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Visualizzazione post con etichetta pedalare in città. Mostra tutti i post
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sabato 17 marzo 2012

Bici in città. Solo quando scomparirà la cafonaggine!

IL MIO SITO

Visto che la bici io non la uso solo per svago/sport, ma anche come modo per esplorare la città e dintorni, oltrechè come principale mezzo di spostamento, copio/incollo questo mio commento appena rilasciato nel blog di un mio amico:

"L'incidente di Milano non è stato causato dall'inesperienza o altro del ragazzino, ma dalla cafonaggine di chi posteggia in seconda fila e da chi apre le portiere senza guardare dietro. Ogni giorno, in ogni posto, noto ciò.
Quante auto vengono multate per la sosta illegale selvaggia? Ora ci si concentra, e mi sta molto bene, sui limiti di velocità sforati con gli autovelox (e il problema della gggente, degli italioti, non è rispettarli, ma trovare strade dove non ci siano, pensa te che stronzi!), ma non è solo questa, la velocità, che uccide, infatti ci sono tante piccole manovre che possono essere pericolose (portiere aperte e frecce non messe).

Andare in bici è pericoloso perchè è pieno di auto e ora con la crisi economica che tutti hanno sempre in testa, questi son più nevrastenici e incazzati col prossimo per le loro sconfitte economiche da veri schiavi del dio denaro che mai, perciò se avessi un figlio gli direi di andare sui marciapiedi e basta, niente piste ciclabili visto che molte hanno incroci pericolosi (dalle mie parti ce n'è una messa accanto a 3 uscite di cortili in pochi metri, ma che senso ha? Passo nella via affianco o su strada o sotto i portici e sono più sicuro!), meno che mai le strade, ovviamente.

Il ciclista vive nell'insicurezza, quindi come dice questo ragazzo, i manualetti sulla sicurezza li dovrebbero mettere sui lunotti di tutte le auto posteggiate, visto che sono le auto a creare scompiglio per pedoni e ciclisti, ovvero esseri umani che si spostano in maniera i primi completamente naturale, i secondi con pochi orpelli. Ma in un mondo che si fa vanto della sua tecnica e scienza, i pedoni e ciclisti devono solo crepare perchè le macchine, nostra grande invenzione, devono dominare.

Non c'è una soluzione. Dobbiamo solo aspettare che la benza aumenti ancora di più assieme alle imposte e tasse e che gli stipendi calino, così ci saranno un sacco di ciclisti in più, fra cui tanti ex spavaldi automobilisti inconsciamente assassini.
Al momento nè bambini nè adulti e anziani possono pedalare bene, perchè ci va sì esperienza, ma unita a prontezza di riflessi e sopportazione del dolore (in caso di caduta) e nervi saldi, perchè è facile incazzarsi per piccole malefatte."


Ah, mi sono dimenticato di aggiungere una cosa a sfavore di alcuni ciclisti: molti girano la sera senza una minima luce (ci va sia anteriore che posteriore), altri, specie alcune signore nei paesi, svoltano improvvisamente senza guardare prima se arriva qualcuno da dietro e soprattutto senza segnalare col braccio la manovra.

venerdì 27 gennaio 2012

Scippata sulla bici, in coma.

IL MIO SITO

A Milano, Alessandra Galbadini, signora 50enne, è caduta in bici dopo essere stata derubata della sua borsa che teneva nel cestino.
Dallo spavento e penso anche dalla rabbia, non è più riuscita a controllare il mezzo ed è caduta sbattendo la faccia a terra, cosa che l'ha portata in coma. Per fortuna, sembra che non morirà!

Purtroppo, per andare in bici, non basta muovere le gambe, ma saper gestire il proprio corpo, muoverlo, per attutire le possibili cadute, per questo usare anche la mountain bike è molto importante, perchè si è a contatto con la natura piena di ostacoli: buche, pietre, rami e tronchi, ma anche di terra e prati dove cadere e imparare a cadere.
Però, si può ovviare a brutte cadute anche in un modo più semplice: prima di tutto, evitare di mettere in mostra i propri averi (ovviamente, un conto è girare con sul cestino un sacchetto che ricordi quello della spazzatura, un conto con una borsa di moda), indossare il casco (e d'inverno, con la luce solare che va via presto, usare anche dei faretti, delle luci led: oltre a quella anteriore e posteriore, consiglio di attaccare ai raggi delle lucine più piccole dotate di elastico e, se indossate dei pantaloni larghi, per stringerli, usate delle fasce catarinfrangenti) e cosa molto importante, ma che passa inosservata, cambiare i pedali della propria city bike, perchè di solito sono lisci e quindi scivolosi, e calzare scarpe da ginnastica morbide e con la suola piatta, per aver un ottimo grip sui dentini dei nuovi pedali.

Per quanto riguarda il movimento del corpo, è essenziale perdere ogni rigidità dettata dalla paura del traffico o dal non essere degli abili praticanti del ciclismo. Infatti, più si è rigidi, più ogni sobbalzo aumenterà d'intensità portandoci a sbandare e a perdere attimi preziosi nel tentare di riguadagnare l'elasticità perduta che ci consentirà di controllare il mezzo o di rotolarci e tuffarci a terra, anzichè cadere come un sacco di patate, magari con le mani ancora sul manubrio.

AMICI, UNA BELLA NOTIZIA: la signora Alessandra s'è risvegliata dopo 2 settimane di coma e piano piano potrà tornare alla normalità, leggete qui!