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venerdì 31 luglio 2026

Gazzetta indegna col Tour di Pogacar

 Gazzetta dello Sport vergognati:

lunedì 27 luglio 2026 la Gazza dell'impresa di Pogacar, ovvero il trionfo al Tour de France, tra l'altro il 5° trionfo!, e cosa fa? Ne parla soltanto a pagina 40 e 41, stop.

Capisco che RCS di Cairo, organizzando il Giro d'Italia, mal sopporti la rivalità del Tour, ma a tutto c'è un limite! 

In prima pagina ci sarà una foto piccolina dello sloveno? No, niente!

Meglio parlare per decine di pagine di calcio, di Pirlo, dei trasferimenti... 

lunedì 13 luglio 2026

Ma dove si arriverà a 40°?

Come al solito i TG, per tenere incollati di fronte allo schermo i telespettatori, devono spararla grossa:

temperature fino a 40°.

Così recitava un titolo di ieri del TG5, senza specificare quando e dove.

Andando a vedere l'ottimo sito MSN METEO, quello con la mappa globale e tanti dati a disposizione, cosa notiamo in Italia?

che oggi pomeriggio, 13 luglio 2026, le temperature sono elevate, ma sono ormai tristemente nella media di queste ultime estati insopportabili, ma comunque non si registrano affatto i 40°, neanche nel centro della Sardegna o dalle parti Napoli.

Tutti in bici alla Pellerina a prendere fresco

Guardate che bella foto che comparve su IlPost.it nel 2015, tratta dall'archivio del Comune di Torino!


 Pellerina nel 1963 d'estate.

lunedì 6 luglio 2026

Dove sono i TORET a Torino?

Di fontanelle a Torino ce ne sono tantissime, ma in certi isolati a volte non ce ne sono o soltanto una o max due.

Vediamo le zone più critiche grazie alla mappa de Il Post.

in corso Regina Margherita, tra corso P. Oddone e corso Svizzera non ce ne sono, a parte quella di via principessa Clotilde;

se in via Stradella ce ne sono davvero tante, ecco che c'è grande scarsezza in corso Potenza, soltanto 1 nel corso più altre 3 ma di queste solo 1 è vicina al corso;

in corso Francia, tra corso Lecce e corso Ferrucci ce ne sono 2 ma soltanto agli estremi di questa fetta di strada, e nessun'altra nelle viuzze intorno così come nell'ultimo tratto di corso Raccongini e in corso Svizzera se non all'angolo, lontano da qui, con via Fabrizi;

in corso Matteotti ce n'è soltanto una, angolo corso G. Ferraris, e se ne cercate qualcuna nei paraggi, o scendete verso sud, verso corso Vitt. Emanuele II dove ce ne sono 2 (corso Vinzaglio e corso Bolzano), o salite verso Nord all'angolo con via Cernaia;

in centro ce ne sono poche ma sono nelle varie piazze e piazzette quindi direi ben visibili, mentre si è dall'altra parte di via P. Micca, ovvero nel Quadrilatero, bisogna superare via Garibaldi o cercare alcune viuzze;

nel bel mezzo di borgo Po se ne trova solo una in via Asti e verso il basso, cioè verso il basso, ce n'è una in via Monferrato;

tra corso Spezia e corso Maroncelli ce ne sono poche, non contando via Nizza, se ne contano soltanto 3, di cui 2 nella zona del laghetto di Italia61;

siete in zona Lingotto e state camminando o pedalando in via Passo Buole per andare alla stazione Lingotto? Bevete alla fontanella di quella via all'angolo con via Nizza, altrimenti resterete a secco perché davanti alla stazione non esistono fontane!!! A Porta Nuova, nei giardini lì di fronte, ce ne sono 2;

ma rimaniamo in zona Sud, ed ecco che tra corso Cosenza/Giambone e corso Traiano,  aparte le 4 fontane del parco Di Vittorio, non c'è niente!!! Dopo corso Traiano se ne trova una ai giardinetti di via Cercenasco;

proseguende il cammino immaginario nella zona Sud, ecco che superando via Artom, e andando verso Moncalieri, se ne trovano 3 all'inizio, ma nel centro del quartierino popolare niente di niente, anche se forse lì diventa Moncalieri e quindi non compaiono su questa mappa de Il Post;

al contrario, Mirafiori Sud tra via Faccioli e strada delle Cacce è piena di fontanelle, così come ce ne sono 5 nei pressi del Parco Colonnetti, ma soltanto 1 dentro questo parco;

ora risaliamo verso Nord, anzi Nord-Ovest, ecco a Santa Rita e prendendo via Gorizia non troviamo niente nei paraggi, zero assoluto!;

anche il quartierino tra corso Racconigi e corso Montecucco, con in mezzo corso Trapani, è un deserto, a parte 3 nel 1° corso e 1 nel 2° corso, però nel mezzo niente;

anche San Salvario e Crocetta sono messi davvero male in certi estesi isolati: ad es. da corso Rosselli a corso Matteotti negli tratti accanto a corso Re Umberto ne troviamo soltanto 3.

Insomma, se si è a piedi e col cane in città, bisogna badare a questa mappa senza autoconvincersi immotivamente di trovare tante fontane solo perché Torino è la città dei toret... 

domenica 28 giugno 2026

Quanto faceva MENO caldo negli anni 90

Noi nati negli anni uhefhabemadANTA, non siamo molto abituati a queste temperature over 30°, mentre noto che i ragazzini riescono a giocare a basket di pomeriggio sotto il sole...

Tutta questione di abitudine, anche se di sicuro fa male anche a loro, perciò occhio!

Come ogni anno mi preme evidenziare le differenze tra un anno ormai antico e uno recente.

Guardiamo l'estate del 1997, con i dati di archivio presi da IlMeteo.it (temperature rilevate all'aeroporto di Caselle).

GIUGNO 97:

non furono mai toccati i 30°, solo in 7 giorni si toccarono o superarono i 27°;

in 2 giorni non si raggiunsero i 20° e il 1° giugno fu incredibilmente freddo: minuima 9.8°, max 13.6°!

Le temp. minime erano davvero basse: i primi giorni del mese andarono dai 9.5° ai 15.2°! Verso la fine non cambiò molto: tra 11.5° e 15°.

Fu un mese molto piovoso. 

Medie mensili: min 14.7°, max 24° 

LUGLIO 97:

freschi i primi 11 giorni in cui non si raggiunsero mai i 28°, poi si superarono di poco i 30° solo in 3 giornate.

Le temp. minime toccarono al max i 20° e solo in 2 occasioni. 

In compenso piovve pochissimo. 

Medie mensili: min 16.2°, max 27° 

AGOSTO 97: 

troppo caldo, in ben 3 giornate si superarono i 30° :P

In 11 occasioni la temp. max era ben al di sotto del 28° e in alcune giornate fu di poco sotto.

Ci furono 7 episodi di temporali. 

Medie mensili: min 17.5°, max 27.8° 

Ora vediamo il 2024

GIUGNO 24:

tutto sommato accettabile con 2 soli giorni con temp. max a 30 e 31°.

Ben 11 giorni con episodi temporaleschi, 22 giorni di pioggia

Medie mensili: min 16.6°, max 25.4°

LUGLIO 24:

fino all'8 si respirava ancora, anche se le min. toccarono in 2 occasioni i 20°, infatti le temp. max furono di 28° in 4 occasioni, con un max di appena 23° il 3° giorno.

Nel resto del mese non si toccarono punte max elevate, infatti secondo questo sito, si arrivò al max a 32° in 6 giornate e solo verso la fine del mese a 33° e 34° (il 31 e il 28 luglio). Minime cmq elevate, tra 19 e 23°.

Medie mensili: min 20.5°, max 29.6°, 12 giorni di pioggia ma non si conosce la quantità di acqua caduta.

AGOSTO 24:

più caldo, con solo 3 giorni sotto i 30°, ma solo in 2 giornate si toccarono i 34°.

9 giorni di pioggia, di cui 6 con temporali. 

La media mens. della temp. min. fu uguale a luglio, mentre la max fu di 31.4°.  

Rispetto a questi ultimi 11 giorni stiamo parlando quasi di una visione paradisiaca ahahahah Ma io ricordo che il giugno scorso (ovvero del 2025) in certe giornate si sudava tantissimo e c'era una oggettiva difficoltà a respirare per l'elevata umidità e l'assenza di vento che invece quest'anno ci ha accompagnato a tratti, ma per quanto riguarda la sola temperatura, non c'è mai stato un giugno così caldo!

sabato 27 giugno 2026

Tutta colpa mia questo caldo assurdo

Non è possibile, dal giorno in cui ho preso il monopattino, eh sì proprio lui, il maledetto monopattino, fa un caldio bestiaaaaaaaale, infernaaaaaaaaaale.

Per fortuna non come quello segnato da 3B Meteo secondo cui ci sono stati giorni in cui a Torino si ono raggiunti i 39°.

Ma doooooooove!

Per carità, se stai in mezzo alla strada in un posto senza alberi e prato con tanti condomini e auto bollenti, arrivi forse anche a 50°, ma non è certo così che si misura la temperatura.

Beh cmq non fatemi incazzare quando si superano i 30° che impazziscoooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooooo

Ma che oooooooooooooooooooh! 

sabato 13 giugno 2026

Monopattini e codice della strada: non ci vuole tanto a conoscere le regole

Che mondo pieno, strapieno anzi, di ignorantoni:

a parte qualche sporadico caso di gente che usa il casco mentre guida il monopattini e che non va sui marciapiedi, ogni giorno vediamo ragazzini che vanno in 2 - VIETATO -, non usano il casco - VIETATO -, vanno sui marciapiedi - VIETATO -, e ci vanno ad una velocità ben superiore ai 6 all'ora - VIETATO! -

Ecco cosa dice il codice della Strada aggiornato:

Molte norme sono in vigore da tempo:

  • almeno 14 anni di età per il conducente;
  • divieto di trasporto di passeggeri, animali o oggetti;
  • casco obbligatorio (conforme alle norme tecniche UNI EN 1078 o UNI EN 1080);
  • velocità massima consentita di 20 km/h orari in strada e 6 km/h nelle aree pedonali (dove non è espressamente vietata la circolazione);
  • obbligo di indicatori luminosi di svolta e di frenata, così come di luci anteriori e posteriori per l’uso nelle ore buie e in condizioni di scarsa visibilità,  nonché di giubbotto o bretelle retroriflettenti ad alta visibilità nelle ore notturne (da mezz’ora dopo il tramonto e durante tutto il periodo dell’oscurità);
  • divieto di traino;
  • divieto di circolazione sulle strade extraurbane e sulle vie urbane che prevedono un limite di velocità superiore a 50 km/h e sui marciapiedi, dove è consentita soltanto la conduzione a mano.

 

LA NOVITA’ DELLA TARGA

Dal 16 maggio 2026 è obbligatoria anche la targa ad identificare il mezzo.

Per ottenerla, i cittadini possono rivolgersi alle delegazioni ACI, alle agenzie di pratiche automobilistiche, o accedere direttamente online al Portale dell’Automobilista (link: https://www.ilportaledellautomobilista.it/web/portale-automobilista/monopattini-contrassegno-identificativo)utilizzando le proprie credenziali SPID o la Carta d’identità elettronica.

Attraverso questa piattaforma digitale è possibile presentare l’istanza di rilascio e gestire eventuali comunicazioni di furto o smarrimento.

La targa ha un costo fisso di 8,66€, pagabile tramite il sistema PagoPA, che comprende le spese di produzione e una quota destinata a fondi per la sicurezza stradale.

Una volta ottenuto, il contrassegno deve essere installato in modo visibile sul parafango posteriore o sulla parte anteriore del piantone dello sterzo.

La targa è identificativa del proprietario, non del veicolo: in caso di sostituzione del mezzo, si può ricollocare sul nuovo monopattino.

Chi circola con un monopattino elettrico senza targa è multato con una sanzione amministrativa da 100 a 400 euro.

Dal 16 luglio 2026 sarà obbligatoria la copertura assicurativa. 

 

giovedì 11 giugno 2026

Il mio giro dell'11 giugno 2026 tra Cavoretto e Moncalieri

E rieccomi qui a parlare dei MURI.

Chi non è appassionati dei muri come quelli delle Fiandre è pregato di uscire, di andarsene, anzi di scappare via, perché se lo becco non so che può succedere ahahah 

Ovviamente scherzo, era giusto per iniziare con un po' di pseudo simpatica un post che in realtà è totalmente antipatico, proprio perché sto per parlarvi di muri che fanno piangere la maggioranza delle persone.

Oggi sono salito 3 volte a Cavoretto salendo da 3 strade diverse, alla fine non volendo fare la 4^ che avevo in programma (i Cunioli Alti) sono andato a fare la ben più facile e dritta salita che porta al castello di Moncalieri.

Come sempre c'è differenza di dislivello tra i dati Garmin e Strava, ma in generale salire 3 volte a Cavoretto + 1 Moncalieri ci fa toccare 500 metri positivi circa, non male!!! Praticamente è come salire alla Madda.

In realtà avrei potuto fare meglio, se solo dopo la 1^ salita non avessi tagliato per la parte inferiore del parco Europa anziché proseguire dritto, così come dopo la 2^ salita avrei potuto salire sulla cima di questo parco, ma volevo risparmiarmi per la 3^ e 4^ salita.

Ecco le mie salite odierne:

1^ salita: strada a Villa Zanetti, quella stradina stretta che porta appunto al parco Europa. Secondo Komoot non offre pendenze superiori al 10%, ma già solo il tratto iniziale a me è parso micidiale, altro che 8 o 10%. Il bello di questa strada è che appunto è stretta, parte cattiva, non c'è nessuno e all'incirca a 2/3 del percorso la strada si fa dissestata e quindi ho fatto bene a usare la mia nuova MTB Orbea Alma, aaah come funziona bene, come scorre alla grande, mi trovo meravigliosamente bene, e pensare che quando mi era arrivata mi ero spaventato per la grandezza delle ruote e la larghezza del manubrio.

VILLA ZANETTI APPROVATA! Peccato sia corta.

2^ salita: strada del Fioccardo, secondo me la conosciamo giù tutti, ha un tratto duro a circa metà percorrenza, è esposta al sole e soprattutto è molto trafficata e passa tra tante casette. Pensate che oggi avevo 3 auto dietro e altrettante che scendevano: ci siamo dovuti fermare su uno slargo sulla destra altrimenti ci si incastrava... mai più!

FIOCCARDO BOCCIATO

3^ salita: strada Santa Lucia, ovvero la salita delle Madonne, non tanto quelle che vediamo, ma quelle che ci escono dalla bocca ahahah

Parte tosta come Zanetti, ha diversi tratti in ombra, specie al mattino, e non molla mai, questa inoltre arriva al 20%. In realtà molla, ma quando ormai si è a Cavoretto, dove c'è una piazzetta con una chiesetta, poco prima della discesina.

APPROVATA!

4^ salita: Cunioli alti, non l'ho fatta oggi, e non la faccio da anni, ma anche questa è veramente ripida e all'epoca non c'era nessuno.

4^ salita veramente odierna: Viale Castello, tutta dritta, all'ombra, asfalto direi perfetto tranne alla fine col pavé e mi pare qualche bucherella o gobbetta, ma niente di che. Qui si può tirare parecchio, io dopo 3 muri e con la MTB ho fatto una media decente di 18,6 km/h.

Direi che sono tornato in ottima forma dopo aver fatto di recente le salite in zona San Vito tra cui la famigerata strada alle vigne, ecc., e strada Fenestrelle and friends in zona Sassi-Mongreno.

PROSSIMI OBIETTIVI:

1) rifare Fenestrelle per la 2^ volta

2) fare per la 1^ volta strada della Vetta sopra Pecetto e magari provare anche un sentiero che c'è da quelle parti tra Eremo e Bric San Viter

3) arrivare a Chieri col suo bel centro col pavé, prendendo qualche sterrata in zona Testona/Revigliasco per fare un giro gravel. 

4) l'obiettivo degli obiettivi sarà invece fare la doppietta Madda + Superga, ma partendo sempre dal corso in pianura, senza passare dalla panoramica di Pino, ma nella salita della Madda passerei da alcuni sentieri, se no che la uso a fare la MTB? Vabbé che mi trovo bene in salita su asfalto, ma a tutto c'è un limite.

OBIETTIVI OFF-ROAD, SEMPRE TORINESI:

1) godermi qualche bella discesa dalla Madda

2) girare nelle colline di Rivoli e Rivalta

 

venerdì 5 giugno 2026

Salite stile MURI nella Collina di Torino

Io è da quando sono piccolo che dico che la collina di Torino è fantastica.

A 2 passi, anzi a 2 colpi di pedale dalla città ci sono centinaia di salite e un buon numero di sentieri anche soltanto rimanendo sul lato che dà verso Ovest, non parliamo quindi di tutti i giri possibile dal lato opposto, verso il Chierese e il Monferrato, ecc.

In questi giorni ho fatto 2 mini percorsi che mi hanno fatto troppo godere, perché era da tanto che non andavo più nei sentieri e non facevo più i cosiddetti MURI stile Fiandre :)

Giro #1:

Parco Leopardi (corso Moncalieri, vicino al Ponte Isabella) col sentiero 16, col pezzo finale del sentiero da fare per forza a piedi;

Parco di San Vito tagliando nella zona in alto per raggiungere viale Seneca, per poi girare a sx e subito dopo a dx prendendo strada delle Vigne di San Vito che poi, appena si impenna maggiormente diventando un vero muro ciclisticamente parlando, si chiama strada Antica di Revigliasco (strano, su Komoot quel pezzo non pare essere un muro, mentre segna 14% nel tratto precedente, ma questo è niente visto quello che arriva dopo);

superando il parcheggio di cascina Bert, sono arrivato al quadrivio Raby per prendere il sentiero 16 in discesa, tutto bello all'ombra. 

Giro #2: 

altro che 14% cari amici, qui raggiungiamo livelli da alpinismo ahahah!

Mi riferisco alla salita di strada Fenestrelle, che la si prende da piazzale Marco Aurelio, tra corso Casale e corso Chieri (la strada vecchia che sale a Pino T.se).

Il primo pezzo di questa stradina, per fortuna poco o nulla trafficata, io ho incontrato solo 2 furgoni, ha una media del 16% con una punta massima del... 22%!

Ha alcuni sali e scendi fino a quando incrocia strada vicinale del Cresto: a dx si va verso corso Chieri, a sx invece verso Mongreno: io ho girato a sx, in discesa, per poi salire intorno al 10 o 11% per andare appunto in strada Mongreno passando per una bellissima zona di pura campagna!

Non preoccupatevi che anche qui c'è un po' di sterrato, poco ma meglio di niente:

scendendo da strada Mongrego, poco prima di vedere sulla dx il complesso Ville Il Gentile e Foresterie, c'è in mezzo ad un muro alto, grigio, un cancelletto che porta al parco di Villa Ottolenghi. Prima si sale e poi si scende e fa abbastanza godere!

Si sbuca in strada del Cartman in un punto vicino a dove termina un sentiero godurioso che scende dalla panoramica.

Ma tornando ai muri, ecco che in zona Cavoretto ce ne sono tanti:

via alla Villa Zanetti

strada Santa Lucia

strada ai Cunioli Alti

strada del Fioccardo

via Guido Volante + strada della Viassa.

Con queste brevi salite si possono portare a casa 580 metri di dislivello positivo! 

domenica 31 maggio 2026

Il Giro d'Italia può fare a meno di Milano e Roma grazie

Il Giro d'Italia 2026 è terminato e, come sempre, i giornalisti e gli organizzatori, i presidenti della Federazione Ciclistica, della lega di questo o quel settore/campionato non so bene cosa, perché io non ho mai partecipato ad alcuna gara quindi perdonatemi l'ignoranza a proposito di chi governa il ciclismo, non hanno fatto altro che lodare l'Italietta.

Ah quanto è bella, ah quanto siamo bravi a far passare il Giro di qui e di lì, abbiamo mostrato le tante bellezze, avete fatto bene a far una tappa a Milano e quella conclusiva a Roma, dovrebbero alternarsi, un anno finale a Roma perché è la capitale, l'anno dopo a Milano per via della Gazzetta e così via, grazie a Milano e Roma il Giro bla bla bla

Insomma, una sfilza di banalità a non finire, per non parlare del tifo per i corridori italiani, come se il Giro d'Italia fosse una sorta di Mondiale, quando invece è una sfida tra squadre e corridori che possono essere di qualsiasi nazionalità e in numero casuale, quindi il prossimo anno potrebbero benissimo non esserci né corridori italiani né squadre italiane (quest'anno mi pare fossero soltanto 2, grazie soltanto alle wild cards dell'organizzatore!).

La tappa di Milano è stata ritenuta da alcuni corridori come pericolosa.

Quella di Roma, essendo l'ultima, e in piano, è come sempre totalmente inutile.

Quindi perché focalizzarsi su queste 2 città, senza menzionare Napoli in cui è passato il Giro quest'anno?

Perché non ricordare le bellissime tappe in Torino e provincia? Nel 2024 fu ottimo il percorso in zona San Vito e lungo il Po, mentre l'anno prima (o 2?) ci fu la salita alla Sacra di San Michele.

Ma a parte le grandi città, il bello del Giro sono tutti i paesini in festa attraversati e ovviamente le folli oceaniche nelle salitazze di montagna. 

sabato 30 maggio 2026

Vinge ha battuto il record di Pantani o no?

Se siamo sicuri che Pogacar 2 anni fa al Giro d'Italia 2024 non superò il record di Pantani nella salita di Oropa, ecco che oggi non ho ancora capito se Vingegaard ha battuto o meno quello del Pirata nella salita del Piancavallo.

In un articolo della Gazza c'è scritto che "va vicinissimo al record di scalata sui 14,5 km dell’ascesa friulana che apparteneva a Pantani (36’20”)", mentre su X La Flamme Rouge dice che ha impiegato 8 secondi in meno:

"36'12/13'' for Vingegaard at 700 to go vs 36'20''" 

mercoledì 27 maggio 2026

Piccoli dettagli che fanno la differenza in negativo

Quando vediamo e ascoltiamo gli sportivi professionisti, capiamo subito come loro siano molto attenti ai dettagli che per la massa risultano essere a volte assurdi.

Si tratta di attenzioni relativi a più ambiti della vita sportiva e non.

Infatti si parla non solo dei propri allenamenti e della propria attrezzatura che sistemata, curata, pulita con cura, ma anche di abbigliamento, sonno, alimentazione, focus mentale.

A volte basta poco per sentire dei fastidi che poi possono diventare dolorosi, io ad esempio negli ultimi mesi sto effettuando dei piccoli accorgimenti con le selle, in particolare con quella della nuova MTB.

Nell'abbigliamento bisogna considerare l'aerodinamicità, la traspirazione, la comodità, la morbidezza.

Ad un certo punto, nel nuoto, mi sono deciso a cambiare costume perché stava cedendo, si stava allargando dopo appena 1 anno. Non mi era mai capitato e per alcune settimane ho evitato di acquistarne uno nuovo di qualità migliore. Ma poi ho capito che era necessario cambiarlo altrimenti avrei nuotato peggio facendo più fatica.

Oppure nella corsa uno può pensare che basti indossare le prime scarpe da 'ginnastica' che trova e via. No, bisogna comprarle in base al proprio peso, alla propria velocità, valutando se il proprio piede magro, normale, grosso, possa andare bene, ecc.

Se non ci si cura di piccole cose, il rischio è quello o di stufarsi o di infortunarsi oppure di continuare senza troppi fastidi, ma senza migliorare. 

Nell'alimentazione ho dovuto negli ultimi anni stare molto attento a ciò che ingerisco per i miei problemi intestinali che specie al mattino mi colpivano e colpiscono spesso (ora va un po' meglio).

E che dire del sonno? Bisogna stare attenti alla sua qualità, ovvero a che ora ci si corica, cosa si fa prima, quante ore si dorme e come. Io ad esempio cerco di dormire circa 7 ore perché se dormo meno mi alzo un po' scombussolato, se dormo 8 ore o più mi alzo completamente rimbambito e rimango così a volte anche per tutta la mattina, quindi non è proprio il caso di godersi a lungo il cuscino.

Come menzionato prima, bisogna anche focalizzarsi ovvero stabilire degli obiettivi e reputare fondamentale allenarsi e fare attenzione a tutte le varie cose scritte prime o a chissà quante altre.

domenica 24 maggio 2026

Dritti verso il sole in bici

Che bello:

dopo aver incontrato di recente persone stronze, come quella stronza con la cagnona slegata che si è avventata sul mio cane (senza conseguenze!) e persone finte, che ti sorridono solo per chiederti dei soldi, ho finalmente incontrato 2 persone stupende!

Si tratta di 2 ragazzini fermi ad una fontana che appena mi hanno visto passare in bici mi hanno salutato contenti, coi quali mi sono poi fermato a parlare un po' in un'altra fontanella.

Avranno avuto penso 13 anni ed incredibile a dirsi preferiscono girare in bici che col monopattino.

Usare il proprio fiato, le proprie gambe, e farlo su ruote abbastanza grandi, è molto meglio e più bello rispetto ad altri mezzi.

Con la bici chiunque può uscire di casa ed esplorare il proprio territorio come non potrebbe fare usando solo i piedi o i mezzi pubblici, per non parlare di auto e moto, che cmq i ragazzini non hanno.

Quando vuoi vai 'veloce', poi subito dopo se vuoi vai piano e nessuno ti dice niente. Giri di qui, ma perché non girare subito dopo di là? Vuoi farti un giretto, poi magari fai un girone infernale in collina nel pieno dell'estate senza una fontanella nel giro di 30 km ahah

Senti il vento in faccia senza un casco integrale che elimina questa esperienza, senti gli odori della natura, quando vuoi ti fermi, quando vuoi sfidi l'amico o gli amici oppure ci si ferma sotto un albero.

Io alcuni amici del mio quartiere li conobbi proprio tramite la bici: avevo 13 anni e gironzolavo tra un giardinetto e le varie vie quando ad un certo punto si unì un altro ragazzino che voleva essere mio amico (lo vedo tutt'ora) e il giorno dopo eccone un altro con cui siamo diventati subito grandi amici.

E la bici come dicevo serve anche per non stare sempre nel solito quartierino, per evadere dai luoghi chiusi in cui ci ficcano gli adulti, per andarsene dalle compagnie tossiche di certi amici/compagni di scuola/calcio che stanno sulle panchine a rompersi le palle o a fumare.

La bici unisce, ma il bello è che allo stesso tempo se ne frega degli altri: la si inforca e viiiiiiiiiiaaaaaaaaa! Và dove ti porta il sole!

sabato 23 maggio 2026

Pedalare da vecchi +30

Molte persone sono convinte che dopo una certà età, tipo dopo i 30 anni, le proprie prestazioni fisiche siano destinate a calare sempre di più.

E cosa succede?

La diretta conseguenza è smettere totalmente o quasi a praticare sport.

L'ulteriore conseguenze è che sia il fisico che la mente si abituano alla nuova realtà sedentaria e ci si autoconvince che sia proprio vero, che dai 30 in avanti per la maggioranza delle persone non abbia senso fare sport perché si è vecchi.

Di sicuro per molti è sempre più difficile essere veloci, fare sprint, salti, ecc., come qualche anno prima, non lo metto in dubbio, ma per evitare di fermarsi o di far scemare le proprie prestazioni, bisogna per forza togliersi dalla testa l'idea che dai 30 (o qualsiasi altra età a vostra scelta) in avanti si sia vecchi, che non abbia più senso fare sport.

Con la pratica costante i risultati possono tornare ad essere quelli di una volta, o anche migliori, perché da persone mature si è più razionali, si è più metodici e attenti al proprio piano di allenamento, all'alimentazione, al sonno, ecc. 

Bisogna far sì che la mente non pensi che il meglio sia già alle spalle.

Quindi è necessario godersi il presente con grande attenzione, metodo e anche col sorriso ovviamente, proiettandosi nel futuro, come se fossimo dei professionisti che hanno ambiziosi obiettivi da raggiungere da qui a 1 anno, a 5 anni o quello che volete voi.

In questo modo vediamo di volta in volta dei nuovi muri da superare, con la grande voglia di superarli, e ciò ci dà la spinta di andare avanti.

Ma non si tratta solo della voglia di raggiungere degli obiettivi che per alcuni di noi non esistono o non sono mai esistiti (io, infatti, ho partecipato soltanto a 2 gare di MTB più ad 1 cicloturistica su strada e basta), a parte il voler raggiungere quel posto in un certo tempo o cose simili, ma si tratta del divertimento, di voler andare in giro godendosi il sole, la compagnia, volendo magari incontrare persone nuove, respirare i profumi della primavera e così via.

C'è bisogno di entusiasmo per essere la versione aggiornata e vivace dei vecchi sé stessi e continuare a fare sport. 

mercoledì 20 maggio 2026

Torino DUE PUNTI è il nuovo BRAND del Comune LOL

In giro ho visto alcuni cartelloni con la scritto Torino: la città che bla bla bla (una frase mi pare che dica: "La prima capitale d'Italia che guarda al futuro") 

E ora andando nel sito del Comune ho scoperto che il nome Torino seguito dai DUE PUNTI è il nuovo... CITY BRAND!

Mesi fa lessi che Torino voleva un nuovo brand per diventare riconoscibile come New York o Parigi.

Seeee, auguri.

Ma poi, perché mai? Mica dobbiamo diventare una città gigantesca o diventare una Disneyland a cielo aperto. 

Come avrebbe detto il mitico e saggio Oliviero Toscani: solite pseudo ideuzze di agenzie che non osano perché non hanno coraggio, perché vogliono andare sul sicuro senza voler dire mai niente di interessante.

sabato 16 maggio 2026

Da Torino a Settimo tutto su pista ciclabile e sterrato

Qualche anno fa ero arrivato in bici al parco Mezzaluna di San Mauro T.se, vicino a Settimo T.se, ma senza proseguire il percorso che porta fino a questo secondo comune dell'hinterland torinese

Oggi finalmente l'ho fatto entrando in 2 dei 3 bei parchi della zona sud di questo paese, ovvero i parchi dedicati a De Gasperi e a Berlinguer, più quello a Pertini in cui però non sono entrato (mi pareva più che altro destinato ai giochi per bambini).

Da casa mia, in zona Lingotto, sono andato lungo il Po da Italia 61 passando dal nuovo tratto di pista ciclabile di corso Maroncelli, davvero bello, tutto colorato, bello larga, bravo Comune di Torino, vedi che quando ti impegni ce la fai?

Ho cambiato sponda del Po al Ponte Umberto I, dopo il Valentino, per poi passare dal simpatico sentiero che costeggia davvero il fiume, dietro il parco Michelotti.

sabato 9 maggio 2026

Dopo Avigliana, doppio rischio in bici a Rivoli

Oggi sono tornato per la 3^ volta dal 20 aprile ad Avigliana, replicando in parte il giro della 2^ volta, ovvero facendo all'andata solo pianura prendendo corso Susa/SS25 a Rivoli, ovvero la strada lunga e dritta che prima di Avigliana passa da Ferriera.

Ad Avigliana, essendo in BDC e non in MTB, ho preso una strada per me nuova, ma che però non è la sterrata di via Monte Capretto che si prende da via Prole (che porta all'ex dinamitificio Nobel), ovvero via Grignetto.

Questa via in realtà è DOPPIA:

quella che già conoscevo costeggia il lago Grande lato Ovest, arrivando all'area attrezzata Baia Grande per poi proseguire salendo nella zona dei campi da baseball...

mentre quella che ho preso oggi per la prima volta entra nel bosco del Parco dei Laghi con un ottimo fondo, tranne forse in un breve tratto, prima in salita, poi in discesa dove ho raggiunto la mia velocità max odierna, per poi risalire un poco e portarci nella zona industriale oppure a Bertassi (io volevo passare da Bertassi, ma ho svoltato a destra in via Prole... vabbé, non cambia niente, tanto essendo sabato quel posto orribile era deserto e mi son goduto un altro bel rettilineo in cui andare oltre ai 30 all'ora senza sforzo).

Ma non finisci qui perché subito dopo ho preso un'altra bella stradina, in salita, che non avevo ancora percorso, ovvero via Galinier che affianca un bel centro di tiro con l'arco (Avigliana città dello Sport tra rugby, baseball, kayak, windsurf, nuoto, bdc, mtb, tiro con l'arco, arrampicata, che figata di posto!) per poi entrare nel centro storico medievale. Il fondo se ricordo bene è un acciottolato che non è certo gradito dalle bdc, ma ci sono anche, come a Rivoli, dei lastroni lisci e ad un certo punto c'è un bivio: si può optare per andare in corso Laghi prendendo via Ailliaud Augusto, oppure godersi il centro prendendo la via a destra che si chiama via XX Settembre, che poi sbuca in piazzetta Santa Maria...da qui si può prendere via Porta Ferrata per poi godersi piazza Conte Rosso, ecc.

Ma veniamo al doppio pericolo:

dopo aver percorso la strada collinare di Buttigliera Alta e Rosta, entro nel centro storico di Rivoli e dopo pochi metri da una viuzza spunta un'auto che non solo non mi dà la precedenza, ma neanche mi ha guardato... poi però la donna al volante si è scusata (anche stamattina una tizia che ha lasciato libera la sua cagnaccia si è scusata dopo che stava aggredendo il mio cane... ma anziché scusarsi non potrebbe agire in maniera razionale, da persone prudenti, educate? Non è mica faticoso!), ma non finisce qui perché dopo ulteriori pochi metri ecco un'auto che occupa metà via... e giusto qualche secondo prima del mio passaggio, il passeggero posteriore apre la portiera.

Ma cazzo guarda prima di aprire, mica vivi nel deserto...

E giù bestemmioni!!!

Nel tratto di salita successivo (purtroppo le bici non possono passare da via Piol) mi sono ritrovato quell'auto dietro ma mi sono piazzato in mezzo (anche perché la strada sul lato destro, ma non solo, era una merda!) e non ha fiatato. 

Giro soddisfacente, a parte quella rottura di palle dei rettilinei torinesi (corso Settembrini e strada del Portone che non ho mai sopportato), che mi hanno fatto ipotizzare l'uso del treno per scendere a Rosta per potermi poi sparare qualche bella salitella in Val Sangone.

Ho migliorato diversi miei tempi, Strava ne è testimone, e ho fatto il mio 2° miglior tempo di sempre sui 50 km (in tot. oggi ne ho fatti 60).

Ah, una cosa che non mi piace della bdc è, oltre a sentire tutte le asperità del terreno (in giro c'è un quantità di buche impressionante, anche profonde), l'assenza di una comunità: in mtb ci si saluta sempre, si creano amicizie, ecc., su strada zero, pochi si salutano e cmq ognuno tira dritto per la propria strada senza neanche chiedere "Come va, dove vai oggi?" 

martedì 5 maggio 2026

Segmento Strava Moncalieri-Revigliasco

Ho scoperto l'esistenza di un segmento su Strava molto interessante che parte da Moncalieri e arriva a Revigliasco, ma non passando da Strada Revigliasco, bensì da via San Pietro a Moriondo, che poi diventa strada Roccacatene e via Trofarello:

si chiama Borgo Navile-Revigliasco; 

si parte dall'inizio di via Cavour e si percorre tutto il rettilineo fino a Moriondo (poco prima di Trofarello);

poco dopo Capello Cycling, si svolta a sinistra in via San Pietro e si va su verso Revigliasco, pedalando su una strada stretta e con 0 traffico (almeno, quando ci sono passato io era così!), che alterna tratti abbastanza ripidi ad altri pianeggianti;

una volta sbucati in Strada Revigliasco, si tira dritto, però ocio perché bisogna attaversare questa strada nel bel mezzo di una curva!;

si tira dritto in salita passando dal cimitero di Revigliasco e da una piazzetta col Punto Smat per l'acqua e dopo poco si entra nell'abitato di questo paesino, pedalando anche in un pezzo di pavé.

Lunghezza: 8,93 km

Dislivello: +198 mt

Utenti Strava che lo hanno percorso storicamente: soltanto 14!

Davvero strano, e che peccato, perché mi piace davvero tanto. Ma il fatto è che molti passano dalla strada principale perché più comoda, più famosa, la si prende in 'automatico' per poi andare o alla Madda o verso Chieri passando da Pecetto.

Beh, cmq vi consiglio di fare questa strada così rimpolpiamo questo segmento di utenti con nuovi tempi! 

domenica 3 maggio 2026

Revigliasco e Pecetto: salita e discesa fantastiche

Dopo l'allenamento in ZONA 2 (bassi battiti cardiaci) in pianura con la MTB per i miei 3 parchi urbani preferiti, ovvero Colonnetti, Boschetto e Vallere, passando anche dal lungo Po di Italia 61, ecc. (totale 34 km ca.), oggi ho replicato la distanza, ma in collina con la BDC.

Sono salito prima a Revigliasco, entrando nel paesini, poi a Pecetto T.se, arrivando all'incrocio tra strada Eremo e via Circonvallazione.

Mi piace molto vedere i paesini, ma un po' come si dice per Venezia, mi piacciono, ma non ci vivrei! Discorso diverso se potessi permettermi un villone con mega giardino eheh 

La strada che ho preso per iniziare la salita è meravigliosa:

0 AUTO, soltanto 2 cavalli e 2 pedoni, ahahah, assurdo ma vero!!!

Non ho quindi preso la classica strada Revigliasco da Testona, ma via San Pietro da Moriondo, al limitare di Trofarello, che poi diventa strada Roccacatene che poi spunta in strada Revigliasco (alla 4^ curva di questa).

In certi tratti è bella pendente, ma fa piacere percorrerla perché stretta, in mezzo alla campagna, a volte si è sotto gli alberi posti su ambo i lati e poi oggi non è passata un'auto che sia una!! C'erano solo 2 pedoni e 2... cavalli, che bello! Sì, bello, a parte i merdoni che hanno lasciato per terra che puzzavano alla grande ahahah

Quindi bella la salita, ma la discesa?

Giri in bici a Torino per chi vuole poi darci dentro

GIRI IN BICI PER TUTTI!!!

Molte persone prendono la bici per passatempo e poi continuano a fare i soliti giri ai 2 all'ora dietro casa senza alcun entusiasmo.

Io voglio stimolarle mostrando alcuni semplici itinerari su strada praticamente adatti a tutti, che inizialmente ognuno farà con la propria velocità di crociera.

Percorsi che le porterà a vedere nuovi orizzonti con le proprie gambe e a volersi allenare con sempre più costanza, per rifarli meglio o per fare giri più lunghi, con più dislivello, ecc.

Per chi non è avvezzo all'uso delle mappe per cercare, trovare, valutare le più diverse strade e stradine, la prima cosa che consiglio di fare consiste nell'evidenziare i paesi più belli o che si conoscono meglio, e che si vogliono raggiungere in bici, prendendo le strade più dirette, per poi valutare eventuali percorsi alternativi.

GIRO 1: AVIGLIANA

Da Torino si passa da Beinasco, Orbassano, Bruino, Sangano e Trana, da qui si pedala affianco ai 2 laghi e si raggiunge Avigliana. Per tornare indietro o si rifà la strada dell'andata o si può fare un po' di saliscendi passando da Buttigliera Alta, Rosta e Rivoli (in alcuni tratti c'è la pista ciclabile che fino a pochi anni fa non era presente, quindi quel tratto che per alcuni poteva sembrare pericoloso, ora lo è molto meno).

Da Beinasco si può prendere la pista ciclabile che porta fino a Sangano passando da Rivalta, ma ovviamente è meno dritta e presenta in alcuni tratti delle belle radici affioranti che possono dare fastidio.

Dopo il Lago Piccolo si può svoltare a sinistra per prendere la strada che costeggia da Ovest il Lago Grande.

Non indico lunghezza precisa e dislivello perché andando piano lo si fa, però siamo intorno ai 50 km. 

GIRO 2: PINEROLO

Anche qui si passa da Beinasco e Orbassano per poi invece proseguire verso Piossasco (si può prendere via 1° Maggio da Tetti Francesi oppure via Nenni + via Rivalta). Qui si prende la strada principale, ovvero via Pinerolo, al cui termine inizia la ciclabile che porta appunto a Pinerolo, partendo da via Berchet.

Anche in questo caso la ciclabile allunga un po' il percorso, ma passare da lì anziché dalla statale è tutta un'altra cosa, dà la sensazione di un piccolo viaggio in chissà qualche campagna, vallata.

Questo giro può arrivare anche a 80 km, ma una famigliola tranquilla partendo al mattino presto può farlo senza problemi anche perché in questo caso non ci sono salite e collinette da affrontare in mezzo al traffico. 

Ovviamente, come anche nel caso precedente, bisogna essere certi che la bici sia perfettamente funzionante e che il proprio sedere sia abituato al sellino!

GIRO 3: CHIERI

Qui siamo nella nostra mitica collina di Torino e questo giro può dare soddisfazioni presenti e future a chi vuole o vorrà darci dentro con profitto con la bici da corsa, perché presenta in pochi km un buon dislivello e delle belle discese.

Si deve passare da Moncalieri per poi salire a Revigliasco (o dalla strada classica dove passano tutti i mezzi a motore, cioè strada Rev., o da via San Pietro/strada Roccacatene a Moriondo, a 2 passi da Trofarello) e Pecetto T.se.

Si può fare un giretto sia a Rev. che a Pec. prima di proseguire verso Chieri.

Il primo tratto di salita, quello più lungo, è quello più regolare, mentre la 2^ parte che porta a Pecetto è più pendente.

Per raggiungere Chieri bisogna prendere Strada Chieri. Si riconosce la strada dalla presenza, all'inizio, di un distributore di benzina di buone dimensioni a Pecetto.

La strada però poi non è il massimo per i cicloturisti perché le auto sfrecciano e non è molto larga, infatti la consiglio a chi vorrà poi darci dentro con la bici da strada, non alle famiglie. 

In alternativa, ma con la MTB o gravel, ci sono altre strade che portano a Chieri da Pecetto, come strada della Moglia (da San Felice), strada della Luigina e strada Vallero.

Chieri è urbanisticamente parlando un casino... se riuscite, passando da Piazza Duomo per poi salire alla chiesa di San Giorgio (via San Giorgio) 

GIRO 4: GASSINO T.SE

Per chi vuole rimanere vicino alla città confrontandosi con la pianura e un lieve dislivello, ammirando in parte la collina, e dandosi cmq un obiettivo di discreto livello, in vista di obiettivi maggiori, c'è appunto il paese di Gassino che arriva un bel po' dopo San Mauro. 

Da Torino Sud sono circa 25 km, quindi il giro sarà di circa 50 km.

Per raggiungere San Mauro si può pedalare su una lunga pista ciclabile che passa anche dal parco del Meisino che può presentare tratti in leggero sterrato e, dopo questo paese, prendere - ma io non l'ho mai preso, la pista dell'argine nord (e poi sud) del canale Cimena, che poi diventa strada delle Alpi e che porta alla 1^ rotonda di Gassino.

Oppure si può cambiare destinazione, puntando al parco fluviale del Po a Settimo T.se, dove c'è un bel laghetto, sopra cui passa la ciclabile Venezia-Torino!

Per arrivarci bisogna passare dal famoso ponte di San Mauro e subito dopo svoltare a destra nella ciclostrada VenTo che se non ricordo male è sterrata.