chieri si va verso EST prendendo via Buttigliera, superando anche la SP128.
Questa stradina ci porta fino a via San Domenico Savio (da qui la strada inizia a salire maggiormente) che dobbiamo prendere andando verso NORD per arrivare ad Arignano.
Da qui si va a Barbaso, Borelli, Bardell, prendendo poi la strada che sale a Pogliano. Ma qui non ci dobbiamo arrivare, infatti prima troviamo una deviazione a DX per un sentiero che porta all'abbazia.
Distanza: 42 km circa
Dislivello positivo: 650 mt circa
Tempo: 3 ore e 30 minuti circa
GUARDA LA MAPPA
Komoot, invece, ci propone un percorso più arduo:
prendiamo il sentiero 27 da Strada del Cartman, per salire verso la salita asfaltata che porta a Superga da Sassi.
Dopo un bel po' di strada, prendiamo Strada ai Tetti Rocco sulla DX, idem al bivio successivo.
Appena troviamo un sentiero sulla SX, lo prendiamo.
Questo sentiero va verso EST e ci porta ad un posteggio della strada cosidetta "Panoramica" che collega Superga a Pino Torinese.
Da qui si scende verso Palucco e poi Baldissero Torinese su asfalto.
Qui pare che possiamo prendere il "percorso verde di Baldissero" che ci porta al bivio con la strada di Cordova. Qui andiamo verso SUD-EST su asfalto fino a Tetti Valentino.
Poco dopo questa frazione, troviamo sulla SX una sterrata che ci porta al quadrivio di strada Airali.
Prendiamo la strada che va verso EST. Attraversiamo la strada principale, ovvero Via Chieri, e saliamo a Marentino.
Dietro Marentino c'è una serie di sterrate che portano al Lago di Arignano.
Facciamo il giro e proseguiamo verso EST: Barbaso, Borelli (a Sud di Moncucco Torinese) Bardella;
poi verso NORD: Pogliano e Betlemme. Poco oltre questa frazione, ecco il sentiero che porta all'abbazia.
Insomma, questo è un percorso più complicato ma che può dare maggiori soddisfazioni.
Lunghezza: 38 km circa (asfalto: 10 km circa, sentieri: 19 km 500 metri circa)
Dislivello positivo: 870 metri
Tempo: 4 ore e 10 minuti
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sabato 2 novembre 2019
Itinerario in MTB #5: CORONA DI DELIZIE DI TORINO
Ecco il giro della CORONA DI DELIZIE di Torino creato con Mapy.cz per le MTB!
L'itinerario proposta da Mapy per le MTB è giusto?
A mio modestisssssimo parere non totalmente.
Ho dei dubbi tra Pianezza e Druento e sull'ingresso in città da Nord-Ovest.
PIANEZZA:
dopo essere arrivati a San Pancrazio, Mapy ci porta troppo verso Nord, mentre potremmo andare direttamente verso Est prendendo una sterrata come via dei Pasturanti, per poi svoltare a DX una volta giunti in via Grange. Questa strada ci porta a Druento.
Ho così dovuto modificare manualmente l'itinerario, anche se un tratto di sterrata, segnata come ciclabile nella realtà, non me la fa percorrere.
CENTRO DI TORINO:
per arrivare in piazza Castello, Mapy ci fa passare da via Stradella, piazza Baldissera (aiutooo!), via Cecchi, Lungodora Napoli, ecc.
Ho dunque modificato l'itinerario così:
dallo stadio della Juventus si scende a prendere Strada di Altessano per poi svoltare a SX in corso Toscana, poi si supera corso Potenza e si gira a DX in via Borgaro per andare al Parco Dora, da cui si va verso il centro prendendo prima corso Umbria, poi un pezzo di corso Principe Oddone fino ad arrivare in piazza Statuto da cui prendere via Garibaldi.
Non capisco perché Mapy non me la segni come ciclabile, quando in realtà lo è da tanti anni. Ho quindi dovuto inserirla io e, nonostante ciò, non mi convalida l'ultima parte prima di piazza Castello.
ITINERARIO DI CORONA DI DELIZIE DALL'INIZIO ALLA FINE:
QUI TROVI LA MAPPA
Partiamo da Stupinigi per iniziare sotto i migliori auspici questo bel tour della 1^ cintura torinese..
Si sale in sella andando a Borgaretto (OVEST) prendendo o via Borgaretto o una sterrata in mezzo alle cascine di viale Torino.
Attraversiamo questo paesino e prendiamo la ciclabile che costeggia il torrente Sangone.
Arrivati al ponte sul Sangone, lo percorriamo e proseguiamo sempre in direzione Ovest per poi svoltare a DX entrando a Rivalta di Torino ui prendiamo la pista ciclabile che ci porta lungo il Sangone fino a Rivalta di Torino (via Piossasco). La troviamo facilmente perché compare quando termina il parchetto con la pista ciclabile.
La meta, in questo paesino, è il castello degli Orsini: svoltiamo a SX in via Silvio Pellico, poi a DX in via della Vallà e nuovamente a DX in via dei Mille.
Per raggiungere Rivoli col suo castello, molto più grande e famoso, dobbiamo prendere la ciclabile che costeggia la SP143. Andiamo allora verso Nord passando dal Villaggio Aurora (via Oliva, via Dante, via Boccaccio, via Chiomonte, via Monginevro, via Rivoli), facendo qualche salitella per poi scendere in via Rivoli da cui nasce la pista, che inizialmente è sterrata.
Per salire al castello di piazza Mafalda di Savoia, prendiamo queste vie:
via generale Chiapperotti, via Giuseppe Mazzini, via Pullino, via Querro, piazza Guglielmo Marconi e via Vittorio Amedeo II (con salita bella tosta).
Per arrivare al Parco La Mandria di Venaria Reale, dobbiamo uscire da Rivoli e attraversare Alpignano, Pianezza e Druento.
Scendiamo dal castello e tramite corso Alcide De Gasperi, continuiamo a pedalare verso Nord, superando la tangenziale Nord, per poi svoltare a DX in via Gran Paradiso. Qui siamo giunti in prossimità di Alpignano. La via diventa poi Strada della Costa. Superata la linea ferroviaria, svoltiamo a DX in via G. Marconi (va in diagonale verso Nord-Est).
Entrati nel centro di Alpignano proseguiamo verso Nord fino ad arrivare nei pressi del fiume Dora Riparia (via Rivera, parco della Pace). Cerchiamo lo stretto ponte ciclopedonale per attraversare il fiume e poi giriamo alla 2^ a DX in via Pianezza, per poi prendere la ciclabile che scende proprio al fiume e che ci porta alla pieve di San Pietro di Pianezza.
Non so perché, Mapy ci fa tornare indietro di qualche metro al posto di farci salire in via Maria Bricca all'altezza di questa pieve.
A parte ciò, prendiamo questa via in salita, andiamo oltre il centro di Pianezza e continuiamo verso Nord in direzione del Monastero di San Pancrazio. Arrivarci è facilissimo: la strada è tutta dritta.
Da qui dobbiamo svoltare a DX per andare a Druento: da via Levante andiamo a prendere via dei Pasturanti, che è sterrata. Altra scelta strana da parte di Mapy: anziché farci proseguire dritti in via Grande Int. (sempre sterrata), ci fa allungare andando verso Ovest. Comunque arrivare in via Grange è molto facile così come lo è ormai arrivare a Druento.
Le vie per raggiungere la chiesa di San Michele, situata su una piccola collinetta, sono:
via Pianezza, via San Pancrazio, una stradina interna al paese che porta ancora in via S. Pancrazio; dopo pochi metri giriamo a DX in via Carlo Casale per poi girare alla 2^ a SX che prende il nome di vicolo San Lorenzo.
Questo porta in corso Carlo Brero e qui sarà facile trovare la deviazione a SX per la chiesa di cui prima.
Ora non ci resta che andare al Parco La Mandria prendendo prima via De Gasperi e poi viale Medici di Vascello. Sulla destra troviamo un posteggio con la strada che porta al cancello di ingresso del parco.
Una volta dentro possiamo girare a piacimento, tranne in certi sentieri/singletrack per non disturbare la fauna.
Per raggiungere la piazza di Venaria Reale da cui ammirare l'ingresso della Reggia, dobbiamo andare verso EST (viale Carlo Emanuele II, via Amedeo di Castellamonte, infine piazza della Repubblica).
Da Venaria possiamo rientrare a Torino.
Il giro originario di Corona di Delizie prevede il passaggio a Nord della città di Torino, ma secondo me non ha alcun senso allungare il tour quando non ci sono grandi punti di interesse, ad esclusione del parco del Meisino. Certo, se facessimo suddiviso in 2 giorni, la cosa avrebbe un senso, considerando che transiteremo da Sassi da cui è possibile prendere la tranvia con le bici per raggiungere la basilica di Superga (così come, una volta giunti a Torino Sud, potremmo salire al castello di Moncalieri scendendo dal suo centro storico). Ma non è questo il caso, infatti ho deciso di proporre solo questo giro di 1 giorno.
Torniamo al nostro giro: come fa per andare nel centro di Torino?
A Venaria Reale prendiamo via G. Garibaldi in direzione SUD-EST fino ad arrivare all'Allianz Stadium.
Da qui fino in centro non ci sono grandi opportunità per le bici. Io penso che possa andare bene percorrere queste strade:
strada di Altessano, a SX corso Toscana, a DX via Borgaro, Parco Dora, corso Umbria, a DXcorso Principe Oppone, a SX piazza Statuto, dritto via G. Garibaldi e finalmente p.za Castello!
Qui prendiamo via Verdi per andare verso il Po e la collina.
C'è una pista ciclabile che non è il massimo ma che possiamo farci? Andiamo fino al fondo, per poi svoltare a DX e avere al fianco sinistro i Murazzi e dopo poco a destra piazza Vittorio Veneto.
Ora attraversiamo il ponte per andare verso la chiesa della Gran Madre di Dio e proseguire in salita in via Francesco Lanfranchi e via Villa della Regina che ci porta dinnanzi a indovinate cosa?
Proprio lei: Villa della Regina :) Purtroppo un cancello ci vieterà l'ingresso, ma d'altronde questo è un giro in bici.
Da qui immettiamoci in corso Giovanni Lanza che ci porterà al Monte dei Cappuccini. Attenzione alla salita molto ripida.
Una volta scesi, dirigiamoci verso piazza Crimea, il Po e il parco del Valentino. Possiamo passare dal Borgo Medievale facendo attenzione ai turisti a piedi e proseguire la pedalata nel parco lungo il fiume.
Per tornare a Stupinigi abbiamo 2 opzioni:
1 - prendiamo il ponte ciclopedonale sulla DX che supera corso Unità d'Italia e ci porta a Italia 61 e da qui in via Ventimiglia, corso Maroncelli, via Vigliani, parco Gustavo Colonnetti, boschetto di Nichelino (tra i due c'è il Mausoleo della Bela Rosin) e viale XXV Aprile di Nichelino;
2 - continuiamo a pedalare lungo il Po fino a giungere al parco delle Vallere. Cerchiamo l'uscita in corso Trieste (direzione SUD) e prendiamo il ponte pedonale (ci sono i gradini, ma con degli svioli stretti per le ruote delle bici). Sbucati dall'altra parte, la strada da percorrere è un po' più complessa per chi non è del posto:
via Giacomo Bosso, a DX in corso Roma e subito dopo a SX in via Giambattista Vico, poi alla 1^ a DX in via Amilcare Ponchielli (c'è la pista ciclabile) e alla 1^ a SX in via Benvenuto Cellini dov'è c'è il passaggio sotto la ferrovia. Si spunta in Strada Vignotto con davanti a questa la pista ciclabile del Sangone di via Fratelli Bandiera. Sbuchiamo in via Emanuele Artom, alla rotonda in direzione NORD, svoltiamo alla 3^ a DX e costeggiamo il parco Colonnetti.
DISTANZA: 75 KM
DISLIVELLO: +571 MT
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A mio modestisssssimo parere non totalmente.
Ho dei dubbi tra Pianezza e Druento e sull'ingresso in città da Nord-Ovest.
PIANEZZA:
dopo essere arrivati a San Pancrazio, Mapy ci porta troppo verso Nord, mentre potremmo andare direttamente verso Est prendendo una sterrata come via dei Pasturanti, per poi svoltare a DX una volta giunti in via Grange. Questa strada ci porta a Druento.
Ho così dovuto modificare manualmente l'itinerario, anche se un tratto di sterrata, segnata come ciclabile nella realtà, non me la fa percorrere.
CENTRO DI TORINO:
per arrivare in piazza Castello, Mapy ci fa passare da via Stradella, piazza Baldissera (aiutooo!), via Cecchi, Lungodora Napoli, ecc.
Ho dunque modificato l'itinerario così:
dallo stadio della Juventus si scende a prendere Strada di Altessano per poi svoltare a SX in corso Toscana, poi si supera corso Potenza e si gira a DX in via Borgaro per andare al Parco Dora, da cui si va verso il centro prendendo prima corso Umbria, poi un pezzo di corso Principe Oddone fino ad arrivare in piazza Statuto da cui prendere via Garibaldi.
Non capisco perché Mapy non me la segni come ciclabile, quando in realtà lo è da tanti anni. Ho quindi dovuto inserirla io e, nonostante ciò, non mi convalida l'ultima parte prima di piazza Castello.
ITINERARIO DI CORONA DI DELIZIE DALL'INIZIO ALLA FINE:
QUI TROVI LA MAPPA
Partiamo da Stupinigi per iniziare sotto i migliori auspici questo bel tour della 1^ cintura torinese..
Si sale in sella andando a Borgaretto (OVEST) prendendo o via Borgaretto o una sterrata in mezzo alle cascine di viale Torino.
Attraversiamo questo paesino e prendiamo la ciclabile che costeggia il torrente Sangone.
Arrivati al ponte sul Sangone, lo percorriamo e proseguiamo sempre in direzione Ovest per poi svoltare a DX entrando a Rivalta di Torino ui prendiamo la pista ciclabile che ci porta lungo il Sangone fino a Rivalta di Torino (via Piossasco). La troviamo facilmente perché compare quando termina il parchetto con la pista ciclabile.
La meta, in questo paesino, è il castello degli Orsini: svoltiamo a SX in via Silvio Pellico, poi a DX in via della Vallà e nuovamente a DX in via dei Mille.
Per raggiungere Rivoli col suo castello, molto più grande e famoso, dobbiamo prendere la ciclabile che costeggia la SP143. Andiamo allora verso Nord passando dal Villaggio Aurora (via Oliva, via Dante, via Boccaccio, via Chiomonte, via Monginevro, via Rivoli), facendo qualche salitella per poi scendere in via Rivoli da cui nasce la pista, che inizialmente è sterrata.
Per salire al castello di piazza Mafalda di Savoia, prendiamo queste vie:
via generale Chiapperotti, via Giuseppe Mazzini, via Pullino, via Querro, piazza Guglielmo Marconi e via Vittorio Amedeo II (con salita bella tosta).
Per arrivare al Parco La Mandria di Venaria Reale, dobbiamo uscire da Rivoli e attraversare Alpignano, Pianezza e Druento.
Scendiamo dal castello e tramite corso Alcide De Gasperi, continuiamo a pedalare verso Nord, superando la tangenziale Nord, per poi svoltare a DX in via Gran Paradiso. Qui siamo giunti in prossimità di Alpignano. La via diventa poi Strada della Costa. Superata la linea ferroviaria, svoltiamo a DX in via G. Marconi (va in diagonale verso Nord-Est).
Entrati nel centro di Alpignano proseguiamo verso Nord fino ad arrivare nei pressi del fiume Dora Riparia (via Rivera, parco della Pace). Cerchiamo lo stretto ponte ciclopedonale per attraversare il fiume e poi giriamo alla 2^ a DX in via Pianezza, per poi prendere la ciclabile che scende proprio al fiume e che ci porta alla pieve di San Pietro di Pianezza.
Non so perché, Mapy ci fa tornare indietro di qualche metro al posto di farci salire in via Maria Bricca all'altezza di questa pieve.
A parte ciò, prendiamo questa via in salita, andiamo oltre il centro di Pianezza e continuiamo verso Nord in direzione del Monastero di San Pancrazio. Arrivarci è facilissimo: la strada è tutta dritta.
Da qui dobbiamo svoltare a DX per andare a Druento: da via Levante andiamo a prendere via dei Pasturanti, che è sterrata. Altra scelta strana da parte di Mapy: anziché farci proseguire dritti in via Grande Int. (sempre sterrata), ci fa allungare andando verso Ovest. Comunque arrivare in via Grange è molto facile così come lo è ormai arrivare a Druento.
Le vie per raggiungere la chiesa di San Michele, situata su una piccola collinetta, sono:
via Pianezza, via San Pancrazio, una stradina interna al paese che porta ancora in via S. Pancrazio; dopo pochi metri giriamo a DX in via Carlo Casale per poi girare alla 2^ a SX che prende il nome di vicolo San Lorenzo.
Questo porta in corso Carlo Brero e qui sarà facile trovare la deviazione a SX per la chiesa di cui prima.
Ora non ci resta che andare al Parco La Mandria prendendo prima via De Gasperi e poi viale Medici di Vascello. Sulla destra troviamo un posteggio con la strada che porta al cancello di ingresso del parco.
Una volta dentro possiamo girare a piacimento, tranne in certi sentieri/singletrack per non disturbare la fauna.
Per raggiungere la piazza di Venaria Reale da cui ammirare l'ingresso della Reggia, dobbiamo andare verso EST (viale Carlo Emanuele II, via Amedeo di Castellamonte, infine piazza della Repubblica).
Da Venaria possiamo rientrare a Torino.
Il giro originario di Corona di Delizie prevede il passaggio a Nord della città di Torino, ma secondo me non ha alcun senso allungare il tour quando non ci sono grandi punti di interesse, ad esclusione del parco del Meisino. Certo, se facessimo suddiviso in 2 giorni, la cosa avrebbe un senso, considerando che transiteremo da Sassi da cui è possibile prendere la tranvia con le bici per raggiungere la basilica di Superga (così come, una volta giunti a Torino Sud, potremmo salire al castello di Moncalieri scendendo dal suo centro storico). Ma non è questo il caso, infatti ho deciso di proporre solo questo giro di 1 giorno.
Torniamo al nostro giro: come fa per andare nel centro di Torino?
A Venaria Reale prendiamo via G. Garibaldi in direzione SUD-EST fino ad arrivare all'Allianz Stadium.
Da qui fino in centro non ci sono grandi opportunità per le bici. Io penso che possa andare bene percorrere queste strade:
strada di Altessano, a SX corso Toscana, a DX via Borgaro, Parco Dora, corso Umbria, a DXcorso Principe Oppone, a SX piazza Statuto, dritto via G. Garibaldi e finalmente p.za Castello!
Qui prendiamo via Verdi per andare verso il Po e la collina.
C'è una pista ciclabile che non è il massimo ma che possiamo farci? Andiamo fino al fondo, per poi svoltare a DX e avere al fianco sinistro i Murazzi e dopo poco a destra piazza Vittorio Veneto.
Ora attraversiamo il ponte per andare verso la chiesa della Gran Madre di Dio e proseguire in salita in via Francesco Lanfranchi e via Villa della Regina che ci porta dinnanzi a indovinate cosa?
Proprio lei: Villa della Regina :) Purtroppo un cancello ci vieterà l'ingresso, ma d'altronde questo è un giro in bici.
Da qui immettiamoci in corso Giovanni Lanza che ci porterà al Monte dei Cappuccini. Attenzione alla salita molto ripida.
Una volta scesi, dirigiamoci verso piazza Crimea, il Po e il parco del Valentino. Possiamo passare dal Borgo Medievale facendo attenzione ai turisti a piedi e proseguire la pedalata nel parco lungo il fiume.
Per tornare a Stupinigi abbiamo 2 opzioni:
1 - prendiamo il ponte ciclopedonale sulla DX che supera corso Unità d'Italia e ci porta a Italia 61 e da qui in via Ventimiglia, corso Maroncelli, via Vigliani, parco Gustavo Colonnetti, boschetto di Nichelino (tra i due c'è il Mausoleo della Bela Rosin) e viale XXV Aprile di Nichelino;
2 - continuiamo a pedalare lungo il Po fino a giungere al parco delle Vallere. Cerchiamo l'uscita in corso Trieste (direzione SUD) e prendiamo il ponte pedonale (ci sono i gradini, ma con degli svioli stretti per le ruote delle bici). Sbucati dall'altra parte, la strada da percorrere è un po' più complessa per chi non è del posto:
via Giacomo Bosso, a DX in corso Roma e subito dopo a SX in via Giambattista Vico, poi alla 1^ a DX in via Amilcare Ponchielli (c'è la pista ciclabile) e alla 1^ a SX in via Benvenuto Cellini dov'è c'è il passaggio sotto la ferrovia. Si spunta in Strada Vignotto con davanti a questa la pista ciclabile del Sangone di via Fratelli Bandiera. Sbuchiamo in via Emanuele Artom, alla rotonda in direzione NORD, svoltiamo alla 3^ a DX e costeggiamo il parco Colonnetti.
DISTANZA: 75 KM
DISLIVELLO: +571 MT
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giovedì 31 ottobre 2019
Itinerario MTB #3: Giro dei TRUC della Collina di RIVALTA di TORINO
Questo è un classico giretto alle porte di Torino che si fa spesso in autunno e inverno.
La MAPPA la trovate QUI.
Il giro di andata è lungo 5,5 km partendo dal Villaggio Aurora.
Si toccano Truc Monsagnasco, Truc Castellazzo e Truc Bandiera.
Per arrivare al primo Truc, ci si può anche allargare verso Nord, verso la zona industriale di Corbiglia.
Per il ritorno si può scendere verso il torrente Sangone e arrivare alla cappella di San Sebastiano, a Sud del Vill. Aurora. Le si gira intorno e si sale verso Nord-Ovest, poi Nord-Est, fino a sbucare in via Condove, la via di partenza.
Nell'immagine qui sotto, in rosso, trovate proprio questa seconda parte del giro.
Alla fine viene fuori non un anello, ma un fantastico 8! Fantastico, insomma, diciamo che non l'ha disegnato di certo Giotto :P
Dislivello positivo: 280 metri. Per cui niente di che, fattibile da tutti.
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La MAPPA la trovate QUI.
Il giro di andata è lungo 5,5 km partendo dal Villaggio Aurora.
Si toccano Truc Monsagnasco, Truc Castellazzo e Truc Bandiera.
Per arrivare al primo Truc, ci si può anche allargare verso Nord, verso la zona industriale di Corbiglia.
Per il ritorno si può scendere verso il torrente Sangone e arrivare alla cappella di San Sebastiano, a Sud del Vill. Aurora. Le si gira intorno e si sale verso Nord-Ovest, poi Nord-Est, fino a sbucare in via Condove, la via di partenza.
Nell'immagine qui sotto, in rosso, trovate proprio questa seconda parte del giro.
Alla fine viene fuori non un anello, ma un fantastico 8! Fantastico, insomma, diciamo che non l'ha disegnato di certo Giotto :P
Dislivello positivo: 280 metri. Per cui niente di che, fattibile da tutti.
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Itinerario in MTB #2: TORRE PELLICE - COLLE VACCERA
Come nel caso del 1° itinerario che ho proposto qui nel mio blog poco fa, inserisco i link degli itinerari creati sia da MAPY.cz che da KOMOOT.
MAPY:
QUI LA MAPPA
Distanza solo andata: 10 km circa
Tempo solo andata: 1 ora e 45 minuti circa
Dislivello: da 515 mt circa a 1490 circa.
Saliamo su asfalto fino ad Angrogna.
Svoltiamo a DX verso Prassuit.
Arrivati a Verné, prendiamo il sentiero a SX che porta a Isoardi.
Troviamo l'asfalto così come il proseguimento del sentiero proprio davanti a noi.
Non ci resta che seguire la traccia principale che passa vicino a Punta Rognosa e al Monte Castelletto per arrivare al Colle Vaccera!
Aggiugendo il ritorno, Mapy ci consiglia di scendere... tutto su asfalto!
OH NO! Eppure ho selezionato MTB, non Road Bike! Poteva benissimo riproporre lo stesso itinerario dell'andata o farci scendere dal Sentiero del Popolo Alato che sbuca a Cacet.
KOMOOT:
QUI LA MAPPA
Distanza solo andata: 13 km circa
Tempo solo andata: 2 ore e 5 minuti circa (da allenato)
Dislivello: +960 mt
Anziché salire fino ad Angrogna, svoltiamo a DX per Malan Superiori.
Stiamo su asfalto fino ad Isoardi, che abbiamo visto prima.
Qui svoltiamo a DX prendendo lo stesso sentiero dell'itinerario visto qui sopra.
Si dovrebbe chiamare il Sentiero dei Partigiani.
Ma anziché passare accanto o per il Monte Castelletto, al bivio si tira dritto passando dopo un po' dal rifugio Jumarre.
Komoot per la discesa ci dice di prendere la stessa strada dell'andata ma solo fino ad un certo punto.
Infatti non passeremo più da Isoardi, ma tireremo dritti arrivando a Ciava Superiore, dove c'è una fontana.
Poi sentiero per Ciava Inferiore e da qui strada: Sea, Porte d'Angrogna, Passel, Malan, ecc.
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Distanza solo andata: 10 km circa
Tempo solo andata: 1 ora e 45 minuti circa
Dislivello: da 515 mt circa a 1490 circa.
Saliamo su asfalto fino ad Angrogna.
Svoltiamo a DX verso Prassuit.
Arrivati a Verné, prendiamo il sentiero a SX che porta a Isoardi.
Troviamo l'asfalto così come il proseguimento del sentiero proprio davanti a noi.
Non ci resta che seguire la traccia principale che passa vicino a Punta Rognosa e al Monte Castelletto per arrivare al Colle Vaccera!
Aggiugendo il ritorno, Mapy ci consiglia di scendere... tutto su asfalto!
OH NO! Eppure ho selezionato MTB, non Road Bike! Poteva benissimo riproporre lo stesso itinerario dell'andata o farci scendere dal Sentiero del Popolo Alato che sbuca a Cacet.
KOMOOT:
QUI LA MAPPA
Distanza solo andata: 13 km circa
Tempo solo andata: 2 ore e 5 minuti circa (da allenato)
Dislivello: +960 mt
Anziché salire fino ad Angrogna, svoltiamo a DX per Malan Superiori.
Stiamo su asfalto fino ad Isoardi, che abbiamo visto prima.
Qui svoltiamo a DX prendendo lo stesso sentiero dell'itinerario visto qui sopra.
Si dovrebbe chiamare il Sentiero dei Partigiani.
Ma anziché passare accanto o per il Monte Castelletto, al bivio si tira dritto passando dopo un po' dal rifugio Jumarre.
Komoot per la discesa ci dice di prendere la stessa strada dell'andata ma solo fino ad un certo punto.
Infatti non passeremo più da Isoardi, ma tireremo dritti arrivando a Ciava Superiore, dove c'è una fontana.
Poi sentiero per Ciava Inferiore e da qui strada: Sea, Porte d'Angrogna, Passel, Malan, ecc.
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Itinerario MTB #1: da TRANA al COLLE BIONE (COAZZE)
Proviamo a utilizzare MAPY.CZ e KOMOOT per trovare alcuni itinerari simpatici da fare in Mountain-Bike vicino a Torino.
IN QUESTO POST IL GIRO CHE PROPONGO PARTE DA TRANA E PORTA AL COLLE BIONE, SOPRA COAZZE..
Tranne che per un breve tratto nei pressi di Giaveno, Mapy ci consiglia di prendere una strada secondaria che prende il nome di via Coazze e poi di via Tre Confini, con in mezzo un pezzo di sentiero.
QUI LA MAPPA
Una volta giunti sulla SP187 abbiamo 2 opzioni, ma alla fine non influiscono.
Da Giaveno saliamo a Coazze prendendo la strada che porta a Selvaggio.
Nel curvone sotto questa frazione, svoltiamo a DX in via Casalgrande e andiamo dritti finché non diventa via Tiglietto. Questa via la teniamo per pochi metri: appena gira a SX, noi andiamo dritti prendendo il sentiero che porta alla borgata Brando.
Da Brando in avanti non incontreremo più nessuna frazione rilevante. Ci sarà un raggruppamento di casette chiamato Pianiermo.
Tutto sentiero fino al Colle Bione!
In passato feci la discesa dal Bione a Brando, ma feci anche quella da Pianiermo a Mattonera.
Ora non so dirvi se sia fattibile questa salita. Se non lo fosse, vi consiglio di entrare in Coazze cercando il sentiero del'Amore per poi appropinquarvi nel Bosco Ugo Campagna.
Se invece utilizziamo KOMOOT notiamo che questo sito ci consiglia di salire passando da borgata Rosa e Giaconera (si prende la deviazione a DX un istante prima che inizi via Tiglietto) tramite un sentiero che porta sulla sterrata principale che va dal Colle Braida al Colle Bione.
QUI LA MAPPA
Per il ritorno, ecco invece un percorso simile al precedente.
Attenzione, però, ho detto simile ma non uguale:
infatti, dal Colle Bione, non consiglia di scendere con il sentiero più diretto verso Pianiermo, ma di allungare verso Presa Brunetto scendendo poi da Presa Piancera.
Ricordo come sono i sentieri ma ora non so localizzarli con esattezza, né quantificare la difficoltà in salita (in discesa sono tutti fattibili specie con una full e un po' di esperienza/bravura), per cui non so perché Komoot ci consiglia un itinerario più largo anziché quello diretto. Forse per un mero motivo di dislivello.
Resta il fatto che utilizzare più sistemi, più siti, più app è molto utile perché si trovano più facilmente delle alternative.
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IN QUESTO POST IL GIRO CHE PROPONGO PARTE DA TRANA E PORTA AL COLLE BIONE, SOPRA COAZZE..
Tranne che per un breve tratto nei pressi di Giaveno, Mapy ci consiglia di prendere una strada secondaria che prende il nome di via Coazze e poi di via Tre Confini, con in mezzo un pezzo di sentiero.
QUI LA MAPPA
Una volta giunti sulla SP187 abbiamo 2 opzioni, ma alla fine non influiscono.
Da Giaveno saliamo a Coazze prendendo la strada che porta a Selvaggio.
Nel curvone sotto questa frazione, svoltiamo a DX in via Casalgrande e andiamo dritti finché non diventa via Tiglietto. Questa via la teniamo per pochi metri: appena gira a SX, noi andiamo dritti prendendo il sentiero che porta alla borgata Brando.
Da Brando in avanti non incontreremo più nessuna frazione rilevante. Ci sarà un raggruppamento di casette chiamato Pianiermo.
Tutto sentiero fino al Colle Bione!
In passato feci la discesa dal Bione a Brando, ma feci anche quella da Pianiermo a Mattonera.
Ora non so dirvi se sia fattibile questa salita. Se non lo fosse, vi consiglio di entrare in Coazze cercando il sentiero del'Amore per poi appropinquarvi nel Bosco Ugo Campagna.
Se invece utilizziamo KOMOOT notiamo che questo sito ci consiglia di salire passando da borgata Rosa e Giaconera (si prende la deviazione a DX un istante prima che inizi via Tiglietto) tramite un sentiero che porta sulla sterrata principale che va dal Colle Braida al Colle Bione.
QUI LA MAPPA
Per il ritorno, ecco invece un percorso simile al precedente.
Attenzione, però, ho detto simile ma non uguale:
infatti, dal Colle Bione, non consiglia di scendere con il sentiero più diretto verso Pianiermo, ma di allungare verso Presa Brunetto scendendo poi da Presa Piancera.
Ricordo come sono i sentieri ma ora non so localizzarli con esattezza, né quantificare la difficoltà in salita (in discesa sono tutti fattibili specie con una full e un po' di esperienza/bravura), per cui non so perché Komoot ci consiglia un itinerario più largo anziché quello diretto. Forse per un mero motivo di dislivello.
Resta il fatto che utilizzare più sistemi, più siti, più app è molto utile perché si trovano più facilmente delle alternative.
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DUE FANTASTICHE APP PER GLI ITINERARI IN MTB
Ciao a tutti!
In questi giorni ho scoperto due SITI e due relative APP di mappe per andare anche in MTB!
Per trovare itinerari online, fino all'altro giorno, utilizzavo OpenCycleMap che, però, non fornisce le indicazioni su come raggiungere un punto di destinazione. Così dovevo salvarmi lo screenshot, usare un programma tipo Fotoschiop e passare una spennellata sui sentieri che reputavo idoneei.
DA OGGI LA MUSICA CAMBIA, perché fanno tutto loro!
E' un bene o un male?
E' un bene perché si fa tutto più velocemente, segui e vai.
E' un male perché una mia passione è sempre stata quella di guardare le cartine e capire come districarmi. Ma ciò non vuol dire che da oggi in avanti non ci siano problemi, che non debba trovare di volta in volta un nuovo sentiero o strada per i motivi più disparati: presenza di contadini o cacciatori incazzati, presenza di cani incazzati, di cinghiali incazzati, di vipere inviperite, di puttane obese che occupano tutta la carreggiata, di obesi con puttane obese dentro macchinoni obesi e cose piacevoli di questo tipo!
A parte gli scherzi: quando ho scoperti questi due siti che dopo vi linko (se ne avrò voglia e soprattutto se mi pagate) mi è venuto un grande entusiasmo perché ogni destinazione sarà (+) facilmente raggiungibile rispetto ad ora. Non devo più zoomare, non devo più unire i vari sentieri, non devo più capire che deviazione compiere e cose di questo tipo.
Resta il fatto, però, che dobbiamo di volta in volta valutare se quel sentiero è veramente fattibile, perlomeno da noi, e se è ancora transitabile a causa di alluvioni, frane, smottamenti, terremoti, eruzioni, guerre e pestilenze.
Con questi siti e app abbiamo le indicazioni, il dislivello, le condizioni meteo (non solo di oggi ma anche dei giorni a venire) e la possibilità di inserire nel mezzo altri punti, così come di spostare a nostro piacimento le iconcine che determinano i punti di partenza e arrivo (oh, non si sa mai che ci arrivi una bella notifica o un bel messaggio sul tel... eeeeh hai capito furbacchione cosa intendo, vero?).
MA COME DIAVOLO SI CHIAMANO QUESTI SITI?
Il primo si chiama Mapy.cz
Il secondo si chiama Komoot.
Con MAPY.cz dobbiamo selezionare, di volta in volta, il mezzo col quale ci sposteremo:
auto/scatoletta di sardina/moto, mezzo pubblico, scarpe/piedi (ci sarà chi si sposta a piedi nudi, no? ahah), bici da strada, mountain bike, sci e canoa.
Dopo aver selezionato il PUNTO A di PARTENZA e il PUNTO B di ARRIVO/DESTINAZIONE, possiamo aggiungerne altri, così come modificare la posizione di questi 2 punti principali.
Questa liberà di movimento è veramente sublime.
Se siamo arrivati a Pinerolo in MTB e abbiamo la forza e la voglia di arrivare su un monte situato nei paraggi, reimpostiamo i punti di arrivo e partenza. Ci basterà digitare il nome di un monte che troviamo nella mappa, per ottenere le indicazioni sentieristiche per raggiungerlo.
Purtroppo Mapy non ci dice la lunghezza di ogni tipologia di strada, ma solo la distanza totale.
Con Mapy possiamo comunque vedere il meteo attuale, le previsioni, il dislivello e cliccando sulle iconcine dei punti di interessi possiamo vedere le foto se qualcuno le ha caricate. Se vedete che mancano, andate in giro, fotografateli e inseritili. Si tratta di qualsiasi cosa: può essere una chiesetta, così come un'area pic-nic e una fontanella.
Penso che nelle giornate di sole uscirò a fare tante foto per arricchire questo fantastico sito!
Con KOMOOT, invece, vediamo diversi itinerari contemporaneamente:
1 itinerario per gli escursionisti che non prende in considerazione le strade principali e neanche le piste ciclabili;
1 itinerario per i runner di strada, con un percorso uguale al precedente (perlomeno per arrivare a Pinerolo da Torino);
1 itinerario per i cicloturisti che vogliono passare per zone tranquille, allungando senza problemi il percorso - non troppo, però;
1 itinerario per gli stradisti/bitumari che vogliono passare per le strade principali senza troppe deviazioni;
1 itinerario per le MTB che a volte è uguale o simile a quello degli escursionisti.
Il bello di Komoot non è solo questo, infatti ci dice anche quanto tempo impiegheremo in base al nostro allenamento. Possiamo scegliere tra FUORI FORMA, ALLENATO e PRO.
Non solo: ci dice anche la distanza che dobbiamo percorrere su statale, provinciale, strada secondaria, sentiero e pista ciclabile.
Pazzesco avere tutti questi dati a disposizione con una facilità estrema.
Volendo ci possiamo registrare in modo da salvarci i nostri itinerari.
CONSIGLIATO A TUTTI!
In questi giorni ho scoperto due SITI e due relative APP di mappe per andare anche in MTB!
Per trovare itinerari online, fino all'altro giorno, utilizzavo OpenCycleMap che, però, non fornisce le indicazioni su come raggiungere un punto di destinazione. Così dovevo salvarmi lo screenshot, usare un programma tipo Fotoschiop e passare una spennellata sui sentieri che reputavo idoneei.
DA OGGI LA MUSICA CAMBIA, perché fanno tutto loro!
E' un bene o un male?
E' un bene perché si fa tutto più velocemente, segui e vai.
E' un male perché una mia passione è sempre stata quella di guardare le cartine e capire come districarmi. Ma ciò non vuol dire che da oggi in avanti non ci siano problemi, che non debba trovare di volta in volta un nuovo sentiero o strada per i motivi più disparati: presenza di contadini o cacciatori incazzati, presenza di cani incazzati, di cinghiali incazzati, di vipere inviperite, di puttane obese che occupano tutta la carreggiata, di obesi con puttane obese dentro macchinoni obesi e cose piacevoli di questo tipo!
A parte gli scherzi: quando ho scoperti questi due siti che dopo vi linko (se ne avrò voglia e soprattutto se mi pagate) mi è venuto un grande entusiasmo perché ogni destinazione sarà (+) facilmente raggiungibile rispetto ad ora. Non devo più zoomare, non devo più unire i vari sentieri, non devo più capire che deviazione compiere e cose di questo tipo.
Resta il fatto, però, che dobbiamo di volta in volta valutare se quel sentiero è veramente fattibile, perlomeno da noi, e se è ancora transitabile a causa di alluvioni, frane, smottamenti, terremoti, eruzioni, guerre e pestilenze.
Con questi siti e app abbiamo le indicazioni, il dislivello, le condizioni meteo (non solo di oggi ma anche dei giorni a venire) e la possibilità di inserire nel mezzo altri punti, così come di spostare a nostro piacimento le iconcine che determinano i punti di partenza e arrivo (oh, non si sa mai che ci arrivi una bella notifica o un bel messaggio sul tel... eeeeh hai capito furbacchione cosa intendo, vero?).
MA COME DIAVOLO SI CHIAMANO QUESTI SITI?
Il primo si chiama Mapy.cz
Il secondo si chiama Komoot.
Con MAPY.cz dobbiamo selezionare, di volta in volta, il mezzo col quale ci sposteremo:
auto/scatoletta di sardina/moto, mezzo pubblico, scarpe/piedi (ci sarà chi si sposta a piedi nudi, no? ahah), bici da strada, mountain bike, sci e canoa.
Dopo aver selezionato il PUNTO A di PARTENZA e il PUNTO B di ARRIVO/DESTINAZIONE, possiamo aggiungerne altri, così come modificare la posizione di questi 2 punti principali.
Questa liberà di movimento è veramente sublime.
Se siamo arrivati a Pinerolo in MTB e abbiamo la forza e la voglia di arrivare su un monte situato nei paraggi, reimpostiamo i punti di arrivo e partenza. Ci basterà digitare il nome di un monte che troviamo nella mappa, per ottenere le indicazioni sentieristiche per raggiungerlo.
Purtroppo Mapy non ci dice la lunghezza di ogni tipologia di strada, ma solo la distanza totale.
Con Mapy possiamo comunque vedere il meteo attuale, le previsioni, il dislivello e cliccando sulle iconcine dei punti di interessi possiamo vedere le foto se qualcuno le ha caricate. Se vedete che mancano, andate in giro, fotografateli e inseritili. Si tratta di qualsiasi cosa: può essere una chiesetta, così come un'area pic-nic e una fontanella.
Penso che nelle giornate di sole uscirò a fare tante foto per arricchire questo fantastico sito!
Con KOMOOT, invece, vediamo diversi itinerari contemporaneamente:
1 itinerario per gli escursionisti che non prende in considerazione le strade principali e neanche le piste ciclabili;
1 itinerario per i runner di strada, con un percorso uguale al precedente (perlomeno per arrivare a Pinerolo da Torino);
1 itinerario per i cicloturisti che vogliono passare per zone tranquille, allungando senza problemi il percorso - non troppo, però;
1 itinerario per gli stradisti/bitumari che vogliono passare per le strade principali senza troppe deviazioni;
1 itinerario per le MTB che a volte è uguale o simile a quello degli escursionisti.
Il bello di Komoot non è solo questo, infatti ci dice anche quanto tempo impiegheremo in base al nostro allenamento. Possiamo scegliere tra FUORI FORMA, ALLENATO e PRO.
Non solo: ci dice anche la distanza che dobbiamo percorrere su statale, provinciale, strada secondaria, sentiero e pista ciclabile.
Pazzesco avere tutti questi dati a disposizione con una facilità estrema.
Volendo ci possiamo registrare in modo da salvarci i nostri itinerari.
CONSIGLIATO A TUTTI!
giovedì 10 ottobre 2019
Immagina di pedalare a Gracehill House
Guardate questo viale alberato... non è fantastico?
E fantastico è l'aggettivo giusto, in quanto gli alberi risalgono al XVIII sec. e questa scenografia è famosa anche per via del film "Il trono di spade"
E fantastico è l'aggettivo giusto, in quanto gli alberi risalgono al XVIII sec. e questa scenografia è famosa anche per via del film "Il trono di spade"
sabato 17 agosto 2019
I TRENI IN VAL DI SUSA FANNO SCHIFO
TRENI IN VAL DI SUSA:
quelli attuali vengono sfruttati MALISSIMO... che dicono i politici PRO-TAV, SI TAV?
Loro che si dicono tanto PRO AMBIENTE (AH AH AH AH AH, ma quando mai, che sono solo dei cementificatori doc!) dovrebbero incazzarsi forte, invece scommetto che di fatti simili non ne parleranno mai, tanto loro hanno i macchinoni con cui andare in montagna.
quelli attuali vengono sfruttati MALISSIMO... che dicono i politici PRO-TAV, SI TAV?
Loro che si dicono tanto PRO AMBIENTE (AH AH AH AH AH, ma quando mai, che sono solo dei cementificatori doc!) dovrebbero incazzarsi forte, invece scommetto che di fatti simili non ne parleranno mai, tanto loro hanno i macchinoni con cui andare in montagna.
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